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Cosa spetta al dipendente pubblico licenziato per giusta causa?

28 Settembre 2019 | Autore:
Cosa spetta al dipendente pubblico licenziato per giusta causa?

Lavoratore dipendente della PA: Tfs o Tfr, tredicesima, ferie e permessi arretrati, Naspi, sussidi, spettanze in caso di licenziamento per giusta causa.

Anche i dipendenti pubblici, così come i lavoratori dipendenti dalle aziende del settore privato, possono essere licenziati per giusta causa.

Il licenziamento per giusta causa è difatti consentito quando il lavoratore, del settore pubblico o privato, commette una mancanza talmente grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno momentanea, del rapporto di lavoro.

Per i dipendenti pubblici, tra l’altro, oltre alle consuete cause di licenziamento per giusta causa stabilite dalla legge e dalla contrattazione collettiva, sono previste ulteriori cause di licenziamento disciplinare, ad esempio per falsa attestazione della presenza in servizio.

Ma cosa spetta al dipendente pubblico licenziato per giusta causa?

Il dipendente pubblico licenziato, o meglio cessato dal servizio, ha diritto, innanzitutto, alla liquidazione, in regime di Tfr (trattamento di fine rapporto) o di Tfs (trattamento di fine servizio): l’indennità, difatti, non è un premio che spetta solo al pensionamento, ma fa parte a tutti gli effetti della retribuzione del lavoratore.

Al dipendente spettano poi i ratei della tredicesima mensilità (per alcune categorie di lavoratori sono previste mensilità aggiuntive ulteriori), la liquidazione dei permessi e delle ferie non goduti.

Se il dipendente è stato licenziato per giusta causa, non spetta l’indennità di mancato preavviso. Spetta invece, nonostante la cessazione per giusta causa, l’indennità di disoccupazione Naspi, se il lavoratore è assunto a tempo determinato. La Naspi non spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato, nonostante il licenziamento.

Il lavoratore che ha perso l’impiego pubblico involontariamente può comunque beneficiare del reddito di cittadinanza, sussistendo tutti i requisiti richiesti in capo all’intero nucleo familiare. Ma procediamo con ordine.

Liquidazione: Tfr o Tfs

Il dipendente pubblico licenziato per giusta causa ha innanzitutto diritto alla liquidazione, che può essere corrisposta in regime di Tfr o di Tfs, a seconda dell’anzianità di servizio e della categoria di appartenenza. Le prestazioni che possono essere corrisposte in regime di Tfs sono l’Ibu, l’indennità di buonuscita, che spetta ai dipendenti civili e militari dello Stato, l’Ips, indennità premio di servizio, che spetta ai dipendenti degli enti locali e della sanità, e l’indennità di anzianità, che spetta ai dipendenti degli enti pubblici non economici.

Il Tfs è calcolato con modalità differenti, a seconda della prestazione spettante: ad esempio, l’indennità di buonuscita è pari a 1/12 dell’80% della retribuzione pensionabile del lavoratore al momento della cessazione dal servizio.

In caso di licenziamento per giusta causa, la liquidazione è erogata dopo 24 mesi e 90 giorni dalla cessazione dal servizio, in un’unica soluzione se inferiore a 50mila euro, in due rate annuali se tra 50 e 100mila euro, o in 3 rate annuali se superiore a 100mila euro.

Tredicesima

Il dipendente pubblico licenziato per giusta causa ha anche diritto ai ratei maturati delle mensilità aggiuntive: per la maggior parte dei lavoratori pubblici è previsto il solo diritto alla tredicesima, cioè alla mensilità aggiuntiva che, normalmente, è liquidata nel mese di dicembre.

Per ogni mese dell’anno, a partire da gennaio, si matura un rateo di tredicesima, pari a 1/12 di predeterminati elementi fissi e continuativi della retribuzione (non fanno parte degli elementi fissi e continuativi, ad esempio, lo straordinario, o i compensi ed i premi erogati una tantum, proprio perché si tratta di corrispettivi occasionali e privi del carattere della continuità).

Alcune voci della retribuzione, per i dipendenti pubblici, sono erogate solo per 12 mensilità.

Ferie e permessi

Il dipendente pubblico cessato per giusta causa ha anche diritto alla liquidazione delle ferie e dei permessi non goduti. Come sapere a quanto ammontano? È semplice: è sufficiente calcolare le ferie ed i permessi spettanti, in base al contratto collettivo applicato ed alla categoria di appartenenza, e sottrarre quelli già goduti.

Per approfondire: Come si conteggiano le ferie?

Disoccupazione Naspi

Il dipendente pubblico licenziato ha diritto all’indennità di disoccupazione Naspi? Bisogna innanzitutto precisare che ogni lavoratore dipendente, per aver diritto alla Naspi, deve trovarsi in stato di disoccupazione, cioè aver perso involontariamente l’impiego.

Il licenziamento per giusta causa è considerato perdita involontaria dell’impiego, quindi dà diritto alla Naspi.

Tuttavia, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato non hanno comunque diritto alla Naspi, in quanto per questa categoria non è previsto il pagamento all’Inps dell’aliquota contributiva di finanziamento della prestazione.

Hanno invece il diritto di ricevere la Naspi i dipendenti a tempo determinato cessati dal servizio.

Ricordiamo che ai fini del diritto alla Naspi sono necessarie:

  • il possesso di almeno 13 settimane di contributi da lavoro dipendente negli ultimi 4 anni;
  • il possesso di almeno 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno.

Non sono contate le settimane contribuite che hanno già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione.

Per approfondire: Naspi 2019.

Reddito di cittadinanza per il dipendente pubblico licenziato per giusta causa

Il dipendente pubblico licenziato per giusta causa, come abbiamo osservato, non ha diritto alla Naspi, se era stato assunto a tempo indeterminato.

Può comunque aver diritto ad acquisire lo stato di disoccupazione. Non essendo dimissionario, e non avendo quindi perso volontariamente l’impiego, può inoltre aver diritto al nuovo sussidio spettante ai cittadini più bisognosi, il reddito di cittadinanza.

Per il diritto al sussidio, devono essere soddisfatti specifici requisiti personali, patrimoniali e di reddito, non in capo al solo richiedente, ma a tutto il nucleo familiare.

Per sapere, nel dettaglio, chi ha diritto al sussidio: Guida al reddito di cittadinanza.


note

Autore immagine: 123rf.com


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