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Bce: denaro gratis alle banche

13 Settembre 2019 | Autore:
Bce: denaro gratis alle banche

Tassi di interesse a zero e nuovo programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce per favorire i prestiti e rilanciare l’economia.

La Bce, la Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi, ha tagliato i tassi di interesse e ha stabilito un programma di acquisto di titoli di Stato fino a 20 miliardi di euro al mese. Più liquidità e meno inflazione quindi, e tutto questo per favorire la crescita dell’economia in Europa e stimolare una ripresa che altrimenti non arriva.

Il tasso di interesse principale arriva a zero (e a sottozero, perché quelli di deposito scendono di 10 punti base arrivando a -0,50% dal precedente -0,40%) e questo significa denaro gratis alle banche: i soldi che prenderanno in prestito dalla Banca Centrale non costeranno loro praticamente nulla.

Le banche saranno incentivate a prestare somme ai clienti anziché tenerle in deposito perché altrimenti sarà la Bce a chiedere loro di pagare gli interessi. Invece, la stessa Banca Centrale riconoscerà un premio (fino allo 0,50%) agli istituti di credito che riusciranno a prestare somme elevate alla loro clientela.

Più liquidità per le banche significa maggiore disponibilità di soldi da prestare. Così i tassi di interesse da pagare per prestiti e mutui alle famiglie e alle imprese scenderanno ai minimi storici. I rimborsi delle rate costeranno meno e questo dovrebbe stimolare gli acquisti di immobili e beni durevoli o di consumo come le autovetture.

I tassi di interesse riprenderanno a salire soltanto se e quando l’inflazione aumenterà: per ora, è tenuta saldamente sotto controllo in modo da non superare la soglia obiettivo del 2% nei Paesi dell’Eurozona.

Le misure ora varate da Draghi sono arrivate inaspettate: i mercati non si aspettavano il taglio dei tassi, che già erano bassi, e neppure la ripresa del Qe, il quantitative easing con gli acquisti dei bond statali da parte dell’istituto centrale per importi così consistenti.

Tutte le Borse mondiali hanno accolto con euforia il pacchetto di stimoli varati da Draghi e hanno segnato consistenti rialzi. Contemporaneamente, è sceso lo spread fino a toccare la soglia dei 139 punti che non si vedeva dal maggio del 2018.

Il nuovo programma di Qe non sarà temporaneo, ma semi permanente: l’acquisto di titoli inizierà da novembre e «durerà tutto il periodo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei tassi» ha detto Draghi, facendo capire che la Bce sta mettendo in campo tutte le sue risorse finanziarie e non è disposta a tornare indietro.

Il Qe finirà soltanto quando i tassi di interesse ricominceranno ad aumentare, quindi la sua durata di applicazione è indeterminata fino a quel momento. L’assenza di scadenza rafforza la misura: le precedenti “dosi” erano state sempre a tempo determinato e perciò avevano avuto un’efficacia minore.

Così il presidente uscente della Bce ha lasciato il segno prima di passare le consegne a Christine Lagarde il mese prossimo, in modo da segnare la rotta da tenere anche per il futuro. La strada della politica economica dell’Unione Europea è tracciata, a meno che non esploda una ripresa dell’economia che, però, ancora non è all’orizzonte. La Bce ha anche rivisto le stime di crescita dell’Eurozona, che sono leggermente al ribasso: 1,1% per il 2019, 1,2% per il 2020 e 1,4% per il 2021.
L’unico a non essere contento delle nuove misure di rafforzamento dell’economia Ue è il presidente Usa, Donald Trump, che ha dichiarato su Twitter: «La Bce, agendo rapidamente, taglia i tassi di 10 punti base. Stanno tentando e con successo a svalutare l’euro rispetto al dollaro molto forte, danneggiando l’export statunitense».


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