Reddito cittadinanza: sanzioni anche se a lavorare in nero è un familiare

13 Settembre 2019 | Autore:
Reddito cittadinanza: sanzioni anche se a lavorare in nero è un familiare

Può costare cara l’omissione dell’informazione legata all’attività lavorativa “in nero” svolta prima della presentazione della domanda.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’applicazione di una sanzione maggiorata, in caso di impiego irregolare di lavoratori beneficiari del Reddito di cittadinanza.

Dal 2015 l’Ispettorato è l’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, svolge quindi tutte le attività ispettive già esercitate dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’Inps e dall’Inail.

Al riguardo, l’Ispettorato ha precisato che la suddetta maggiorazione della sanzione è applicabile non solo quando il lavoratore irregolare sia il diretto richiedente del beneficio, ma anche quando costui appartenga al nucleo familiare del beneficiario.

Questo accade se il richiedente fornisce false informazioni all’atto della presentazione della domanda e non integra, entro trenta giorni dalla stessa, le informazioni rese tramite il modello Rdc–Com ridotto.

L’omissione dell’informazione legata all’attività lavorativa “in nero” svolta prima della presentazione della domanda di Rdc da parte di uno dei componenti del nucleo (in ragione della quale sia stato percepito reddito non comunicato all’Inps), integra la fattispecie di reato a carico del richiedente. E questo indipendentemente dal fatto che il lavoratore “in nero” sia lui stesso o un altro componente del nucleo familiare

La comunicazione di reato andrà fatta anche a carico del lavoratore “in nero”, anche se non sia stato lui ad aver presentato istanza di accesso al beneficio, in quanto, in questo caso, rileva l’attività lavorativa “in nero” iniziata dopo la presentazione della domanda di reddito ove la stessa non sia stata integrata con le informazioni relative ai compensi percepiti con il modello Rdc-Com esteso.

In caso di impiego irregolare di lavoratori subordinati, membri di un nucleo familiare beneficiario del Reddito di cittadinanza, al datore di lavoro viene comminata la maxi sanzione con importo maggiorato del 20 per cento. Questo il chiarimento fornito dall’Ispettorato nazionale del lavoro, di concerto con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.



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