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Danni da maltempo: quando il risarcimento?

20 Marzo 2018
Danni da maltempo: quando il risarcimento?

La neve e il maltempo delle scorse settimane hanno bloccato la circolazione e provocato ingenti danni. Quando è possibile ottenere il risarcimento?

La nevicata e il maltempo delle scorse settimane hanno rappresentato di certo, soprattutto per le città di mare, un evento eccezionale e straordinario che ha provocato numerosi danni e disagi. Lo sanno bene i pendolari o coloro che, nonostante la neve, sono dovuti andare a lavorare; lo sanno bene gli anziani che per non rischiare di ammalarsi per il freddo o di scivolare sul ghiaccio, hanno evitato di uscire di casa. Tuttavia, nonostante il freddo, vi è stato chi – non fosse altro per le esigenze primarie – ha dovuto lasciare la propria casa e si è messo in macchina. Per molti di questi soggetti la neve ha rappresentato un danno di non poco conto. Per queste ragioni da tutte le parti sono piovute richieste di rimborsi e di risarcimenti per i danni causati dalla neve e dal maltempo.

In proposito, però, è bene sapere che non sempre l’esito della richiesta di risarcimento è quello sperato. Infatti, qualche giorno fa la Cassazione [1], con una sentenza che temporalmente cade nel momento più indicato, ha affermato che l’ente locale non risponde dei danni legati all’abbondante nevicata che costringe gli automobilisti a rimanere bloccati per ore e senza assistenza sulla strada qualora l’evento, anche se annunciato, sia di portata straordinaria.

Danno da neve: il caso

Alcuni automobilisti rimasti bloccati molte ore nelle loro auto a causa della abbondante nevicata, senza assistenza o soccorso, chiedevano al giudice la condanna dell’ente responsabile della strada al risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali sofferti. Gli attori fondavano la loro domanda sull’obbligo, sancito dal Codice della strada, gravante sull’ente proprietario della strada di garantire la sicurezza, la manutenzione, l’efficienza della stessa, soprattutto in considerazione del fatto che l’allarme meteo era stato lanciato qualche giorno prima.

Rigettate le loro istanze sia in primo che in secondo grado gli automobilisti giungevano in Cassazione. Anche la Corte, tuttavia, respingeva le loro richieste in considerazione del fatto che la chiusura totale della viabilità pretesa dai ricorrenti era una misura non adottabile per via della vastità dell’area interessata dalla perturbazione. La straordinarietà dell’evento, inoltre, escludeva l’esigibilità di una condotta differente da parte dell’ente proprietario del tratto stradale, per cui nessun risarcimento era dovuto agli automobilisti.

Il caso all’esame della Cassazione, tuttavia, riguarda una situazione specifica e mira all’accertamento di una responsabilità altrettanto specifica. Ne consegue che rimane salvo il diritto di chiedere il risarcimento per i danni causati dal maltempo: dai treni alla circolazione in generale, dalla caduta di alberi e di persone agli incidenti ed infortuni. Vediamoli nel dettaglio.

Neve e ritardo treni: che risarcimento spetta?

La neve ha causato ritardi e cancellazioni sulla rete ferroviaria, costringendo viaggiatori e pendolari a lunghe e gelide attese nelle stazioni. Che cosa si può fare in questi casi? Che rimborso spetta quando il treno è in ritardo a causa della neve? In molti lo hanno chiesto ai call center di Trenitalia e di Italo. E allora, per conoscere tutte le istruzioni al fine di ottenere il rimborso spettante ai passeggeri per il ritardo dei treni a causa della neve, consigliamo la lettura dell’articolo: Neve e ritardo treni: come chiedere il rimborso. Sia Trenitalia che Italo, infatti, hanno chiarito le istruzioni per i rimborsi spettanti ai passeggeri per i disagi causati dalla neve, predisponendo anche rimborsi al 100% (dunque rimborsi integrali) sul prezzo del biglietto.

Neve e danni alla circolazione: quando spetta il risarcimento?

A causa del maltempo, le cose si complicano un po’ per tutti, non solo per i pendolari e per chi è costretto  a prendere il treno. Ed infatti, quando c’è la neve, gli spostamenti sono difficili anche a piedi o con i mezzi privati e i danni causati alla circolazione non sono mai pochi.  In questi casi, si può ottenere il risarcimento per i danni causati dalla neve? Si pensi alla classica scivolata sul ghiaccio o alla caduta di un albero che provochi danni alle cose (come le macchine parcheggiate) o, peggio, alle persone. Che cosa prevede la legge sul risarcimento dei danni provocati dalla neve? Scopriamolo insieme.

Danni da maltempo: quando spetta il risarcimento per caduta? 

A spiegare le regole del risarcimento per la caduta causata dal ghiaccio o dalla neve è stata una recente sentenza della Cassazione [2] che, in verità, ripercorre un orientamento ormai consolidato. Vediamo quali sono le regole sulla responsabilità per gli infortuni e le cadute su strada e in quali casi è possibile chiedere un risarcimento.

Il principio su cui fa leva la giurisprudenza può essere sintetizzato come segue. Se la lastra di ghiaccio è visibile o poteva essere comunque evitata con un minimo di diligenza, non è dovuto alcun risarcimento. Questo significa che è vero, da un lato, che l’amministrazione è responsabile per la manutenzione delle strade, ma dall’altro non può prevedere le condotte imprudenti e distratte dei pedoni, i quali – per dirla in maniera semplice – devono sempre prestare attenzione a dove mettono i piedi. Alcuni esempi ci potranno chiarire meglio le idee. Dopo una forte nevicata durata tutta la notte e il conseguente calo di temperatura, è verosimile che l’indomani l’asfalto sia ricoperto di ghiaccio o comunque presenti tratti scivolosi. Nessuno si metterebbe a correre in una situazione del genere. Chi lo fa e poi cade non può certo chiedere il risarcimento al Comune, che peraltro non ha la possibilità, in poche ore, di spazzare tutto il territorio. Oppure un uomo percorre a piedi, tutti i giorni, una scalinata per recarsi al lavoro. I gradini sono esposti a nord, sicché la sera si forma sempre, su di essi, una lastra di ghiaccio. La situazione è nota non solo a lui, ma a tutti i dipendenti della ditta. In caso di caduta, l’infortunato non può accampare alcun diritto al risarcimento in quanto l’ostacolo era conosciuto o comunque conoscibile.

Quando, allora, è possibile ottenere il risarcimento? Solo quando l’infortunato dimostra che il ghiaccio era nascosto, non visibile e la caduta non prevedibile anche usando l’ordinaria diligenza. Insomma, si deve trattare di una vera e propria insidia o di un trabocchetto. Può succedere spesso di notte, ad esempio, su una strada poco illuminata o su un piccolo tratto ricoperto da foglie.

Danni da maltempo: cosa fare per chiedere il risarcimento?

Ma che bisogna fare, concretamente, se si vuole ottenere il risarcimento per un danno causato dalla neve o dal maltempo? Innanzitutto una foto del luogo sarà necessaria per dimostrare la presenza del pericolo, pericolo che – data la sua consistenza – potrebbe sparire in breve tempo (si pensi al sole di mezzogiorno che potrebbe sciogliere il ghiaccio). In secondo luogo bisognerà farsi rilasciare un certificato medico da una struttura ospedaliera (il pronto soccorso) che ha riscontrato le ferite e i traumi. Si sottovaluta l’importanza dei testimoni, che invece la Cassazione ha ritenuto, in passato, essenziali per dimostrare che la caduta è stata dovuta proprio alla presenza del ghiaccio e non ad altre cause concomitanti (un laccio slacciato, la spinta di un passante, ecc.). Infine bisognerà inviare una raccomandata a.r. all’ente di riferimento con la richiesta di risarcimento documentata dalle prove di cui si è appena detto.


note

[1] Cass. sent. n. 5859/18 del 12.03.2018.

[2] Cass. ord. n. 1064/18 del 17.01.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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