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Incidente: quanto tempo per fare la denuncia di sinistro?

30 Settembre 2019
Incidente: quanto tempo per fare la denuncia di sinistro?

Entro quanto tempo fare la comunicazione alla compagnia assicurativa dello scontro automobilistico: il ritardo comporta una perdita del diritto al risarcimento?

Possono essere varie le ragioni che spingono l’automobilista, in occasione di un incidente stradale, a non denunciare immediatamente il sinistro all’assicurazione. A volte, le parti, per evitare l’aumento del premio annuale, si prendono qualche giorno di tempo per tentare una soluzione bonaria senza coinvolgere le rispettive compagnie. In altri casi, la gravità delle lesioni costringe l’infortunato a stare qualche giorno in ospedale, impedendogli di provvedere alle scartoffie “burocratiche” per il risarcimento. Non in ultimo, chi è poco esperto di infortunistica stradale preferisce recarsi da un avvocato a cui affidare l’intera pratica, delegandogli anche la denuncia di sinistro.

Così, non di rado, succede che la compagnia venga a sapere dell’incidente dopo diversi giorni. Cosa succede in questi casi? Si rischia di perdere il risarcimento o addirittura di subire la rivalsa da parte dell’assicurazione che abbia dovuto risarcire l’altro automobilista?

Se anche tu ti sei chiesto, in occasione di un incidente, quanto tempo c’è per fare la denuncia di sinistro, ecco alcuni chiarimenti che troverai molto utili e che ti aiuteranno a risolvere il problema.

Quanto tempo per denunciare il sinistro all’assicurazione?

Come sempre, dobbiamo partire da ciò che è scritto nella legge per poi comprendere come questa viene interpretata dai giudici.

Bisogna far riferimento al Codice civile per sapere quanto tempo c’è per fare la denuncia di sinistro. In particolare, l’articolo 1913 del Codice civile stabilisce che l’assicurato deve dare avviso del sinistro all’assicuratore o all’agente entro tre giorni dal sinistro o da quando ne ha avuto conoscenza.

La denuncia non è necessaria se l’assicuratore o l’agente intervengono entro tre giorni dalle operazioni di salvataggio o di constatazione del sinistro.

Si tratta, dunque, di un termine davvero molto breve, forse troppo per consentire di riprendersi dallo shock dell’incidente, per guarire dall’infortunio o per contattare un avvocato. Ma, come vedremo a breve, la giurisprudenza ha interpretato tale norma in senso più ampio, concedendo un margine di tempo in più all’automobilista.

Prima, però, devi sapere che il contratto di assicurazione (la polizza) che hai sottoscritto può prevedere anche più di tre giorni per la denuncia, derogando così alla disciplina legale. Quindi, dovresti prendere il modello che ti è stato fatto firmare quando hai sottoscritto la polizza e che, probabilmente, avrai conservato in auto o nell’archivio di casa; quando lo avrai in mano, cerca la clausola ove si stabilisce entro quanto tempo fare la denuncia di sinistro.

Come fare la denuncia di sinistro?

A rendere più facile la denuncia di sinistro è la possibilità di avvalersi di qualsiasi mezzo per la comunicazione.

Il Codice civile, infatti, non richiede necessariamente l’impiego di una raccomandata a.r., anche se questa è preferibile perché garantisce la prova dell’avvenuto invio della denuncia. La raccomandata potrà essere inviata alla sede legale della compagnia assicuratrice o, preferibilmente, presso la sede dell’agente di zona. Di solito, però, si chiede sempre l’indirizzo dell’ispettorato sinistri che ogni assicurazione predispone proprio per la gestione dei risarcimenti. Lo potrai avere contattando il tuo assicuratore.

L’automobilista potrebbe anche inviare una posta elettronica certificata (l’assicurazione ne deve avere per forza una) o recarsi di persona presso il proprio assicuratore; in quell’occasione, dovrà consegnargli una dichiarazione scritta in cui, dopo aver indicato le parti coinvolte, i dati dell’assicurazione, le circostanze di tempo e di luogo in cui si è verificato l’incidente, ne descrive la dinamica e rappresenta quelle che, a suo avviso, sono le rispettive responsabilità. Sarà preferibile che una copia della dichiarazione sia controfirmata dall’agente e conservata dal cliente.

Alcune compagnie assicurative consentono di fare la denuncia di sinistro tramite email o con una telefonata a un servizio di call center.

Che succede se invio la denuncia di sinistro dopo tre giorni?

La giurisprudenza ritiene che, seppur il termine di tre giorni – in mancanza di diverso accordo – sia perentorio, la sua violazione non comporta in automatico la perdita del diritto al risarcimento. Bisogna, infatti, valutare le ragioni che hanno spinto l’assicurato ad attendere più di tre giorni prima di inoltrare la denuncia di sinistro. Solo il dolo – ossia la consapevolezza e la volontà di ritardare la denuncia –  può comportare la decadenza dal diritto al risarcimento. Peraltro spetta all’assicurazione dimostrare la malafede dell’assicurato, compito tutt’altro che facile [1].

Negli altri casi, dettati da colpa o da forza maggiore, il ritardo non ha alcuna conseguenza. Così, ad esempio, se l’automobilista si trova in ospedale o è costretto a restare a casa per causa dell’infortunio, è sicuramente scusabile il suo ritardo.

Si legge in alcune sentenze che, anche nel caso di tardiva o incompleta denuncia del sinistro, egli perde l’indennità soltanto se tale mancata denuncia sia dolosa, mentre, nel caso di semplice leggerezza o negligenza, la tardiva denuncia determina una decurtazione dell’indennizzo nei limiti del pregiudizio effettivamente sofferto dall’assicuratore per tale ragione [2].

Proprio di recente la Cassazione [3] ha stabilito che, se il danneggiato tarda a denunciare il sinistro non perde per ciò solo la garanzia della polizza: l’indennizzo è escluso soltanto quando l’assicurazione dimostra l’intento fraudolento del cliente e può essere ridotto laddove l’assicurazione documenta l’inosservanza volontaria del termine e la misura del conseguenze pregiudizio patito.

In base al codice civile l’assicurato perde il diritto all’indennità soltanto se l’inadempimento risulta «doloso». E il dolo si configura quando l’inosservanza dell’assicurato non soltanto è volontaria ma anche preordinata a danneggiare la compagnia oppure ad avvantaggiarsi ai danni dell’impresa. L’assicurazione, quindi, evita di coprire il sinistro soltanto laddove dimostra l’intento fraudolento del cliente, mentre può comunque ottenere una riduzione dell’indennità se prova l’entità del danno patito.

I contratti vanno interpretati in base al principio di buona fede: bisogna allora verificare se le modalità di avviso scelte dall’assicurato possono considerarsi equipollenti a quelle fissate dalla polizza per la denuncia del sinistro e quindi in grado di realizzare lo scopo della norma.

Prescrizione del diritto di assicurazione

Devi comunque far attenzione a non superare il termine di prescrizione per il diritto al risarcimento del danno, prescrizione che è di due anni per tutti i sinistri stradali.

Per cui, ad esempio, se l’assicurato invia la denuncia di sinistro, ma allo scadere del secondo anno non ha avuto alcuna notizia dalla compagnia, dovrà affrettarsi ad inviare un’ulteriore diffida con raccomandata a.r. per interrompere la suddetta prescrizione.

Cosa succede dopo una denuncia di sinistro?

In seguito alla notizia del sinistro, l’assicurazione interviene per accertarne le cause dell’incidente e quantificare i danni. Ai fini del primo aspetto, acquisirà il verbale delle autorità eventualmente intervenute per verificare se sono state elevate contravvenzioni o se vi è compatibilità tra l’incidente denunciato e la posizione degli automobili rilevata dalle autorità. Ai fini del secondo aspetto, nominerà un perito che valuti i danni subiti dagli automezzi (perizia meccanica) e dalle persone (perizia medico-legale).

L’assicurazione dovrà fornire un’offerta al danneggiato entro:

  • 60 giorni per i danni ai veicoli;
  • 90 giorni per i danni alle persone.

Questo termine decorre dalla denuncia di sinistro o, se successiva, dalla consegna all’assicurazione di tutta la documentazione necessaria a fare le opportune indagini.

note

[1]. Corte appello Napoli  11 luglio 2013. Tribunale Bologna  21 giugno 2012

[2] Tribunale Campobasso  02 febbraio 2012.

[3] Cass. ord. n.24210/19.

Autore immagine: 123rf com


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