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SIAE e imposta di intrattenimento per i locali e night club

12 Dicembre 2013 | Autore:
SIAE e imposta di intrattenimento per i locali e night club

Sono titolare di un piccolo night club con licenza di intrattenimento e pubblico spettacolo; l’ingresso è libero, utilizziamo la musica di Jamendo e la consumazione è facoltativa (20 euro per la figurante di sala e 5 per i clienti). Posso non pagare più nulla alla Siae se utilizzo Jamendo per diffondere la musica nel locale e posso non pagare la tassa sull’intrattenimento, visto che il locale ha ingresso libero e consumazione facoltativa?

Quanto al pagamento della SIAE, l’utilizzo di collezioni musicali non rientranti nel repertorio protetto dalla SIAE fa sì che il gestore del locale non sia tenuto a pagare alcunché a quest’ultima. L’utilizzo di Jamendo rientra in questi casi.

Quanto invece all’imposta di intrattenimento, vi è innanzitutto una precisazione da fare. Dal 2000, la Siae non riscuote più tale imposta, che andrà quindi pagata al pari delle altre imposte, previa autoliquidazione, in base alla propria contabilità fiscale (proprio come avviene per gli altri tributi).

Per quanto, invece, riguarda il merito relativo al pagamento di tale imposta, sebbene apparentemente ci troviamo di fronte ad un caso di non assoggettabilità al tributo, in quanto non ci sono vendite di titoli per l’accesso al locale (ingresso libero) e non ci sono prestazioni obbligatorie per i partecipanti (le consumazioni sono facoltative), il problema nasce però dalle consumazioni offerte alle entreness. All’epoca dell’imposta sugli spettacoli, il Ministero delle Finanze si pronunciò sull’assoggettabilità al tributo di questi proventi, considerandoli proventi connessi allo spettacolo, dove per “connessi” sono considerate le prestazioni di servizi senza le quali uno spettacolo o un intrattenimento verrebbe ad essere incompleto.

Nella fattispecie è implicito che chi accede ad un night club ha come scopo principale quello di intrattenersi con una ragazza e che il costo della consumazione offerta all’artista è più elevato rispetto alle altre. Questi proventi, a mio avviso, sono soggetti all’imposta sull’intrattenimento.

A conferma di ciò, si consideri che costituisce base imponibile anche la maggiorazione dei prezzi rispetto a quelli normalmente praticati. Se una consumazione viene venduta normalmente a 5,00 euro e la stessa consumazione venduta alla ragazza costa 20,00 euro si configura una maggiorazione pertanto soggetta all’imposta in questione.



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