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Zingaretti apre ad un accordo Pd-M5S nelle Regioni

12 Settembre 2019 | Autore:
Zingaretti apre ad un accordo Pd-M5S nelle Regioni

Il segretario dem coglie il suggerimento di Franceschini. Ma dai pentastellati arriva il gelo: non c’è la volontà. E Salvini li sfida.

Se gli ostacoli per arrivare a Roma sono stati superati, perché non si dovrebbe arrivare a traguardi apparentemente meno impegnativi? Il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, risponde positivamente a questo suggerimento lanciato questa mattina dal neoministro ai Beni Culturali (e compagno di partito), Dario Franceschini, dalle colonne del quotidiano La Repubblica. Zingaretti apre ad un accordo Pd-M5S nelle Regioni per «aprire con coraggio una nuova stagione» con l’obiettivo di «cambiare e migliorare la vita delle persone».

L’idea, dunque, è quella di trasportare nelle realtà territoriali «che vanno rispettate» – premette Zingaretti – ciò che è stato conquistato a livello nazionale. «L’idea di Franceschini è corretta», riflette il segretario del Pd. «Se governiamo l’Italia su un programma chiaro, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare?»

Zingaretti, dunque, mira alle prossime elezioni regionali con l’intenzione di cambiare registro. Il 27 ottobre, si vota in Umbria, è l’appuntamento più imminente. Tra novembre e gennaio sarà la volta della Calabria e dell’Emilia Romagna. La vicinanza delle urne nell’Umbria non spaventa il Nazareno. «Per Emilia e Calabria c’è tempo», aveva detto Franceschini, «in ogni caso la sfida è questa. So che è difficile ma se governiamo bene, evitando la logica del contratto, cercando sempre la sintesi, allora questa squadra può diventare il seme di una futura alleanza. Per battere la destra – aveva concluso il ministro – vale la pena provarci».

Parole alle quali Zingaretti risponde con approvazione, ma che non convincono il potenziale alleato. Per il Movimento 5 Stelle si fa avanti il deputato Manlio Di Stefano, che del primo Governo Conte fu sottosegretario agli Esteri e che oggi non risparmia la doccia fredda ai dem: «Abbiamo già detto chiaramente che non è possibile per noi – taglia corto Di Stefano – perché non è previsto nel nostro statuto e non c’è nessuna volontà di farlo».

Se non c’è la voglia è un conto. Ma se è solo una questione di statuto, nulla è impossibile. Come lo stesso deputato pentastellato ricorda, «lo statuto è stato appena modificato e parla di alleanze possibili solo in via sperimentale con liste civiche». Chi dice che una di queste liste non sia quella di un candidato a presidente della Regione appoggiato dal Pd?

Chi non sembra affatto preoccupato di una possibile intesa tra Pd e M5S alle regionali è Matteo Salvini. Il capo della Lega, anzi, invita le due formazioni a farlo: «Nel nome della poltrona non conoscono vergogna, lo facciano anche in Umbria, li sfido. Tanto in Umbria si vince, il 27 ottobre verrà ricordato come la festa della libertà della regione e degli umbri».



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