Bambina nata dalla pancia di una mamma morta 117 giorni prima

13 Settembre 2019
Bambina nata dalla pancia di una mamma morta 117 giorni prima

Un ictus: la donna già morta è stata alimentata dalle macchine solo per fare “da pancia” alla figlia che sarebbe nata di lì a breve. 

La notizia è di quelle da medicina di prima pagina. A fornircela è l’Agenzia stampa Adnkronos. È la storia struggente, drammatica, ma anche ricca di speranza di una bambina nata da una madre che era già in coma ed è stata tenuta in vita dalle macchine. Per 117 giorni, i medici hanno mantenuto le funzioni vitali di una donna incinta, ma morta a livello cerebrale: il tutto solo per far nascere la figlia. Ora, è nata una bambina sana. Ci sono riusciti i medici dell’Ospedale dell’Università di Brno (Repubblica Ceca), che definiscono questo risultato come una probabile prima mondiale. O almeno un caso rarissimo, si legge sul sito dell’ospedale universitario: si contano circa 20 nascite del genere descritte nel mondo, ma stavolta si tratta del ricovero più lungo e del maggior peso mai ottenuto per il bebè (oltre 2 kg).

La donna di 27 anni era alla sedicesima settimana di gravidanza quando è stata ritrovata incosciente in casa ed è stata trasportata in elicottero all’Unità di emergenza di Brno, il 21 aprile 2019, con l’anamnesi di malformazioni artero-venose con manifestazioni di epilessia. I soccorritori hanno mantenuto la sua attività respiratoria e, dalla Tac, è poi emerso un ictus. Il respiro spontaneo è scomparso alle 16 e un esame neurologico clinico ha confermato l’aflessia, cioè la morte cerebrale.

Da questo momento, i medici della clinica di Anestesia, Rianimazione e Medicina intensiva dell’ospedale universitario di Brno e della Facoltà di Medicina dell’Università di Masaryk insieme ai ginecologi, hanno fatto del loro meglio per stabilizzare le funzioni vitali della paziente e proteggere così il feto nel corpo della madre.

È stata avviata una complessa cura di rianimazione a lungo termine, che ha incluso il monitoraggio approfondito dell’attività del cuore e delle funzioni polmonari e renali, l’abbassamento della temperatura corporea, così come la somministrazione di diversi farmaci. È stata prestata la massima cura – indicano ancora i medici cechi – per mantenere l’integrità della pelle e prevenire complicanze infettive, molto comuni in situazioni simili.

Particolare attenzione è stata prestata anche all’alimentazione, in modo da garantire non solo il fabbisogno energetico della madre, ma anche la crescita e lo sviluppo ottimali del feto.

In estate, è stato rilevato che il feto cresceva: a fine giugno, pesava 980 grammi, mentre a luglio era già di 1,5 kg. Il 15 agosto scorso, è stato deciso di procedere con il parto cesareo, alla settimana 34+3 di gravidanza, e la neonata è venuta al mondo sana, con un peso di 2.130 grammi e una lunghezza di 42 centimetri. Ad aiutare nella riuscita dell’operazione, le buone condizioni di salute della donna prima dell’ictus e la pronta assistenza medica subito dopo l’evento. Ma soprattutto “è la prova dell’enorme forza della vita umana e del corpo materno, che ha gestito molto bene, con l’aiuto di dottori e infermieri, questa difficile situazione e ha dato la vita a un bambino nonostante la morte cerebrale”, commentano i dottori.



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