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Cambio di domicilio nello stesso Comune

16 Settembre 2019 | Autore:
Cambio di domicilio nello stesso Comune

Quando si trasferisce il domicilio basta fare un’autocertificazione. In cosa consiste e qual è il suo contenuto. Differenza tra cambio di domicilio e cambio di residenza.

Hai cambiato domicilio. Perché il trasferimento abbia effetto, occorre presentare una comunicazione in Comune? Cambio di domicilio e cambio di residenza avvengono nello stesso modo? Vuoi sapere come si scrive una dichiarazione di cambio di domicilio? Nel linguaggio corrente, per indicare il luogo nel quale si abita di solito si utilizzano in modo indistinto i termini di domicilio e residenza. Dal lato giuridico, però, i due concetti sono differenti e anche le conseguenze giuridiche che ne derivano, sono diverse. Il domicilio, infatti, è il luogo in cui una persona ha posto la sede principale dei propri interessi o affari. La residenza, invece, è il luogo dove un soggetto dimora abitualmente.

In genere, domicilio e residenza coincidono, ma può anche accadere che non sia così in quanto un soggetto può essere domiciliato, per motivi di studio o di lavoro, in una determinata città e risiedere in un posto diverso. Si pensi ad esempio a uno studente di Catania che per frequentare l’università si trasferisce a Napoli oppure ad un medico di Cagliari che va a lavorare in un ospedale del Nord Italia. Residenza e domicilio differiscono tra loro anche per quanto riguarda il trasferimento. Infatti, mentre nel primo caso va seguita un’apposita procedura, il cambio di domicilio nello stesso Comune segue un iter più semplice. Esaminiamo insieme la questione.

Come si stabilisce il domicilio

Per inquadrare meglio l’argomento del presente articolo, occorre fare una premessa generale sul domicilio. Perché si possa stabilire il domicilio devono ricorrere due presupposti:

  • una certa stabilità in un determinato luogo;
  • l’intenzione di stabilire in quel luogo la sede principale ed esclusiva dei propri affari ed interessi.

Quali sono i tipi di domicilio

Esistono differenti tipologie di domicilio:

  • il domicilio volontario, che è quello stabilito volontariamente da una persona;
  • il domicilio legale, che è fissato dalla legge per alcune persone appartenenti a delle specifiche categorie. E’ questo il caso dei minori, il cui domicilio è stabilito per legge presso la residenza della famiglia ovvero degli incapaci o degli interdetti, il cui domicilio è fissato nel luogo dove domicilia il tutore;
  • il domicilio generale, che è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri interessi ed affari. Si prenda il caso di un libero professionista, un ingegnere ovvero un medico, il quale fissa o elegge il proprio domicilio presso lo studio in cui svolge la sua attività;
  • il domicilio speciale, che è quello in cui il soggetto stabilisce la sede di determinati affari o atti. Ad esempio colui che dà mandato ad un avvocato per una causa, elegge domicilio presso lo studio di tale professionista. L’elezione di domicilio è finalizzata all’assistenza ed alla rappresentanza in giudizio. Per effetto dell’elezione di domicilio il legale avrà la possibilità di conoscere immediatamente tutte le comunicazioni e le notificazioni relative alla controversia, che verranno recapitate presso il suo studio. Uno stesso soggetto può avere più domicili speciali in relazione ai propri affari. Nel domicilio speciale, rientrano anche i casi di coloro che per motivi di salute, si trovano a soggiornare nel luogo in cui ha sede l’ospedale dove devono sottoporsi a delle specifiche cure mediche (domicilio sanitario temporaneo);
  • il domicilio digitale, che facilita la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Infatti, è facoltà di ogni cittadino indicare alla Pa un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (pec) a titolo di domicilio digitale. Questo indirizzo di posta elettronica sarà inserito nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori o esercenti di pubblici servizi.

Come si sceglie e si cambia domicilio nello stesso Comune

La scelta del domicilio non richiede alcuna formalità e quindi, non è prevista alcuna registrazione pubblica. Infatti, gli uffici della Pa non rilasciano certificati di domicilio. A tal fine è sufficiente eleggere il domicilio, ovvero rilasciare una dichiarazione scritta contenente la specificazione del luogo che si è scelto come tale, nei casi cui venga richiesta.

Pertanto, nell’ipotesi in cui un soggetto studia o lavora in un determinato posto, per accertare l’indirizzo completo di tale luogo, basta che la persona interessata scriva un’autocertificazione nella quale riporti la via, il numero civico e la città che ha scelto come proprio domicilio.

Parimenti, per il cambio di domicilio nello stesso Comune non sono richieste formalità determinate ma basta il semplice trasferimento perché lo stesso abbia effetto. Anche in questo caso la comunicazione del cambio può essere fatta tramite un’autocertificazione.

Come si cambia la residenza

Una procedura diversa è invece, prevista per il cambio di residenza. In questo caso infatti, non basta fare un’autocertificazione ma occorre presentare una doppia dichiarazione al Comune in cui si intende fissare la residenza ed in quello che si lascia, che consente di entrare a far parte a tutti gli effetti della popolazione del nuovo Comune.

La dichiarazione con la quale si richiede di attestare la variazione della residenza va presentata entro 20 giorni dal trasferimento nella nuova abitazione. In detta dichiarazione, che più semplicemente consiste in un modulo, bisogna inserire tutte le informazioni relative al trasferimento. Vanno indicati quindi, il Comune dell’ultima residenza, l’indirizzo della nuova residenza, i dati personali del dichiarante e quelli di eventuali familiari.

Una volta presentata l’istanza di trasferimento, devono essere compiuti degli accertamenti anagrafici da parte della polizia municipale o da altro personale comunale a ciò autorizzato, nei 45 giorni successivi alla presentazione della dichiarazione, al fine di verificarne la veridicità.

Se il cambio di residenza avviene nello stesso Comune, cioè si cambia sostanzialmente abitazione, passando da un quartiere ad un altro, va comunque compilata e presentata la dichiarazione di cambio abitazione.

In cosa consiste l’autocertificazione

Abbiamo già detto che per cambiare il domicilio nello stesso Comune è sufficiente sottoscrivere un’autocertificazione.

In generale, l’autocertificazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione è una dichiarazione redatta e firmata dal cittadino, con la quale quest’ultimo attesta stati, fatti e requisiti personali propri o relativi ad altri soggetti di cui abbia una diretta conoscenza come nel caso di minorenni o incapaci, purché tale dichiarazione sia fatta nel proprio interesse [1]. Tale dichiarazione può essere utilizzata in sostituzione dei certificati rilasciati dalla Pa sia nei rapporti con soggetti pubblici (ad esempio i gestori di servizi pubblici come Eni, Enel o Poste Italiane) sia con soggetti privati (notai, banche, assicurazioni, ecc.). Nella prima ipotesi, non sarà necessario presentare successivamente il certificato vero e proprio in quanto l’autocertificazione lo sostituisce in tutto e per tutto.

La mancata accettazione della dichiarazione sostitutiva o la richiesta di certificati o di atti di notorietà costituisce violazione dei doveri d’ufficio. I funzionari pubblici che dovessero rifiutare l’autocertificazione o richiedere il certificato rilasciato dagli uffici della Pa potranno essere sanzionati a norma del Codice penale [2].

I soggetti privati invece, non sono obbligati ad accettare l’autocertificazione.

Quando è consentita l’autocertificazione e chi può sottoscriverla

La legge prevede i casi in cui il cittadino può ricorrere all’autocertificazione e tra questi rientra appunto, quella relativa al cambio di domicilio nello stesso Comune.

Altre ipotesi in cui è consentita la dichiarazione sostitutiva sono ad esempio per certificare la residenza, la data e il luogo di nascita, l’iscrizione ad un albo professionale, i carichi pendenti, il casellario giudiziale, ecc.

I soggetti legittimati a sottoscrivere l’autocertificazione sono tutti i cittadini italiani, i cittadini dei Paesi membri dell’UE e quelli extracomunitari purché in possesso di un regolare permesso di soggiorno.

Qual è la validità dell’autocertificazione

L’autocertificazione ha una validità analoga a quella del certificato che sostituisce. Ne consegue che se attraverso la dichiarazione sostitutiva si attestano fatti e qualità personali non soggette a modificazione, come nel caso del luogo e della data di nascita, la sua validità è illimitata.

Viceversa, se l’autocertificazione è riferita a situazioni o requisiti personali modificabili, la validità è di 6 mesi o più, se previsto da leggi o regolamenti. Rientrano in quest’ultima ipotesi ad esempio l’autocertificazione della residenza o dei carichi pendenti.

Quali responsabilità ha colui che rilascia un’autocertificazione

Il dichiarante assume la responsabilità civile e penale di quanto attestato nell’autocertificazione. Gli uffici della Pa ai quali la stessa viene presentata, possono accertarne la veridicità in ogni momento.

Nel caso di dichiarazioni false o mendaci, il dichiarante sarà sanzionato a norma del Codice penale [3].

Come va scritta l’autocertificazione del cambio di domicilio

L’autocertificazione del cambio di domicilio nello stesso Comune, può essere scritta a mano dal dichiarante o a mezzo computer.

Non occorre autenticare la firma e la dichiarazione sostitutiva non va rilasciata alla presenza della persona che l’ha richiesta. Tuttavia, è opportuno allegare una fotocopia di un documento di identità (carta di identità o passaporto) in corso di validità al posto dell’autenticazione della firma.

Modulo per l’autocertificazione del cambio di domicilio

Scrivere un’autocertificazione relativa al cambio di domicilio nello stesso Comune è semplice. A tal fine, si può utilizzare il modulo che si trova nell’apposito box sottostante, che va completato con i dati mancanti.

AUTOCERTIFICAZIONE CAMBIO DI DOMICILIO

(Art. 46 – lettera b) D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000)

Il/la sottoscritto/a ___________________________ nato/a in _________________ il ___________

residente in ________________________ Via _____________________ n. ____Tel. ___________ consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarà punito ai sensi del Codice Penale secondo quanto prescritto dall’art. 76 del succitato D.P.R. 445/2000 e che, inoltre, qualora dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto di taluna delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera (art. 75 D.P. R. 445/2000),

DICHIARA

di avere cambiato il proprio domicilio da via_________________ n.____________________cap_________________, città__________________, prov._____________

a

via ________________________, n.______________, cap______________, città__________________, prov________________, dalla data_______________

Allega: fotocopia del documento di identità in corso di validità.

Data

Firma del/la dichiarante

Ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizza la raccolta dei presenti dati per il procedimento nel corso del quale la presente dichiarazione viene resa.

La mancata accettazione della presente dichiarazione sostitutiva costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art.74 D.P.R.445/2000).

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

note

[1] D. P. R. n. 445/2000.

[2] Art. 328 cod. pen.

[3] Art. 483 cod. pen. per come richiamato dall’art. 76 del D. P. R. 445/2000.


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