Diritto e Fisco | Articoli

I diritti dei Rom

16 Settembre 2019 | Autore:
I diritti dei Rom

In Italia ci sono tra 120mila e 180mila. La maggior parte è italiana e vive stabilmente. Come tutelano le minoranze le leggi italiane e internazionali?

Viene considerata una delle minoranze più controverse tra quelle presenti in Italia. La diffidenza verso il popolo Rom è tale che, quando ancora era ministro dell’Interno, Matteo Salvini inviò una circolare a tutti i prefetti per chiedere una relazione sulla presenza di insediamenti Rom, sinti e caminanti. Un vero e proprio censimento, non tanto per sapere come favorire la loro integrazione quanto per verificare la presenza di realtà abusive e predisporre un piano di sgomberi. Le famose «ruspe» di cui Salvini – non si capisce se come ministro o come capo della Lega – ha parlato spesso. E contro le quali si erano schierati prima numerosi sindaci, poi lo stesso alleato di Governo. Tant’è che l’iniziativa naufragò. Tuttavia, se si legge la Costituzione italiana e si dà un’occhiata ai trattati internazionali, si legge che deve essere garantita l’uguaglianza senza alcuna distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali, e che viene riconosciuta la tutela delle minoranze linguistiche. Partendo da questi presupposti, quali sono i diritti dei Rom?

Per elencarli, oltre che dalla nostra Costituzione, si potrebbe partire dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle minoranze, siglata nel 1992, per proseguire con la comunicazione della Commissione europea per un quadro dell’Unione volto ad individuare le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020. Comunicazione che era stata preceduta dalla raccomandazione del Consiglio europeo contenente delle misure efficaci per l’integrazione del Rom negli Stati membri.

Tutto ciò non è bastato per far approvare in Italia una norma contro la discriminazione di questo popolo, anzi: esiste una legge del 1999 a tutela delle minoranze linguistiche storiche che comprende 12 di queste minoranze ma non quella Rom. Nei confronti dei quali, invece, sono stati avviati una serie di patti per la sicurezza tra Governo e Regioni mirati a garantire la tranquillità dei cittadini italiani e a difenderli dalle «insidie» dei Rom attraverso un incremento dei servizi di polizia e di soccorso tecnico urgente. Una normativa, insomma, che consente di fatto gli sgomberi forzati dei campi e che ha favorito la discriminazione di altre minoranze come i richiedenti asilo in particolare e gli immigrati in generale. Ciò nonostante, alcune Regioni si sono mosse con delle loro leggi per favorire l’integrazione ed anche a livello nazionale ci sono dei progetti adottati dall’Italia che vanno in questa direzione. Con quali risultati, è un altro discorso.

Vediamo quali sono i diritti dei Rom in base a quanto stabilito a livello nazionale ed internazionale.

Chi è il popolo Rom

Giusto per conoscere meglio questa realtà, i popoli romani, a cui appartengono Rom, sinti e caminanti, sono la più importante minoranza etnica in Italia. Non esiste una statistica precisa su quanti cittadini appartenenti a questi popoli si trovino del nostro Paese ma, secondo diverse stime, sarebbero tra i 120mila ed i 180mila (su un totale di 14 milioni in tutto il mondo), di cui la metà di cittadinanza italiana e la maggior parte residente nelle città. Secondo il censimento del 2008, nei campi nomadi risiederebbe poco più di 26mila persone.

Nella loro lingua, Rom significa «uomo libero». Quelli che vivono in Europa discendono da una popolazione che proveniva dal delta dell’Indo, tra India e Pakistan, e che parlava il praclito, una forma volgare di sanscrito. Erano esperti nella lavorazione dei metalli e i insediarono nel Balcani.

In Italia, vivono soprattutto in Lazio, Campania, Lombardia e Calabria. In totale, ci sono 11 gruppi, dai Rom del Meridione ai Sinti, dai Rom Lovari ai Rudari, dai Khorakhana (a cui si ispirò Fabrizio De André per la sua famosa canzone Khorakhanè), dai Kaulja ai Sufi e ai caminanti.

Oggi parlano il romanì e la maggior parte di loro (circa l’85%) non è più nomade. Le loro giornate più importanti sono:

  • l’8 aprile, giornata internazionale dei Rom;
  • il 2 agosto, giornata internazionale del ricordo dei Rom e dei sinti vittime della Seconda guerra mondiale e dello sterminio da parte dei nazi-fascisti;
  • il 5 novembre, giornata internazionale della lingua romanì.

I diritti dei Rom secondo l’Onu

La Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1992, approvata dall’Assemblea Generale (quindi anche dall’Italia), sancisce i diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche. Pertanto, vengono garantiti in questo documento anche i diritti dei Rom.

L’Onu definisce minoranza quel gruppo diverso dalla maggior parte della popolazione di un Paese che possiede una propria identità e che si colloca in una posizione non dominante (anche da un punto di vista numerico) nella società. Non per questo, però – sancisce l’Assemblea delle Nazioni Unite –, i cittadini appartenenti a queste minoranze devono essere privati del diritto di avere una propria vita culturale, di professare e praticare la propria religione o di usare la propria lingua con gli altri membri del gruppo.

La Dichiarazione, quindi, chiede agli Stati membri dell’Onu di promuovere e di proteggere i diritti delle persone appartenenti alle minoranze attraverso:

  • la tutela della sopravvivenza e dell’esistenza fisica, compresa la protezione da e durante situazioni di sfollamento interno, crimini internazionali come il genocidio e crimini contro l’umanità;
  • la protezione dalla discriminazione e l’eguaglianza di fronte alla legge;
  • la tutela e la promozione della loro identità;
  • l’efficace e la significativa partecipazione nelle istituzioni pubbliche, affinché abbiano la possibilità di esprimere la loro opinione riguardo il territorio in cui vivono.

I diritti dei Rom secondo l’Unione europea

Non bastasse quanto stabilito dalle Nazioni Unite, anche l’Unione europea ha fatto nel 2011 delle raccomandazioni agli Stati membri [2] a non calpestare i diritti dei Rom ed a favorire entro il 2020 la loro integrazione con delle misure in quattro settori:

  • il diritto all’istruzione: occorre consentire ai bambini di concludere almeno la scuola primaria, permettere l’accesso ai servizi di qualità nell’istruzione e nella cura della prima infanzia, contrastare il fenomeno dell’abbandono precoce nella scuola secondaria ed incoraggiare i giovani Rom a proseguire negli studi;
  • il diritto all’occupazione: l’Ue chiede di permettere l’accesso pieno e non discriminatorio alla formazione professionale, al mercato del lavoro (sia nel settore pubblico sia in quello privato) ed alle agevolazioni per il lavoro autonomo;
  • il diritto all’assistenza sanitaria: gli Stati europei devono garantire, specialmente ai bambini e alle donne Rom, un’assistenza sanitaria di qualità che comprenda le stesse cure preventive e i medesimi servizi sociali esistenti per il resto della popolazione;
  • il diritto alla casa e ai servizi essenziali: non deve essere consentita la discriminazione nell’accesso ad un alloggio, comprese le case popolari.

Per completare queste raccomandazioni, il Consiglio europeo ne ha fatta un’altra nel 2013 sulle misure efficaci per l’integrazione dei Rom negli Stati membri e per rafforzare la messa in atto delle strategie nazionali.

Gli orientamenti del Consiglio riguardano:

  • la necessità di garantire ai Rom parità di trattamento e rispetto dei loro diritti fondamentali, tra cui quelli sopra indicati (istruzione, lavoro, salute e alloggio);
  • misure contro la discriminazione e a favore della protezione dei minori e delle donne, della lotta alla povertà e dell’autonomia dei Rom;
  • piani e normative a livello locale che incentivino la creazione di organismi per la promozione della parità di trattamento.

I diritti dei Rom secondo l’Italia

Come accennato all’inizio, la Costituzione italiana prevede tra i princìpi fondamentale «l’uguaglianza senza alcuna distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali» [3], nonché la tutela delle minoranze linguistiche [4].

A ragion di logica, e prendendo sul serio ciò che c’è scritto nella Costituzione, dovrebbero bastare questi due articoli per garantire i diritti dei Rom. La realtà, però, è ben diversa.

Dal 1999 esiste una legge [5] che tutela le minoranze linguistiche storiche. Il testo le elenca pure: si tratta delle minoranze albanese, catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, franco-provenzale, friulana, ladina, occitana e sarda. Come si può vedere, manca la minoranza Rom che, pertanto, resta fuori dall’applicazione di questa legge ed estromessa dalle relative tutele. Il motivo? La popolazione Rom non si concentra in un’area specifica ma vive dispersa in tutto il territorio italiano.

In soccorso dei Rom, sono arrivate alcune Regioni come il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana e la Provincia autonoma di Trento, che hanno approvato delle apposite leggi per favorire l’integrazione di questi cittadini e per tutelare la loro cultura.

Tra il 2007 e il 2011 sono stati avviati dei patti di sicurezza tra Governo e Regioni per incrementare la presenza della polizia e del soccorso tecnico urgente nelle città e contrastare il fenomeno dell’insicurezza che si attribuiva ai Rom, anche se la parola Rom non veniva pronunciata: meglio la dicitura «emergenza nomadi», oggetto di un decreto di Palazzo Chigi del 2008 [6] (presidente Silvio Berlusconi, ministro dell’Interno Roberto Maroni) e del pacchetto sicurezza dello stesso anno [7]. Misure che, anziché tutelare i diritti dei Rom, crearono non poche difficoltà a questa popolazione anche solo per avere un documento di identità. Tant’è che il Consiglio di Stato annullò una parte dei decreti contenuti nel decreto emergenza nomadi dichiarandoli illegittimi perché non c’erano i presupposti per dichiarare lo stato di emergenza al fine di gestire la situazione dei Rom [8].

Nel 2011, invece, l’Italia ha accolto le raccomandazioni dell’Unione europea di cui abbiamo parlato in precedenza, puntando sulla parità di trattamento e l’inclusione sociale ed economica dei Rom, il miglioramento delle loro condizioni di vita e il loro diritto alla partecipazione e alla cittadinanza.

In sostanza, è stato avviato un percorso che prevede di:

  • eliminare il concetto di emergenza da un punto di vista politico e istituzionale;
  • adottare misure a medio e lungo termine e non più a carattere straordinario;
  • fomentare una cultura dell’integrazione eliminando i pregiudizi frutto della discriminazione razziale e richiamando la memoria dello sterminio dei Rom da parte dei nazisti così come si ricorda l’Olocausto;
  • creare un progetto di lavoro che coinvolga i ministeri interessati dai quattro diritti fondamentali su cui l’Unione europea ha fatto leva, cioè il diritto all’istruzione, al lavoro, alla salute e all’alloggio.

note

[1] Risoluzione Onu n. 47/135 del 18.12.1992.

[2] Commissione Ue comunicazione n. COM/2011/173.

[3] Art. 3 Costituzione italiana.

[4] Art. 6 Costituzione italiana.

[5] Legge n. 489/1999.

[6] DPCM del 21.05.2008.

[7] Legge n. 125/2008.

[8] Cons. Stato sent. n. 6050/2011 del 16.11.2011.

Autore immagine: Canva.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. nel frattempo dovrebbero astenersi dal rovesciare in strada tutto ciò che hanno rovistato nei contenitori della spazzatura, servendosi anche dei carrelli dei supermercati. Per di più non vengono minimamente sanzionati o rimproverati da chi di dovere. Agiscono completamente indisturbati.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube