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Pendenza rampa garage: quanto deve essere?

9 Ottobre 2019 | Autore:
Pendenza rampa garage: quanto deve essere?

Rampa carrabile per l’accesso al garage: qual è la pendenza massima per legge? Inclinazione sbagliata rampa accesso autorimessa: si può chiedere risarcimento?

In Italia la normativa che disciplina le costruzioni e, più in generale, le opere da realizzare è complessa e ricca di dettagli che, a volte, possono sfuggire; basti solo pensare che difficilmente si riesce a trovare la disciplina di cui si ha bisogno in un’unica legge: la maggior parte delle volte bisogna consultare anche le norme comunali e regionali. Il problema è che la violazione anche di uno solo dei precetti può far incorrere in sanzioni di non poco conto, a volte anche di natura penale, come il classico abuso edilizio. Uno dei problemi che viene posto spesso è quanto deve essere la pendenza della rampa garage.

Come sicuramente saprai, la rampa è quella struttura che collega due luoghi posti su livelli diversi: tra le due aree può esserci uno scarto minimo, di pochi centimetri, oppure molto rilevante, anche di metri. La rampa è l’alternativa alla scala, la prima sicuramente più percorribile della seconda, se solo si pensa che le rampe vengono utilizzate anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche per favorire la locomozione di persone disabili. Detto ciò, se l’argomento ti interessa, prenditi dieci minuti e mettiti comodo: vedremo quanto deve essere la pendenza di una rampa garage.

Rampa garage: cos’è?

La rampa garage è una struttura che congiunge due piani con diverse quote; in poche parole, la rampa è quella struttura architettonica che consiste in un piano inclinato destinato a superare i dislivelli. La rampa può essere pedonale oppure carrabile, quando destinata al transito delle vetture.

Ovviamente, la rampa garage, pur potendo essere percorsa anche dai pedoni, è, per destinazione, di tipo carrabile: dovrà pertanto attenersi alle regole predisposte dalla legge per questa particolare tipologia, soprattutto in tema di pendenza.

A seconda di come si sviluppano, le rampe per i garage si distinguono in lineari e curve (o elicoidali); entrambe le tipologie, poi, potranno essere a senso unico o a doppio senso. È chiaro che le rampe garage curve o elicoidali sono tipiche dei grandi parcheggi, ad esempio quelli dei centri commerciali o di altre grandi strutture, in quanto presuppongo una sfasatura di livelli piuttosto notevole.

Pendenza massima rampa garage: cosa dice la legge?

Mettiamo il caso che tu abbia acquistato un appartamento al secondo piano; dopo un po’ di tempo, compri anche il locale a pian terreno con l’intento, dopo aver ottenuto le dovute autorizzazione comunali, di adibirlo a garage per la tua vettura. Il problema, però, è che questo locale è raggiungibile solamente a piedi, essendo al di sotto del livello della strada e collegato a questa da alcuni gradini. Progetti allora di attuare tutti i lavori necessari per eliminare gli scalini e far costruire una rampa per l’accesso al garage. Quale deve essere la pendenza della rampa garage? A darci la risposta è la legge.

Secondo il nostro ordinamento giuridico [1], la pendenza da rispettare per costruire una rampa garage non deve essere superiore al 20%. Tutte le misure inferiori a detta pendenza massima rientrano nei parametri di sicurezza e accessibilità.

Come graduare la pendenza della rampa?

Dunque, la legge provvede a fissare il limite massimo di pendenza della rampa garage; tuttavia, la pendenza dovrà essere graduata affinché la sua curvatura non possa provocare danni alle autovetture: una pendenza del 20% non ben raccordata porterebbe i veicoli a “toccare” con la loro parte inferiore.

Per tale ragione, la pendenza massima consigliata per ottenere un buon piano di collegamento tra due superfici non poste sullo stesso livello è del 16%, con livellette di raccordo la cui pendenza  non deve essere superiore al 6%.

Al di là di questi dettagli tecnici, quello che voglio dire è che una pendenza del 20% non “dilazionata” rischia di far sembrare il piano di collegamento un precipizio piuttosto che una rampa, con ripercussioni negative sia per la visibilità (chi sale la rampa con l’auto potrebbe non vedere chi stia passando in quel momento, soprattutto se la rampa dà direttamente sulla strada) che per la vettura stessa (la quale, come detto in apertura di paragrafo, potrebbe riportare danni alle parti della carrozzeria più basse, tipo la parte anteriore, oppure addirittura ad altre di importanza maggiore).

Quali sono le misure di una rampa garage?

Abbiamo detto che la legge impone una pendenza massima della rampa garage pari al 20%. Ci sono tuttavia anche altre misure da rispettare. Per una rampa a senso unico la larghezza minima è di tre metri, elevati a quattro e mezzo se la rampa è a doppio senso.

Trattandosi di limiti minimi di larghezza, è consigliabile una rampa che sia ampia almeno quattro metri, sei metri se a doppio senso: considera, infatti, che una vettura deve poter transitare comodamente, senza rischio di poter urtare le pareti laterali o le altre auto, se a doppio senso.

Se la rampa garage presenta una curva, il raggio (misurato a filo esterno) non dovrebbe essere inferiore a sette metri, elevato a 8,25 metri per le rampe a doppio senso.

Tra l’inizio del tratto in pendenza (parte superiore) e lo spazio di pubblico transito andrebbe lasciato un tratto piano di almeno tre metri, in modo che il conducente in uscita abbia la visuale necessaria e non faccia irruzione immediata nella zona pubblica.

Rampa accesso grandi autorimesse: misure

Per le rampe di accesso alle grandi autorimesse la legge dice che:

  • per autorimesse oltre 15 e fino a 40 autovetture è consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore tre metri, a condizione che venga installato un impianto semaforico idoneo a regolare il transito sulla rampa medesima a senso unico alternato;
  • diversi compartimenti, realizzati anche su più piani, possono essere serviti da un’unica rampa o da un’unica coppia di rampe a senso unico di marcia purché le rampe siano aperte o a prova di fumo.

Pendenza rampa garage sbagliata: si può chiedere risarcimento?

La pendenza della rampa del garage è una questione soprattutto delle imprese edili chiamate alla realizzazione di questa struttura architettonica. Mettiamo il caso che tu abbia commissionato la costruzione di una rampa per accedere al tuo garage interrato e che, al termine dei lavori, ti accorgi che la pendenza è eccessiva e praticamente ti è impossibile utilizzare il locale. Cosa fare?

Ebbene, secondo la giurisprudenza [2], in un’ipotesi del genere puoi chiedere il risarcimento del danno all’impresa che ha eseguito male i lavori, soprattutto nel caso in cui la pendenza della rampa garage superi il limite massimo del 20% stabilito dalla legge.

Perché tu possa chiedere (e ottenere) il risarcimento, però, devi, a pena di decadenza, denunciare il vizio dell’opera entro un anno dal momento in cui ti rendi conto dell’errore nella costruzione: secondo la legge [3], infatti, quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente di ottenere il risarcimento si prescrive in un anno dalla denunzia.

Insomma, se, al termine dei lavori, scopri che la rampa del garage ha una pendenza superiore a quella consentita, puoi denunciare il fatto all’appaltatore, mettendolo a conoscenza del vizio con uno strumento che ti permetta di avere una prova concreta (ad esempio, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento); dopodiché, se non riuscirai a trovare un accordo per ottenere il risarcimento oppure la riparazione del danno, avrai ancora un anno di tempo per poter agire in tribunale.

Uso pedonale della rampa carrabile del garage

Spesso, per comodità, per celerità oppure per semplice cattiva abitudine, le persone percorrono a piedi la rampa carrabile destinata al transito delle auto che devono entrare ed uscire dal garage. Insomma, può capitare che della rampa carrabile se ne faccia un uso promiscuo, anche pedonale. Come comportarsi in casi del genere? Se un’auto, in entrata o uscita dal garage, dovesse investire un pedone, di chi sarebbe la colpa?

Ebbene, bisogna subito dire che, se la rampa è solamente carrabile, essa è destinata esclusivamente alle vetture. La natura della rampa la si evince da molteplice indizi: ad esempio, dalle modalità di apertura del cancello, oppure dalla presenza di opportuna segnaletica destinata ai pedoni.

Va però anche ricordato che, secondo la legge [4], tutte le rampe, carrabili e pedonali, devono essere dotate di corrimano. Ciò vuol dire che anche le rampe garage possono essere utilizzate, seppur in maniera non prevalente, per il passaggio pedonale, purché in condizioni di sicurezza per gli automobilisti e, soprattutto, i pedoni.

Dunque, se un veicolo che sta percorrendo la rampa dovesse accidentalmente investire un pedone non per forza la responsabilità sarebbe della persona che ha attraversato a piedi quel tratto destinato alle auto: ed infatti, su chi guida il veicolo grava sempre un obbligo di diligenza e prudenza che lo costringe a prestare la massima attenzione nel momento in cui si trova alla guida.

Dunque, se dovesse avvenire un sinistro che coinvolge un pedone che si trova sulla rampa carrabile del garage, il giudice dovrà valutare le colpe di entrambi i soggetti coinvolti:

  • quella del pedone si desume dal semplice fatto che egli percorreva un tratto non destinato alle persone; tuttavia, va comunque valutato il modo (prudente o meno) con cui avveniva l’attraversamento, la possibilità di accedere al piano interrato mediante percorsi alternativi (ingresso indipendente pedonale, ad esempio), la vicinanza al corrimano, ecc.;
  • quella del conducente va attentamente vagliata, tenendo conto di diversi fattori, tipo la velocità con cui procedeva, la visibilità consentita dalla pendenza della rampa, la presenza o meno di percorsi laterali destinati ai pedoni, ecc.

note

[1] D.M. del 1° febbraio 1986.

[2] Cass., sent. n. 1208/2017.

[3] Art. 1669 cod. civ.

[4] D.M. n. 236 del 14 giugno 1989.

Autore immagine: Canva.com


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