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Fuochi d’artificio: quando sono illegali?

13 Settembre 2019 | Autore:
Fuochi d’artificio: quando sono illegali?

Non solo Capodanno: feste di laurea o matrimoni spesso si concludono con uno spettacolo pirotecnico. Chi e quando lo può fare e cosa si rischia?

Non c’è bisogno di aspettare il Capodanno: ormai vanno di moda anche ai matrimoni o nelle feste di rione. Qualsiasi scusa è buona per fare un po’ di baldoria sparando un po’ di fuochi d’artificio. Sempre scenografici, tengono tutti con il naso all’insù, ad ammirare un tripudio di boati e di colori. Se ne possono acquistare liberamente nei negozi autorizzati. Ma non tutti sono a norma. Se anche a te piace chiudere la festa «col botto», devi stare attento e farti almeno una volta questa domanda: i fuochi d’artificio, quando sono illegali?

Perché a volte non si tratta di potere o non potere comprarli ma di potere o non potere spararli. Alcuni Comuni, infatti, emanano delle ordinanze che vietano i fuochi d’artificio per tutelare la quiete pubblica sia delle persone sia degli animali. Non mancano, infatti – soprattutto a Capodanno, quando si moltiplicano gli spettacoli pirotecnici amatoriali – gli appelli ad evitare il rumore degli scoppi che fa «impazzire» soprattutto i cani. Ecco che, in questo caso, i fuochi d’artificio sono illegali.

Altre volte non vengono consentiti per il pericolo di incendi, specie se devono essere sparati d’estate nel corso di una festa paesana o nel momento clou di un matrimonio in una zona in cui, a causa della siccità, si può provocare facilmente un rogo.

Per non rischiare, vediamo quando sono illegali i fuochi d’artificio e quando, invece, sono permessi.

Fuochi d’artificio: quando sono legali?

Come puntualizzato dai Carabinieri, i fuochi d’artificio sono autorizzati e in libera vendita solo se riportano sulla confezione l’etichetta con:

  • il numero del decreto ministeriale che consente il loro commercio;
  • il nome del prodotto;
  • la ditta che li ha fabbricati;
  • la categoria di appartenenza;
  • le modalità d’uso.

Se questa etichetta non c’è, i fuochi d’artificio sono illegali.

Quanto alle limitazioni sulla vendita, possono essere acquistati solo negli esercizi che hanno una licenza per il commercio di giocattoli (comprese tabaccherie e supermercati se ne hanno il possesso). Inoltre, non possono essere venduti ai minori di 14 anni.

Ci sono, però, dei fuochi d’artificio che si devono trovare solo in negozi autorizzati e muniti di licenza del prefetto. Si tratta di quelli appartenenti alle categorie IV e V, cioè i cosiddetti «artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti». Questi prodotti possono essere acquistati solo da persone maggiorenni e con porto d’armi, che dovranno denunciare alle forze dell’ordine l’accensione dei fuochi dietro autorizzazione o licenza.

Quelli di categoria IV sono considerati fuochi d’artificio professionali e possono essere fabbricati, usati e venduti da aziende pirotecniche in possesso di licenze e patentino di fochino dietro autorizzazione dell’Autorità di Pubblica sicurezza.

Fuochi d’artificio: quali tipi ci sono?

Oltre alle categorie IV e V di cui abbiamo parlato, la legge [1] ha classificato i fuochi d’artificio in questo modo:

  • categoria 1: fuochi a rischio potenziale estremamente basso e livello di rumorosità trascurabile, destinati ad essere utilizzati in spazi confinanti o all’interno di un edificio;
  • categoria 2: fuochi a rischio potenziale basso, con basso livello di rumorosità e destinati ad essere utilizzati all’esterno degli edifici in spazi confinanti, purché siano scoppianti, crepitanti o fischianti con carica non superiore a 150 grammi, ad esclusivo effetto luce con massa netta non superiore a 120 grammi o singoli coni non superiori a 60 grammi;
  • categoria 3: fuochi a rischio potenziale medio destinati ad essere utilizzati all’esterno degli edifici, in grandi spazi aperti e con livello di rumorosità non nocivo per la salute;
  • categoria 4: sono quelli sopra citati, cioè fuochi professionali a rischio potenziale elevato, destinati ad essere utilizzati solo da persone con conoscenza specialistiche e con un livello di rumorosità non nocivo per la salute.

Se, invece, si tratta di articoli pirotecnici teatrali, le categorie sono due, ovvero:

  • T1: articoli per uso scenico, a rischio potenzialmente ridotto;
  • T2: articoli per uso scenico che possono essere utilizzati solo da persone con conoscenza specialistiche.

Infine, ci sono altre due categorie che riguardano altri prodotti pirotecnici, ovvero:

  • P1: sono gli articoli pirotecnici diversi dai fuochi d’artificio e da quelli teatrali e che sono a rischio potenzialmente ridotto;
  • P2: riguarda gli articoli pirotecnici, sempre diversi dai fuochi o da quelli teatrali, che devono essere manipolati o usati solo da persone con conoscenze specialistiche.

Fuochi d’artificio: quando sono illegali?

Facile a dirsi: i fuochi d’artificio sono illegali quando non rispettano le disposizioni che abbiamo elencato prima, cioè quando vengono venduti senza l’etichetta che riporta le dovute informazioni. Diventa illecito il loro uso se acquistati da minori di 14 anni o da minorenni o maggiorenni non muniti dal porto d’armi o dalla licenza nel caso dei prodotti a rischio più elevato.

Va da sé che sono illegali anche i fuochi d’artificio clandestini, anzi: la loro vendita costituisce reato a carico sia del commerciante sia dell’acquirente. Sono, ad esempio, molto noti tra gli amanti dei botti i cosiddetti «Pallone di Maradona» e «bomba Osama Bin Laden» o le «cipolle»: si tratta di autentici ordigni che possono provare gravi danni.

Sparare dei fuochi d’artificio, infine, è illegale quando le autorità competenti lo vietano espressamente in alcune zone ed in certi periodi.

Come si diceva all’inizio, il divieto può arrivare dal Comune tramite ordinanza. Giusto per fare qualche esempio, per il Capodanno 2019 furono proibiti i fuochi, tra le altre città:

  • a Crema, dove addirittura l’amministrazione comunale avvertì che sarebbe stato l’ultimo divieto in merito, poiché da quel momento in poi botti e fuochi d’artificio sarebbero stati proibiti in modo permanente per tutelare gli animali;
  • a La Spezia, per 5 ore a cavallo della mezzanotte in una determinata zona della città;
  • a Bologna, dove il sindaco fu più severo e vietò i fuochi dalla Vigilia di Natale fino al giorno dopo l’Epifania;
  • a Parma, nel centro storico, ad eccezione dei fuochi che producono un rumore trascurabile;
  • a Firenze nelle zone dei concerti;
  • a Napoli, nelle zone interessate da manifestazioni e spettacoli.

Fuochi d’artificio: cosa si rischia se sono illegali?

Chi vende dei fuochi d’artificio illegali o altri articoli pirotecnici non a norma rischia l’arresto da 3 mesi a 1 anno se i prodotti sono a basso rischio. Se, invece, sono di particolare pericolosità, si rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni ed una multa da 30mila a 300mila euro.

Chi, invece, li acquista o li possiede senza licenza o senza le dovute cautele, può essere punito l’arresto fino a 18 mesi e con l’ammenda fino a 247 euro. In più, chi non denuncia all’autorità la detenzione di qualsiasi tipo di materiale esplodente rischia l’arresto fino a 12 mesi o l’ammenda fino a 371 euro.

La detenzione è reato quando il materiale esplodente:

  • è acquistato in modo illegale, cioè in un negozio che non potrebbe venderlo;
  • è acquistato senza la dovuta licenza;
  • viene conservato senza le cautele necessarie.

Fuochi d’artificio: come usarli in sicurezza

Nel caso in cui sia legale l’uso dei fuochi d’artificio e proprio non se ne voglia fare a meno (purché vengano rispettate le ordinanze, le caratteristiche e le autorizzazioni di cui abbiamo già parlato) è bene utilizzarli con la massima attenzione e rispettando certe precauzioni come queste:

  • mai avvicinare viso e occhi alla miccia al momento dell’accensione;
  • mai lasciare i bambini soli ad usare i fuochi, anche quelli creati apposta per loro (le cosiddette stelline bruciano, comunque, a 300 gradi);
  • accendere i fuochi sempre all’esterno e lontano da auto, case e dalla confezione che contiene altri fuochi;
  • mai lanciarli verso zone buie, da balconi o da finestre: si potrebbe colpire qualcuno;
  • non accendere i fuochi dentro alcun tipo di contenitore, specialmente se di fuoco, per evitare che lo scoppio generi delle schegge che potrebbero trasformarsi in veri e propri proiettili;
  • tenere sempre a portata di mano un estintore;
  • non bagnare i fuochi: alcuni di questi contengono dell’alluminio che, a contatto con l’acqua, potrebbero andare in autocombustione e scoppiare nel momento meno opportuno;
  • non riaccendere dei fuochi difettosi, anzi: se non si accendono, allontanarsi dalla zona e avvertire la Polizia;
  • non accendere dei fuochi trovati per terra: alcuni impiegano fino a 12 ore a bruciare il cartoncino pressato. Lo spostamento d’aria con il movimento del corpo potrebbe alimentare la fiammella e far scoppiare il fuoco accanto ad una persona;
  • non tentare di recuperare la miscela esplosiva da fuochi non scoppiati e, soprattutto, non provare a fabbricare dei fuochi artigianali.

note

[1] Dlgs. n. 58/2010 del 04.04.2010 e n. 198/2011 del 26.08.2011.

Autore immagine: Canva.com


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