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Risarcimento incidente: può essere negato senza multa della polizia?

12 Settembre 2019
Risarcimento incidente: può essere negato senza multa della polizia?

L’assicurazione può imputare un concorso di colpa solo sulla base delle dichiarazioni dei testimoni se i vigili non hanno fatto multe?

In prossimità di un incrocio, un’auto ti è venuta addosso. Dopo l’urto, avete chiamato la polizia che ha fatto i rilievi. Secondo l’altro conducente, la responsabilità sarebbe solo tua che non ti saresti fermato allo stop. Totalmente diversa la tua ricostruzione: avevi già impegnato la carreggiata, immettendoti nel senso di marcia, quando la macchina “avversaria” si è accorta di te. Quest’ultima insomma, a causa dell’elevata velocità, non è stata in grado di frenare.

Su vostra segnalazione, è giunta poi la polizia per fare i rilievi. Gli agenti, dai segni delle frenate e dai punti di contatto delle auto, ha accertato che la responsabilità per l’incidente stradale non è affatto tua. Tanto è vero che non ti ha elevato alcuna multa. Ora, però, l’assicurazione non vuole pagarti ugualmente. Il liquidatore sostiene di avere acquisito delle testimonianze da cui risulterebbe una tua condotta imprudente. Chi ha ragione? Il risarcimento per l’incidente può essere negato senza multa della polizia?

La questione riveste particolare interesse nell’ambito delle controversie in materia di infortunistica stradale: non c’è volta che una compagnia assicurativa non trovi qualche giustificazione per ridurre l’indennizzo, applicando magari un concorso di colpa, o addirittura negarlo completamente.

Alla Cassazione è stato così chiesto se conti di più, sotto il profilo giuridico, la dichiarazione di un testimone o l’accertamento (negativo, in questo caso) degli agenti della polizia. Ecco cosa è stato detto in tale occasione.

Incidente con feriti: che fare?

Quando avviene un incidente con feriti, deve sempre intervenire una squadra della polizia stradale o municipale. Tant’è che il Codice della strada impone un preciso comportamento in capo a chiunque risulti coinvolto in un sinistro con danni alle persone: il divieto di allontanarsi dal luogo del sinistro prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, al fine di essere da queste ultime identificato nel verbale. La violazione di tale obbligo comporta un’incriminazione per il reato di fuga.

Se poi ci sono persone che si sono fatte seriamente male scatta anche l’obbligo di prestare soccorso (non improvvisandosi medico, ma chiamando il 118). Anche qui, la violazione implica una responsabilità penale per omissione di soccorso.

Se, invece, non ci sono feriti, ma solo danni ai veicoli, i conducenti hanno solo l’obbligo di scambiarsi i relativi estremi dell’assicurazione e della patente. In caso contrario, scatta solo un illecito amministrativo e non penale.

Che valore ha il verbale della polizia?

La polizia intervenuta esegue le rilevazioni sul luogo del sinistro, assumendo le informazioni dai presenti e da eventuali testimoni. Dall’esito di tali analisi, stabiliscono se ci sono responsabilità e, nel caso di violazione del Codice della strada, elevano la contravvenzione a uno o ad entrambi i conducenti.

Chiaramente, gli accertamenti degli agenti, non essendo stati questi ultimi presenti al momento dello scontro, risultano essere il frutto di mere valutazioni tecnico-soggettive, che possono perciò essere contestate in un successivo giudizio. L’eventuale contravvenzione che dovesse essere elevata a uno dei conducenti potrebbe, quindi, essere impugnata dinanzi al giudice non rivestendo valore di “piena prova”.

Solo i fatti che non implicano valutazioni personali degli agenti (come, ad esempio, la lunghezza delle frenate o i punti di contatto tra le auto) o quelli avvenuti in presenza dei verbalizzanti (un attraversamento dell’incrocio con il rosso) non è più contestabile e acquista valore di prova “superiore”. L’unico modo per opporsi a tali fatti riportati nel verbale sarebbe quello di una «querela di falso», un procedimento civile non agevole.

Se i vigili non fanno la multa l’assicurazione può negare il risarcimento?

Secondo la Cassazione, se i vigili non fanno la multa a uno dei conducenti non è perché si sono dimenticati, ma perché hanno ritenuto che non vi fossero responsabilità. Ed allora, se questo è vero, è altrettanto vero che l’automobilista non multato non può essere ritenuto responsabile dall’assicurazione sulla base di mere congetture o di dichiarazioni testimoniali. Contano più i vigili che i testimoni per i danni da incidente stradale.

Risultato: non si può addebitare il concorso di colpa al conducente solo perché desunto dalle dichiarazioni dei testi senza che, tuttavia, l’infrazione risulti contestata al conducente dalla polizia giunta sul posto nell’immediatezza del sinistro.

La pari responsabilità dei conducenti può essere affermata soltanto quando le risultanze probatorie non consentono di accertare in modo concreto la misura delle rispettive colpe.


note

[1] Cass. ord. n. 22735/19 del 12.09.2019.


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