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Quale diritto è imprescrittibile

28 Settembre 2019 | Autore:
Quale diritto è imprescrittibile

Che cos’è la prescrizione e quali sono i diritti imprescrittibili.

La nostra epoca è spesso definita come età dei diritti. Si è sviluppata, dal secolo dei lumi in avanti (cioè dal 1700 in poi), una straordinaria stagione in cui l’essere umano ha rivendicato ed ottenuto il riconoscimento di sempre più estesi diritti. Anche di fronte ai massimi poteri dello Stato la persona umana è stata circondata da una corazza protettiva costituita da sempre più solidi e penetranti diritti. Per sottolineare meglio il fenomeno, è sufficiente fare riferimento agli ultimi decenni ed ai fenomeni dei cosiddetti diritti dei consumatori o a tutta quella serie di diritti collegati alla salute ed al benessere del cittadino. Indagheremo, in questo articolo, l’influenza che il passare del tempo ha sui diritti. Approfondiremo, in altri termini, quel fenomeno che va sotto il nome di prescrizione e, più in particolare, individueremo quali diritti sono imprescrittibili. Metteremo sotto la nostra lente di ingrandimento quei diritti sulla cui esistenza lo scorrere del tempo non produce nessun effetto. Quei diritti, in altre parole, che non si estinguono anche se passa un lungo lasso di tempo senza che il loro titolare li eserciti.

Prima di addentrarci nel tema, è opportuno dare una sommaria definizione di diritto. Spesso, infatti, si usa questo termine a sproposito. E’ allora opportuno chiarire che, nell’articolo che segue, faremo riferimento ai diritti nel senso giuridico del termine e cioè nel senso di potere di agire per soddisfare un proprio interesse, potere che è protetto e tutelato dalla legge (è questa la definizione classica di diritto soggettivo).

Che cos’è la prescrizione?

La nostra ricerca non può che partire dalla descrizione di quel particolare fenomeno che va sotto il nome di prescrizione.

La prescrizione non è altro che l’estinguersi di un diritto a causa del decorso di un determinato periodo di tempo.

Per maggiore precisione, con la prescrizione si perde un diritto a causa dell’inerzia o del non uso da parte del titolare che si protrae per un periodo di tempo determinato dalla legge.

Sono, quindi, tre i presupposti essenziali della prescrizione:

  • l’esistenza di un diritto soggettivo che può essere esercitato da chi ne è titolare;
  • il mancato esercizio di questo diritto (inerzia);
  • il decorso del tempo fissato dalla legge.

Perciò quando la persona titolare di un diritto non lo esercita per il periodo di tempo indicato dalla legge quel diritto si estingue, cioè si prescrive.

La prescrizione è disciplinata dalla legge [1] in modo tale che i privati non possano modificarne le regole (è nullo ogni accordo privato che modifichi le regole legali della prescrizione) e non possano rinunciare alla prescrizione prima che essa si compia.

Se ho prestato dei soldi ad un amico e arriva il momento concordato per la restituzione, avrò dieci anni di tempo, a partire dal momento stabilito per la restituzione, per chiedere indietro l’importo. Prima che scadano i dieci anni di tempo che ho a disposizione per chiedere la restituzione del denaro prestato, il mio amico non potrà rinunciare a far valere la prescrizione, cioè non potrà dire che mi restituirà comunque i soldi in ogni caso anche se io non glieli chiedessi indietro per oltre dieci anni. L’amico a cui ho prestato i soldi potrà, dunque, rinunciare alla prescrizione (e restituirmi indietro spontaneamente i soldi senza ricorrere alla prescrizione a suo vantaggio) solo dopo che siano passati dieci anni senza che io gli abbia mai chiesto indietro quell’importo.

La prescrizione si distingue in:

  • ordinaria, della durata di dieci anni: si applica in tutti i casi in cui non è previsto dalla legge una durata differente [2];
  • breve: si prescrivono ad esempio in cinque anni il diritto al risarcimento del danno, le prestazioni periodiche (gli interessi, i crediti per pigioni), i diritti che derivano dai rapporti interni alle società iscritte nel registro delle imprese; si prescrivono in un anno i diritti che derivano dai contratti di trasporto, assicurazione e mediazione [3];
  • presuntiva: in determinati casi, il decorso di un certo lasso di tempo fa nascere a favore del debitore una presunzione legale di avvenuto pagamento [4].

Il diritto dei commercianti per ottenere il pagamento delle merci vendute ai consumatori si presume estinto passato un anno dal giorno della vendita della merce. Passato un anno dal giorno in cui il commerciante ha venduto la merce, si presume che la merce sia stata pagata (anche se in realtà non lo è stata) e se il commerciante agisse in giudizio per ottenere il pagamento della sua prestazione, al debitore basterà dire che è decorso più di un anno dalla vendita della merce per vincere la causa e non pagare (il commerciante potrà solo chiedere che il consumatore sia sottoposto a giuramento per ammettere o no di aver effettivamente pagato)

La prescrizione è un fenomeno collegato al decorso del tempo

Quali diritti sono imprescrittibili?

Dopo aver chiarito cosa sia la prescrizione e come funziona, individuiamo i diritti imprescrittibili.

Facciamo, cioè, un elenco di quei diritti che non si estinguono nemmeno se il titolare non li esercita.

Sono imprescrittibili:

  • il diritto di proprietà (ma se il proprietario, restando passivo, non esercita le facoltà proprie del diritto di proprietà – come sono quelle di usare e godere di un bene – vi sarà la possibilità che qualcun altro, attraverso l’usucapione, acquisisca la proprietà di quel medesimo bene comportandosi come proprietario su di esso per il tempo stabilito dalla legge);
  • i diritti di stato, cioè i diritti della persona connessi con la sua appartenenza ad una comunità (ad esempio il diritto di cittadinanza, i diritti di membro di una famiglia, i diritti fondamentali della persona umana);
  • le potestà di diritto familiare come è il caso dei diritti collegati alla cosiddetta responsabilità genitoriale (ad esempio il diritto di educare ed istruire i figli);
  • altri diritti indicati in modo specifico dalla legge: ad esempio il diritto dell’erede di chiedere il riconoscimento della sua qualità contro chiunque possieda i beni ereditari [5]; il diritto di chiedere la nullità di un contratto; il diritto di un condomino di chiedere in giudizio la tutela del decoro architettonico dell’edificio condominiale [6]; il diritto di far accertare in giudizio la natura subordinata di un rapporto di lavoro [7]; il diritto di chiedere in giudizio il rispetto delle distanze legali fra costruzioni [8]; il diritto di far accertare in giudizio l’inesistenza di servitù sui propri immobili [9].

Il diritto di proprietà è imprescrittibile

note

[1] Artt. 2934 e ss. cod. civ.

[2] Art. 2946 cod. civ.

[3] Artt. 2947 e ss. cod. civ.

[4] Artt. 2954 e ss. cod. civ.

[5] Art. 523 cod. civ.

[6] Cass. sent. n. 7727/2000.

[7] Cass. sent. n. 12213/2004.

[8] Cass. sent. n. 19289/2000.

[9] Cass. sent. n. 864/2000.


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