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Sigaretta elettronica: rischi e risarcimento del danno

15 Settembre 2019
Sigaretta elettronica: rischi e risarcimento del danno

Quali pericoli per la salute e quante possibilità di vincere una causa contro il produttore di e-cigar.

La notizia della prima morte da sigaretta elettronica ha riaperto il problema dei rischi collegati con il “vapore alla nicotina”. Se è ancora troppo presto per parlare di una diretta correlazione tra problemi polmonari ed e-cigar, l’Airc – l’associazione italiana per la ricerca contro il cancro – ha messo in guardia tutti gli utilizzatori di sigaretta elettronica dai rischi che essa può comportare.

A parte, infatti, l’ipertensione e il diabete collegati a tale strumento, alcune delle sostanze aromatizzanti presenti nei prodotti senza nicotina sono sospettati di esporre l’utilizzatore a svariati rischi per la salute.

Sempre in via prudenziale, ma ancora senza alcuna evidenza scientifica, l’Airc ha pubblicato sul proprio sito alcuni avvisi che chi svapora dovrebbe leggere attentamente. Anche la sigaretta elettronica fa male, se non come quella tradizionale: all’interno di essa si trovano sostante potenzialmente dannose. In più, il riscaldamento del glicole propilenico e della glicerina può produrre formaldeide e acetaldeide, entrambi potenziali cancerogeni, anche se le quantità associate al consumo di e-cigar appaiono modeste.

Cosa potrebbe succedere in caso di decesso o di patologia polmonare e quali scenari legali potrebbero aprirsi? I rischi e il risarcimento del danno da sigaretta elettronica sono un campo ancora inesplorato sia per la medicina che per il diritto. Allora corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.

Risarcimento danni da fumo

«Nuoce gravemente alla salute»: da quando i pacchetti di sigarette hanno questa dicitura, il consumatore non può dire di non essere stato avvisato e di non sapere i rischi collegati al fumo attivo. Ecco perché la giurisprudenza italiana – al contrario di quella statunitense – nega qualsiasi richiesta di risarcimento per il cancro formatosi dopo il 1991, data appunto in cui è divenuta obbligatoria l’avvertenza sui contenitori di sigarette e sulle buste di tabacco. Se, invece, il cancro si è formato prima del 1991, anche se diagnosticato dopo, la causa contro la multinazionale del tabacco è ancora possibile. Leggi Danno da fumo: si può risarcire?

Il punto, però, è che chiunque abbia avuto un tumore prima di quella data è probabilmente passato già a miglior vita e, a tutto voler concedere, il risarcimento spetterebbe solo agli eredi.

Esiste una sola sentenza, emessa dal tribunale di Milano, che accorda il risarcimento per danno da fumo anche se verificatosi dopo il 1991. Tutti gli altri precedenti, Cassazione compresa, escludono l’indennizzo. E ciò perché «il danno», ossia la malattia e il decesso, è «ascrivibile esclusivamente alla condotta negligente del fumatore» che ha scelto di “prendere il vizio”.

In sostanza, «la condotta del fumatore» è valutata come «gravemente negligente», poiché questi «si è esposto volontariamente ai rischi dell’abuso di nicotina», e ciò, spiegano i giudici, rompe ogni responsabilità in capo al produttore di sigarette. Peccato – ma questo la Cassazione non lo dice – che i produttori aumentino, nelle sigarette, la nicotina a discapito del tabacco poiché solo la prima crea dipendenza, riducendo così la possibilità per il fumatore di rinunciare al vizio.

Risarcimento del danno da sigaretta elettronica

Sulle scatole del vaporizzatore e sulle boccette non c’è, invece, alcun rimando ad avvertenze in merito ai rischi che comporterebbe la sigaretta elettronica per la salute. In alcune confezioni americane, abbiamo trovato solo l’avviso «Attenzione: questo prodotto contiene nicotina che è una sostanza che provoca dipendenza». In altre, è semplicemente indicata la quantità di nicotina presente. Nessun richiamo, quindi, ai problemi che la sigaretta elettronica potrebbe comportare.

Da ciò possiamo dire che, almeno per quanto riguarda l’e-cigar, ci troviamo in un’epoca anteriore al 1991 per le sigarette tradizionali e chiunque, da oggi in poi, dovesse subire un danno per causa di tali strumenti, potrebbe invocare lo stesso principio – ma applicato al contrario – con cui sino ad oggi la Cassazione ha assolto le multinazionali del tabacco. Si apre, insomma, un ampio contenzioso, ma prima che possa sfociare in una serie di cause sarà bene e necessario stabilire la correlazione tra problemi polmonari e alla salute e sigarette elettroniche.



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