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Errori etilometro che fanno evitare la multa

19 Settembre 2019
Errori etilometro che fanno evitare la multa

Guida in stato di ebbrezza: tutti i motivi che consentono di far assolvere il trasgressore. 

Nelle pieghe della legge si nascondono molte chance di farla franca. È lo scotto che pagano Paesi come il nostro dove la giustizia è rappresentata dalla legge e non dalle valutazioni dei giudici sulla base del caso concreto. E siccome la legge la fanno pur sempre gli uomini, e gli uomini sono imperfetti, anche la legge è imperfetta e può essere aggirata. Purtroppo – e ci ripugna dirlo – la disciplina sulla guida in stato di ebbrezza fa “acqua” da tutte le parti. In primo luogo perché, sino a non molto tempo fa, le pene erano troppo tenui, tanto da non far avvertire il disvalore sociale della condotta. Si pensi, ad esempio, alle diverse possibilità che tuttora sussistono di evitare la confisca del veicolo, contestandolo ad esempio a un parente.

Esistono poi numerose sentenze che indicano chiaramente gli errori dell’etilometro che fanno evitare la multa.

I forum sono pieni di trucchetti come, ad esempio, fingere di avere l’asma e soffiare debolmente nel bocchettone del “precursore”; farsi rilasciare un certificato medico da cui risulti l’assunzione di farmaci a base di alcol; sostenere di aver usato il collutorio. La giurisprudenza ha, tuttavia, già bocciato tutti questi tentativi.

Ma è proprio la giurisprudenza che si forma giornalmente nelle nostre aule di tribunali a indicare quali sono gli errori dell’etilometro che fanno evitare la multa. Vogliamo indicarvi, qui di seguito, i casi più eclatanti.

Prima, però, di iniziare a leggere voglio farti riflettere su una cosa: se sei intenzionato a scoprire come fregare l’etilometro, pensa che anche tu, un giorno, potresti cadere vittima di una persona che, a sua volta, ha fregato l’etilometro. E allora sarebbe troppo tardi per pentirti.

Volume di aria insufficiente

C’è chi, per fare il furbo, quando viene invitato dalla polizia a soffiare dentro l’alcoltest, trattiene il fiato magari lamentando problemi di asma. Secondo la Cassazione, però, la dicitura dell’apparecchio “volume insufficiente” può sì ingannare l’etilometro, ma non l’occhio della polizia. Difatti, il reato di guida in stato di ebbrezza può anche essere contestato sulla base dei sintomi manifestati dal conducente e riscontrato dagli agenti: alito vinoso, mancanza di equilibrio, occhi rossi, disconnessione nel parlare. Insomma, le verifiche visive dei verbalizzanti possono accertare ciò che l’apparecchio non riesce a fare.

Il punto è, però, che i poliziotti, per quanto esperti possano essere, non potranno mai stabilire con certezza il quantitativo di alcol presente nel sangue del trasgressore. E da questo dipende il tipo di sanzione applicabile al conducente. Difatti, solo se si supera lo 0,8% di alcol nel sangue si commette reato; mentre sotto questa soglia e sopra lo 0,5% si subisce solo una sanzione amministrativa. Da ciò, la Cassazione ha raccomandato: se si vuole contestare il reato è necessario che gli agenti siano in grado di attestare «oltre ogni ragionevole dubbio» il superamento della soglia di rilevanza penale (0,8 g/l) [1].

Se, però, l’automobilista dovesse riuscire a provare di soffrire effettivamente di patologie polmonari che gli impediscono di soffiare forte, allora potrebbe superare la multa. In particolare, è ritenuto irrilevante il fatto che «lo scontrino dell’alcoltest, oltre a riportare l’indicazione del tasso alcolemico in misura superiore alle previste soglie di punibilità, contenga la dicitura “volume insufficiente”» che «in assenza di patologie respiratorie» attesta soltanto «la mancata adeguata espirazione» da parte soggetto sottoposto al controllo. Ciò perché «qualora l’apparecchiatura non dia un inequivocabile messaggio di errore, la misurazione deve ritenersi correttamente effettuata, anche nell’ipotesi in cui compaia un messaggio di servizio teso ad evidenziare che l’espirazione è stata effettuata con ridotto volume d’aria».

Alimenti che fanno abbassare la soglia di alcol nel sangue

C’è chi mastica gomme e mentine pur di ingannare l’etilometro. Si tratta, però, di rimedi inefficaci. E in più, la giurisprudenza ha ritenuto che neanche l’assunzione di farmaci a base di alcol può giustificare la guida in stato di ebbrezza oltre la soglia.

C’è, tuttavia, chi sostiene che l’aglio sia in grado di ridurre la percezione dell’alcol con i vecchi etilometri e anche una massiccia dose di acqua ridurrebbe il livello di alcol nel sangue.

Etilometro non funzionante

Sicuramente, il metodo migliore per distruggere la prova dell’etilometro è dimostrare che questo non funziona. Il punto, però, è che non basta la semplice dichiarazione o il sospetto: il trasgressore deve fornire le prove. E siccome l’apparecchio non si trova nella sua disponibilità, si tratta di un compito arduo per il quale, peraltro, c’è bisogno di un esperto.

L’automobilista, dunque, non può contestare il corretto funzionamento dell’etilometro lasciando alla controparte – la polizia – dimostrare il contrario.

Leggi anche Alcoltest positivo: cosa fare

Certo è che anche l’etilometro, al pari dell’autovelox, deve essere sottoposto a un test di verifica una volta all’anno (la cosiddetta taratura) e i risultati dello stesso devono essere verbalizzati e conservati, pronti per essere esibiti all’automobilista che ne faccia richiesta. Se così non dovesse essere, la multa e il procedimento penale sarebbero annullati.

Sul punto però, proprio di recente, la Cassazione ha mutato completamente idea. Con una recentissima sentenza (Cass. sent. n. 386/2019) la Suprema Corte ha detto che, nella guida in stato d’ebbrezza, se l’alcoltest è positivo spetta al pubblico ministero provare che l’etilometro funziona regolarmente, risulta omologato e sottoposto a revisione. Pesa la sentenza della Corte costituzionale che ha disposto l’obbligo di dimostrare il controllo periodico degli strumenti di misurazione della velocità a garanzia della sicurezza stradale. Un obbligo esteso dalla giurisprudenza civile anche all’etilometro, che dunque deve valere anche nel penale, pena una distonia nel sistema. D’altronde è l’accusa a dover dimostrare i fatti costitutivi del reato, che nel caso di guida in stato di ebbrezza è il superamento del tasso alcolemico nel sangue del guidatore previsto come soglia di rilevanza penale (0,8 gr/l).

Quando i risultati dell’etilometro sono diversi

Si crede che più tempo passa dall’assunzione dell’alcol e più scende il suo livello nel sangue. Non è così. La curva inizia a crescere gradualmente fino a un punto di picco; solo dopo aver toccato questo tetto, inizia a scendere. Il che significa che, contrariamente a quanto si crede, non è vero che la seconda misurazione fatta (obbligatoriamente) dalla polizia deve sempre segnare un quantitativo di alcol inferiore rispetto al primo. Anche se fosse superiore, il risultato dell’indagine sarebbe valido.

Quindi, è valido il risultato dell’etilometro sia se la prima prova segna un risultato maggiore della seconda, sia se, invece, segna un risultato inferiore o uguale all’altra.

Una cosa, però, è certa e rischia di rendere nulla la rilevazione: il Codice della strada [2] stabilisce che le due prove devono essere fatte a distanza di cinque minuti l’una dall’altra. Tuttavia, nulla esclude che, se tra le due rilevazioni dovessero risultare dei contrasti, si possa passare a una terza.

Ancor più di recente [3], la Cassazione ha detto che l’intervallo di 5 minuti va interpretato come intervallo minimo volto a controllare la curva alcolemica. Il che significa che può passare anche più tempo, ma non certo troppo. Ad esempio, la giurisprudenza ha ritenuto eccessivo l’intervallo di ben un’ora tra le due rilevazioni [4].

La presenza dell’avvocato prima del test

Le sezioni unite della Cassazione [5] hanno sottolineato l’obbligo per la polizia, prima di effettuare l’alcoltest, di avvisare il conducente della possibilità di nominare un avvocato di fiducia affinché presenzi alla prova. Gli agenti, in altre parole, sono tenuti a recitare la famosa frase che si sente nei film polizieschi «Lei ha il diritto di nominare un avvocato…» o, comunque, qualcosa di molto simile. In difetto di tale avviso, diventa nulla tanto la sanzione penale quanto quella del sequestro del mezzo.

Sempre secondo la Cassazione [6], però, questo avviso vale solo se il tasso di alcol supera gli 0,8 mml. Sotto questo range, non siamo in presenza di reato e, quindi, non operano le garanzie previste dalla procedura penale quando si devono effettuare indagini che possono dar luogo alla contestazione di un reato.

note

[1] Cass. sent. n. 20814/19.

[2] Art. 379 co. 2 del Regolamento di Esecuz. al codice della strada.

[3] Cass. sent. n. 25132/19 del 6.06.2019.

[4] In senso contrario cfr. Cass. sent. n. 50973/17.

[5] Cass. S.U. sent. n. 5396 del 5.02.2015.

[6] Cass. sent. n. 12474 del 17.06.2015.


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