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La crisi economica deve ancora arrivare: parola di Draghi

12 Settembre 2019
La crisi economica deve ancora arrivare: parola di Draghi

Il quantitative easing non servirà per finanziare il debito dei governi. Necessaria prudenza, non austerità. 

La Banca Centrale Europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per quest’anno, con una previsione all’1,1%, e per il 2020, stimato a +1,2%. Per il 2021 le cose non andranno meglio: la previsione è di una crescita dell’1,4%. Lo ha annunciato il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio Direttivo, aggiungendo: “L’inflazione tendenziale nella zona euro dovrebbe crescere dell’1,2% nel 2019, dell’1% nel 2020 e dell’1,5% nel 2021”.

Le decisioni adottate oggi dal Consiglio Direttivo sono legate alla “debolezza persistente dell’economia dell’Eurozona e ai rischi al ribasso” legati a un “rallentamento che riflette la debolezza del commercio globale e le prolungate incertezze“.

“La probabilità di una recessione nell’area dell’euro è bassa ma si è un po’ rafforzata” ha proseguito Draghi.

Insomma, siamo ancora in crisi. E c’è chi ritiene che la parte peggiore debba ancora arrivare. Leggi Una nuova grande crisi economica in arrivo. Lo confermerebbe anche il Pil negativo della Germania che, per il secondo trimestre, rischia di trascinare al ribasso tutta l’Europa.

“Rispetto alle proiezioni macroeconomiche di giugno – sottolinea Draghi- le prospettive per l’inflazione sono state riviste al ribasso su tutto l’orizzonte di proiezione, riflettendo i prezzi dell’energia più bassi e il contesto di crescita più debole”.

“Alla luce dell’indebolimento delle prospettive economiche” nell’area dell’euro “i governi con margini di manovra nei conti pubblici dovrebbero agire in modo efficace e tempestivo” dice poi Draghi. “Nei Paesi in cui il debito pubblico è elevato – sottolinea Draghi – i governi devono perseguire politiche prudenti che creeranno le condizioni affinché gli stabilizzatori automatici possano operare liberamente. Tutti i paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per ottenere una situazione dei conti pubblici più favorevole alla crescita”.

“L’Olanda ha un programma di investimenti per 50 miliardi e ora è il momento buono per attivarli” afferma il presidente della Bce. Se la Bce ha deciso di riprendere il programma di acquisti “non è per finanziare il debito dei governi”, anche perché “ci è vietato finanziarli” sottolinea, in risposta a una domanda sull’Italia, il presidente Mario Draghi, ammettendo che comunque nel Consiglio direttivo “non abbiamo discusso di questo”, nella valutazione sulla ripresa del Quantitative easing.


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