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Madre non fa vedere il figlio al padre prima della separazione

9 Ottobre 2019 | Autore:
Madre non fa vedere il figlio al padre prima della separazione

Quali reati commette la madre che impedisce al padre di vedere i figli? Cosa succede se la madre non permette il diritto di visita al coniuge?

Ogni figlio ha il diritto di vivere e crescere con i genitori, i quali hanno l’obbligo di istruire, educare e mantenere la prole fino a che essa non sia divenuta indipendente. Si tratta di un principio tanto scontato quanto inviolabile: nessuno, per alcuna ragione, può privare i figli dell’affetto di entrambi i genitori, nemmeno i genitori stessi. Cosa significa? Intendo dire che una madre non può opporsi al diritto del padre di fare visita ai figli se non vivono con lui, e viceversa,  a meno che non vi sia un provvedimento dell’autorità giudiziaria a disporre che la prole debba stare solamente con un genitore e non con l’altro. Insomma: è possibile per la madre non far vedere il figlio al padre prima della separazione, e viceversa?

Immaginiamo il caso di due coniugi che decidono di separarsi di fatto, andando a vivere ciascuno per conto proprio, senza però adire il tribunale ed ottenere una formale provvedimento di separazione. il figlio nato dalla coppia decide di continuare a vivere con la madre la quale, approfittando di tale “preferenza”, impedisce al marito di poter trascorrere del tempo con il proprio figlio. Come ci si deve comportare in questi casi? La madre che non fa vedere il figlio al padre prima della separazione commette reato? Quali sono i diritti del padre e quali quelli del figlio? Prosegui nella lettura se anche tu ti trovi in una situazione del genere oppure se l’argomento suscita la tua curiosità.

I diritti della prole

Secondo la legge [1], il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.

Di conseguenza, è preciso diritto della prole quello di essere mantenuta, educata, istruita e assistita dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti [2].

Insomma, i figli non solo hanno il diritto di stare con i genitori (e questi il diritto/dovere di stare con loro), ma anche di conservare stabili ed effettivi rapporti affettivi con i parenti (nonni, zii, cugini, ecc.).

Separazione dei coniugi e principio di bigenitorialità

Il diritto dei figli di stare con i genitori viene messo in seria discussione dalla separazione dei coniugi: quando due persone, dopo essersi sposate, decidono di lasciarsi, per regolarizzare tale nuova situazione occorre che si rivolgano al giudice affinché pronunci il provvedimento di separazione personale con cui i coniugi vengono autorizzati a vivere ognuno per conto proprio, disponendo altresì tutte le misure idonee per l’affidamento della prole.

In realtà, oggi è possibile ottenere il medesimo risultato anche rivolgendosi ai propri avvocati i quali, mediante la procedura di negoziazione assistita, fanno stipulare alle parti una convenzione la quale, se ottiene il nulla osta del pubblico ministero, è vincolante come un provvedimento giudiziale.

Ad ogni modo, quando due persone si separano subentra il problema dell’affidamento dei figli. Secondo la legge, il principio di massima da rispettare è quello della bigenitorialità: il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale [3].

Affidamento dei figli in caso di separazione

Il principio di bigenitorialità si trasforma nel dovere del giudice, nel caso di separazione (e di divorzio) dei coniugi, di preferire sempre l’affido condiviso della prole anziché quello esclusivo.

Nell’adottare i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa, il giudice valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all’interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori.

Cosa succede se la madre non fa vedere i figli al padre?

A seguito della separazione, se la madre non fa vedere i figli al padre c’è il rischio di incorrere in un vero e proprio reato. Come ti ho spiegato in questo articolo (Madre che non fa vedere figlio al padre: reato), il genitore che impedisce all’altro di esercitare il proprio diritto/dovere di vedere i figli e di stare un po’ di tempo con loro, così come stabilito dal provvedimento con cui il giudice ha disposto la separazione o il divorzio, commette il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice [4].

Secondo la legge [5], è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da 103 a 1032 euro, a querela della persona offesa, chi elude un provvedimento assunto nel procedimento di separazione personale dei coniugi o nel procedimento di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ovvero ancora l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile, ovvero amministrativo o contabile, che concerna l’affidamento di minori o di altre persone incapaci.

La norma appena esposta mira a proteggere l’autorità delle decisioni giudiziarie, punendo con il carcere coloro che disobbediscono alle prescrizioni imposte dai provvedimenti emanati dal giudice. Di conseguenza, si evince facilmente che la madre che non fa vedere il figlio al padre incorre in questo reato, poiché ella trasgredisce ad un preciso obbligo imposto dal giudice.

Ma cosa accade se la madre non fa vedere il figlio al padre prima della separazione? Facciamo un esempio.

Tizio e Caia sono sposati e hanno un figlio di quattro anni. A causa di una crisi di coppia, decidono di separarsi per un po’ di tempo: Tizio lascia la casa coniugale alla moglie e al figlio, in modo che questi non subisca il trauma del trasferimento, e pattuiscono che il padre potrà vedere il figlio quando vorrà. Contrariamente a quanto stabilito, Caia impedisce a Tizio di vedere il figlioletto, accampando ogni volta una scusa diversa e finendo per non aprirgli nemmeno più la porta di casa.

Ebbene, in un caso come quello appena esemplificato, cosa accade? La madre che non da vedere il figlio al padre prima della separazione commette reato? Come può tutelarsi il padre?

Madre non fa vedere figli al padre: che succede se non sono separati?

È chiaro che, nell’ipotesi affrontata nel paragrafo precedente, la madre commetteva reato non tanto perché violasse un diritto del padre, quanto perché trasgrediva ad un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Insomma, c’è reato perché non obbedisce alla sentenza del giudice; ma se i coniugi non sono separati, la madre commette comunque reato?

Se la madre porta via il figlio al padre senza il consenso di quest’ultimo, può scattare il reato di sottrazione di minorenni [6]. Secondo il codice penale, chiunque sottrae un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, col consenso di questi, al genitore esercente la responsabilità genitoriale, ovvero lo ritiene contro la volontà del medesimo genitore, è punito, a querela di questo, con la reclusione fino a due anni.

In pratica, la madre che non fa vedere il figlio almeno quattordicenne al padre, commette il reato di sottrazione di minorenni, anche se c’è il consenso del minorenne stesso.

Se, invece, il figlio è minore di quattordici anni oppure ha compiuto tale età ma non è consenziente, allora può integrarsi il delitto di sottrazione di persone incapaci. Secondo il codice penale [7], chiunque sottrae un minore degli anni quattordici al genitore esercente la responsabilità genitoriale (o comunque a chi ne ha, per legge, la vigilanza o la custodia), ovvero lo ritiene contro la volontà del medesimo, è punito, a querela del genitore esercente la responsabilità genitoriale, con la reclusione da uno a tre anni. Alla stessa pena soggiace chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il di lui consenso.

Madre non fa vedere il figlio al padre: quali reati?

Alla luce di quanto sopra detto, possiamo dire che la madre che impedisce al padre di vedere il figlio prima della formale separazione può commettere uno dei seguenti reati:

  • sottrazione consensuale di minorenni, se il figlio è almeno quattordicenne e ha espresso la sua volontà di “sfuggire” alle visite del padre;
  • sottrazione di persone incapaci, se il figlio è minore di quattordici anni oppure, pur avendoli compiuti, è minorenne e non presta il consenso alla condotta della madre.

Al contrario, se la madre non fa vedere il figlio al padre dopo la separazione o il divorzio, allora si integrerà il diverso reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Padre non può vedere il figlio: cosa fare?

Cosa può fare il padre a cui viene negato il diritto di vedere i propri figli? Innanzitutto, come visto nel paragrafo superiore, è possibile sporgere querela per uno dei reati sopra menzionati (sottrazione consensuale di minorenni o sottrazione di persone incapaci). L’azione penale, però, potrebbe essere insufficiente, in quando il giudice potrà al massimo condannare il genitore, ma non disporre del diritto di visita del padre.

Pertanto, oltre alla querela, il padre a cui sia negato il diritto di stare col proprio figlio potrà adire il giudice civile affinché stabilisca, previo riconoscimento formale della separazione personale dei coniugi, le modalità dell’affido della prole e i giorni in cui il figlio potrà stare col padre.

Se la madre continuerà a non far vedere il figlio al padre nemmeno dopo la separazione, allora si potrà sporgere querela per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, oltre che fare un apposito ricorso al giudice chiedendo l’emanazione di un provvedimento che faccia cessare l’illegittimo comportamento della madre.

Nei casi più gravi si potrà anche richiedere al giudice la modifica del regime di affidamento: se la madre nega costantemente al padre la possibilità di incontrare i figli, il tribunale potrà revocarle l’affidamento e disporre che i bambini vadano a vivere con il padre.

Non è finita: la madre che non rispetta l’ordine del giudice con l’indicazione dei giorni e degli orari entro cui il padre può esercitare il diritto di visita sui figli può essere obbligata a pagargli un risarcimento ulteriore per ogni giorno di violazione. Scatta così una sorta di penale per ogni giorno di ritardo che consiste in un risarcimento giornaliero per la mamma separata che continui ad ostacolare i rapporti dell’ex coniuge col figlio minore.

note

[1] Art. 147 cod. civ.

[2] Art. 315-bis cod. civ.

[3] Art. 337-ter cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 38608/2018.

[5] Art. 388 cod. pen.

[6] Art. 573 cod. pen.

[7] Art. 574 cod. pen.


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