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Retratto successorio: cos’è?

17 Settembre 2019 | Autore:
Retratto successorio: cos’è?

Prelazione ereditaria: cos’è e come funziona? Cos’è il diritto di riscatto che possono esercitare i coeredi? Prelazione legale e prelazione volontaria.

Di norma, chi è proprietario di un bene è libero di venderlo a chi meglio crede: se hai un’auto eccessivamente inquinante e pensi sia il momento di disfartene, puoi cederla al miglior acquirente; se sei titolare di un immobile in cui non abiti e che per te rappresenta solo un peso economico, allora potresti cederlo o darlo in affitto; e così via. Ci sono però delle eccezioni a quanto detto sinora: una di queste è rappresentata dal retratto successorio. Cos’è?

Il retratto successorio è uno speciale istituto giuridico che si applica a coloro che ereditano dei beni e che, prima ancora che sia sciolta la comunione ereditaria, decidono di vendere la propria parte. Come ti spiegherò meglio nel corso dell’articolo, il retratto successorio consente ai coeredi di godere di una prelazione sulla vendita della quota ereditaria e, nel caso in cui tale preferenza non venga rispettata, addirittura di esercitarne il riscatto. Se pensi di trovarti in una situazione simile, oppure sei semplicemente incuriosito da ciò che ti ho appena narrato, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il retratto successorio.

Prelazione: cos’è?

Non si può comprendere il retratto successorio senza prima aver parlato della prelazione e, nello specifico, della prelazione legale. Il diritto di prelazione è il diritto di essere preferito a parità di condizioni. Se questa posizione di vantaggio è stabilita direttamente dalla legge (come avviene nel caso del retratto successorio), allora si parlerà di prelazione legale; al contrario, se sono le parti a convenire spontaneamente un patto di preferenza, si avrà una prelazione volontaria o convenzionale.

Tizio è titolare di una compagnia privata che eroga luce e gas. All’interno dei contratti di somministrazione che sottopone ai clienti c’è anche la clausola per cui, se essi intendono recedere perché hanno trovato una compagnia che propone un miglior prezzo, devono comunicare l’offerta ricevuta anche a Tizio, in modo che questi possa adeguarsi al prezzo della concorrenza e stipulare con loro un nuovo contratto.

Caio vive in locazione nell’appartamento di Sempronio. Questi gli comunica la volontà di non rinnovare il contratto alla scadenza del primo quadriennio perché ha trovato un acquirente. Sempronio, però, prima di procedere alla vendita a terzi, deve attendere che Caio non eserciti il proprio diritto di prelazione sull’acquisto dell’appartamento in cui già vive a titolo di locazione.

Nel prima caso esemplificato è riportata la descrizione di una prelazione volontaria, in quanto pattuita liberamente tra le parti; nel secondo, invece, si tratta di una prelazione legale, stabilita dalla legge a favore del conduttore di un immobile.

Cos’è la prelazione ereditaria?

Il retratto successorio altro non è che una prelazione ereditaria: il coerede, che vuol alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione [1].

In poche parole, se più persone ereditano un bene e uno di essi è intenzionato a cedere la propria quota, a parità di condizioni (cioè, di prezzo) dovrà preferire i coeredi ai terzi, in modo che il bene resti nell’asse ereditario originario.

Tizio, Caio e Sempronio sono tre fratelli che, alla morte del padre, hanno ereditato lo stesso immobile. Tizio decide di vendere la propria quota (pari a un terzo del valore dell’intero immobile) a Filano, il quale gli ha fatto un’offerta di 50mila euro. Prima di poter procedere all’alienazione, però, deve formalmente comunicare ai propri fratelli l’offerta di Filano, di modo che questi, se vorranno, potranno acquistare la parte di Tizio pagando 50mila euro.

Il diritto di preferenza accordato dalla legge ai coeredi deve essere esercitato nel termine di due mesi dall’ultima delle notificazioni effettuate dal coerede alienante.

Cos’è il retratto successorio?

Il retratto successorio non consiste tanto nella prelazione legale che viene riconosciuta ai coeredi, quanto nella possibilità per costoro di poter riscattare la quota ceduta in violazione della prelazione stessa. Mi spiego meglio.

Abbiamo detto che, quando più persone ereditano lo stesso bene, quello che di loro ha intenzione di vendere la propria quota a terzi deve prima notificare tale intenzione ai coeredi, di modo che questi (o anche solo uno di essi), se vogliono, possono effettuare l’acquisto al prezzo convenuto con il terzo, entro il termine di due mesi dalla comunicazione.

Se la prelazione non viene rispettata, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria. Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali.

È questo il vero e proprio retratto successorio, il quale consiste dunque nel diritto potestativo (cioè, non subordinato alla volontà altrui) di poter riscattare la quota che il coerede ha venduto a terzi senza rispettare la prelazione.

Tizio, Caio e Sempronio sono tre fratelli che, alla morte del padre, hanno ereditato lo stesso immobile. Tizio decide di vendere la propria quota (pari a un terzo del valore dell’intero immobile) a Filano, il quale gli ha fatto un’offerta di 50mila euro. Anziché comunicare questa offerta ai fratelli, in modo da metterli nella condizione di poter acquistare la quota, Tizio vende la sua parte a Filano e incassa i 50mila euro. Venuto a conoscenza del fatto, Caio decide di riscattare la quota che Tizio ha venduto a Filano, versando a quest’ultimo i 50mila pattuiti e ottenendo così la proprietà di ciò che Tizio gli aveva venduto. Contro Tizio, inoltre, Caio può esercitare un’azione legale per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla violazione della prelazione.

Retratto successorio: quando non può essere esercitato?

Non sempre il coerede gode del diritto di prelazione; da ciò consegue che egli non può sempre esercitare il diritto di riscatto, cioè il retratto successorio. Nello specifico, non c’è prelazione nei seguenti casi:

  • quando la vendita non è avvenuta a titolo oneroso. Se il coerede dona la propria quota ad un terzo, non è tenuto a notificare nulla ai coeredi, i quali hanno la prelazione solo sulla vendita;
  • quando la comunione ereditaria è stata sciolta e il coerede ha già preso dall’asse ereditario ciò che era suo;
  • quando il legatario ha ricevuto una somma di denaro in sostituzione della quota a lui spettante come erede legittimario. In un caso del genere, infatti, egli non è più erede e, dunque, perde il diritto di prelazione;
  • se v’è stata divisione ereditaria, in quanto la prelazione può essere esercitata fintantoché permane la comunione;
  • decorso il termine di prescrizione decennale che comincia dall’alienazione al terzo, anche nel caso in cui permanga lo stato di comunione.

note

[1] Art. 732 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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