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Trasferimento conto corrente: entro quando deve avvenire?

22 Marzo 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 22 Marzo 2018



Superato il limite di tempo posto dalla legge, le banche che trasferiscono in ritardo il conto corrente del cliente sono tenute a corrispondergli un indennizzo

La portabilità del conto corrente è un diritto. In concreto si sostanzia nella possibilità di ottenere il trasferimento su un altro conto di pagamento presso un altro operatore di tutti o alcuni servizi di pagamento e anche del saldo positivo presente sul proprio conto corrente.

Come a tutti noto, all’inizio di questo anno, numerosi istituti di credito hanno aumentato il canone dei propri conti correnti. Per questo motivo, numerosi clienti hanno deciso di trasferire il rapporto di conto corrente presso quegli istituti di credito che promettevano condizioni economiche più vantaggiose. In linea generale, però, le ragioni alla base del cambiamento possono essere molteplici: dal mutamento delle condizioni economiche ai contrasti con gli impiegati, dalla perdita di fiducia nei confronti della propria banca alle proposte allettanti di altri operatori finanziari. Tuttavia, la volontà di cambiare banca generalmente si “scontra” con la preoccupazione degli adempimenti, dei documenti, della burocrazia.

In realtà, tali preoccupazioni non hanno ragione di sussistere in quanto, come anticipato, trasferire il proprio conto corrente da una banca ad un’altra è – oggi – un’operazione molto semplice, che non richiede spese e che dovrà essere svolta interamente dal nuovo istituto di credito. Vediamo, quindi, come trasferire il proprio conto corrente in un’altra banca, entro quanto tempo deve avvenire il trasferimento e quali sono gli obblighi delle banche in occasione di questa operazione.

Trasferimento conto corrente: cos’è la portabilità?

Come detto in apertura, la portabilità del conto corrente è un diritto del suo titolare. La portabilità è operativa dal 2015 [1]: questa consiste nella possibilità di trasferire il conto corrente da una banca ad un’altra senza spese ed affidando al nuovo intermediario il compito di effettuare gli adempimenti necessari. Non è raro, infatti, che un operatore finanziario possa offrire delle condizioni contrattuali più favorevoli, ovvero applicare minori spese e dunque molti correntisti sono spinti a voler cambiare banca, attivando un nuovo conto presso un altro istituto e chiudendo quello vecchio. Come anticipato, quest’attività  – che una volta era un’impresa burocratica piuttosto complicata – è stata semplificata dalle ultime disposizioni in materia di portabilità applicate al settore del credito. Portabilità è, invero, il termine tecnico con cui avviene il trasferimento del rapporto dalla vecchia banca alla nuova banca. La portabilità può avvenire verso un conto già esistente presso un altro operatore o verso un nuovo conto da aprire, sempre presso un altro operatore.

La semplificazione in materia si è resa necessaria per dare attuazione alla Direttiva europea [2] in tema di trasparenza e confronto delle spese connesse ai conti correnti ed al fine di facilitare il trasferimento di tali conti da una banca all’altra.

Attenzione però. Chiedere la portabilità, infatti, non comporta automaticamente la chiusura del vecchio conto. Pertanto nel caso in cui si desideri chiudere il rapporto con il vecchio operatore è necessario che la chiusura venga espressamente richiesta in aggiunta alla portabilità.

Trasferimento conto corrente: cosa deve fare il cliente?

Come anticipato, la procedura per il trasferimento del proprio conto corrente da una banca ad un’altra dovrà essere interamente gestita dal nuovo istituto di credito. Il correntista però, dal canto suo, prima di eseguire la “migrazione” deve compiere degli accertamenti preliminari riguardanti i servizi presenti sul vecchio conto. In particolare, deve verificare le possibilità di mantenimento o di estinzione di eventuali prestiti, la titolarità di eventuali carte di credito e il trasferimento dei titoli, attivando preventivamente un conto titoli nel nuovo istituto. Dunque una regola d’oro in caso di trasferimento del conto corrente è quella di non chiudere mai il vecchio conto prima di averne attivato uno nuovo. Bisogna poi effettuare il trasferimento dei pagamenti periodici, quali bollette, stipendi o forniture servizi, nonché reindirizzare sul nuovo conto i bonifici in entrata. Infatti, i correntisti che – ad esempio – hanno l’accredito dello stipendio o della pensione sul proprio conto dovranno comunicare i riferimenti del nuovo conto al datore di lavoro o all’ente previdenziale (come ad esempio l’Inps).

Inoltre, al fine del trasferimento è importante consegnare alla nuova banca:

  • gli assegni non utilizzati del vecchio conto corrente;
  • le carte bancomat e di credito collegate al vecchio conto;
  • gli estratti conto, dai quali si possano desumere tutti i pagamenti che venivano effettuati sul vecchio conto (es: addebito di utenze domestiche, bonifici periodici, ecc.).

Sarà poi la nuova banca ad occuparsi in concreto della chiusura del vecchio rapporto.

È il caso di segnalare che si può cambiare banca anche via internet e solitamente ogni istituto di credito sul proprio sito web mette online i relativi moduli. In ogni caso sarà necessario, all’esito, consegnare la documentazione cartacea, il carnet di assegni, carte di credito o bancomat presso una filiale della nuova banca. Per quanto riguarda il vecchio rapporto è bene lasciare sul conto corrente l’importo necessario all’eventuale saldo di carte di credito, utenze domestiche in scadenza, spese di gestione ed è consigliato, inoltre, lasciare una piccola somma aggiuntiva per qualsiasi eventualità. Se sono stati emessi assegni non ancora addebitati al momento del passaggio, occorre segnalarlo alla vecchia banca. Sarà necessario poi attendere che vadano all’incasso, lasciando il conto aperto e con fondi sufficienti per garantire il buon fine dei pagamenti pendenti.

Trasferimento conto corrente: quando può esser chiesto?

Il trasferimento del conto corrente può sempre esser chiesto anche se:

  • il vecchio conto ha un saldo negativo;
  • è acceso un mutuo o un finanziamento con il vecchio intermediario o con un altro soggetto finanziatore;
  • sono attivi servizi accessori collegati al rapporto di conto corrente come ad esempio una polizza assicurativa.

Trasferimento conto corrente: gli obblighi della banca

Trasferire il proprio conto corrente in un’altra banca oggi è più facile. Come sin qui rappresentato, infatti, sono le banche presso le quali si apre un nuovo conto a farsi carico di una serie di operazioni legate al passaggio/chiusura del conto, rendendo più semplice per il cliente decidere di abbandonare condizioni di rapporto sfavorevoli per altre più vantaggiose e consentendo il verificarsi del virtuosismo della concorrenza tra gli operatori economici.

Trasferimento conto corrente: entro quando deve avvenire?

L’iter per il trasferimento del conto corrente deve concludersi entro 12 giorni dalla data in cui il cliente firma il modulo di autorizzazione nella nuova banca per avviare la portabilità. La legge, infatti, prevede che dal 14 giugno 2017, le banche che impiegano più di 12 giorni lavorativi per il trasferimento del conto corrente, sono tenute a corrispondere un indennizzo al cliente. L’importo di tale indennizzo è di 40 euro cui si aggiunge una somma variabile data dal prodotto della giacenza del conto da trasferire nel momento della richiesta, dei giorni di ritardo e del tasso massimo ai fini dell’usura in vigore al momento della richiesta di portabilità.

Trasferimento conto corrente: quando non è portabilità?

Dopo tutto quanto esposto bisogna tuttavia precisare che quando il nuovo conto viene aperto presso lo stesso operatore (ad esempio un’altra agenzia) o presso un operatore situato in un Paese straniero, il trasferimento dei servizi di pagamento e del saldo dal vecchio conto è possibile, ma non rientra nella procedura della portabilità.

note

[1] D. lgs. n. 3 del 24.01.2015.

[2] Direttiva 2014/92/UE del 23.04.2014.

Autore immagine: pixabay.com


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