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Scrollare la tovaglia dal balcone

16 Settembre 2019
Scrollare la tovaglia dal balcone

Scuotere la tovaglia e gettare briciole sul balcone del piano inferiore è reato?

Quando hai finito di mangiare, dove butti le molliche di pane e le altre briciole che si raccolgono sulla tavola da pranzo? Qualcuno usa il metodo antico e, senza inibizioni o preoccupazioni per chi vive al piano di sotto, si affretta a scrollare la tovaglia dal balcone. Si tratta di un comportamento che, tuttavia, è poco rispettoso quando i rifiuti finiscono sulla proprietà del vicino, sia essa un altro balcone o il giardino sotto casa. È noto che le briciole richiamano, nella migliore delle ipotesi, l’attenzione degli uccelli e questi sono soliti lasciare gli escrementi là dove mangiano.

Ecco che allora non poche vittime di questa infelice prassi si sono spesso chieste se scrollare la tovaglia dal balcone è reato o comunque un illecito perseguibile nelle aule giudiziarie.

La questione è stata già affrontata dalla giurisprudenza, a dimostrazione di come anche le piccole beghe condominiali abbiano trovato soluzione solo dinanzi al tribunale. Certo, basterebbe un po’ di buon senso, di rispetto, ma mettersi nei panni degli altri non è da tutti. Le vicende tra vicini di casa sono così approdate sino al terzo grado di giudizio e la Cassazione ha fornito il proprio verdetto. È l’occasione per tornare ancora una volta sull’argomento e spiegare se chi scuote la tovaglia può essere ‘denunciato’.

Il reato di getto di cose pericolose

Il Codice penale [1] ha istituito il reato di «getto di cose pericolose». In particolare, tutte le volte in cui una persona getta o versa – in un luogo pubblico, aperto al pubblico o privato ma comune – degli oggetti che possono far male, sporcare o molestare le persone, oppure provochi emissioni di gas, vapori e fumi che producono tali effetti, può essere punito con l’arresto fino a un mese o l’ammenda fino a 206 euro. Si procede d’ufficio anche se la condotta non abbia causato un danno effettivo: basta la semplice potenzialità, il rischio che essa abbia generato per la vittima.

Ad esempio, il reato in questione può scattare quando qualcuno getta, dal proprio balcone o dalla finestra, la spazzatura [2] o altri oggetti pesanti per farli “atterrare” sul cortile o sullo spiazzo condominiale. Stesso discorso vale per i mozziconi di sigaretta che, se anche non sono oggetti pesanti, nel momento in cui finiscono in testa di un passante possono procurargli non minori problemi [3]. Come detto, il reato si configura per il semplice getto della cosa, a prescindere dal fatto che abbia effettivamente procurato una lesione o un’ustione.

La giurisprudenza ha ritenuto integrato il reato di getto di cose pericolose nel caso di chi fa cadere, dal balcone, fango e terriccio dopo aver annaffiato i vasi delle proprie piante [4] o chi non si cura di raccogliere gli escrementi del proprio cane facendoli finire sul giardino di sotto [5]. In particolare, proprio con riferimento all’acqua dei fiori che finisce sul balcone di sotto, i giudici hanno ritenuto che, per configurare l’illecito penale, è necessario che la condotta si ripeta nel tempo e che il colpevole non abbia interrotto il proprio comportamento anche a seguito di diffida del vicino.

Anche se una condanna per getto di cose pericolose può scattare solo quando la vittima è una persona e non un oggetto (ad esempio, non commette l’illecito penale chi tira uova marce contro i vetri di un’auto), bisogna verificare solo se il luogo ove tale getto avviene può essere, anche solo potenzialmente, frequentato da persone. Tale è il balcone: per cui tutto ciò che vi finisce, a patto che possa “offendere”, “sporcare” o “molestare” determina gli estremi del reato in commento.

Scrollare la tovaglia dal balcone è reato?

La Cassazione si è, infine, occupata del comportamento di chi scuote la tovaglia dal balcone o dalla finestra, facendo cadere briciole, avanzi di cibo e altri rifiuti sulla proprietà sottostante. Secondo la Corte [7], non c’è reato di getto di cose pericolose. I giudici ritengono, infatti, che le briciole non possono né far male, né sporcare trattandosi di oggetti di minima dimensione (peraltro facilmente asportabili anche dal vento). Lo stesso principio è stato affermato anche con riferimento a chi sbatte i tappeti.

Come in tutti i casi, però, le sentenze vanno lette e comprese sulla base dei fatti posti all’attenzione dei giudici. Nulla, infatti, potrebbe escludere che, dinanzi a un comportamento reiterato e ad avanzi di cibo di dimensioni consistenti, potrebbe porsi un problema di incriminazione penale. Bisogna, insomma, giudicare la vicenda concreta, con tutti i risvolti probatori presentati in giudizio. E, difatti, non sono mancate sentenze di tribunali di primo e secondo grado che hanno ritenuto integrato il reato per lo scuotimento di tovaglie da pranzo.

Scrollare la tovaglia e risarcimento del danno

Da un punto di vista civilistico, invece, si potrebbero configurare gli estremi del risarcimento solo ove vi sia un effettivo, concreto e dimostrabile danno. Non deve essere, peraltro, un danno irrisorio o solo potenziale.

Non in ultimo, bisogna controllare cosa prevede il regolamento di condominio: questo potrebbe stabilire dei divieti o degli orari; ma affinché una tale clausola sia valida è necessario che il regolamento sia stato approvato all’unanimità.

note

[1] Art. 674 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 44458/2015 del 4.11.2015.

[3] Cass. sent. n. 16459/2013

[4] Cass. sent. n. 15956/2014.

[5] Cass. sent. n. 3206372008..

[6] Cass. sent. n. 9474/2018.

[7] Cass. sent. n. 49983/2015 del 09.04.2015; Cass. sent. n. 27625/2012 del 15.05.2012.


1 Commento

  1. La ‘signora’ che abita sopra di me scrolla tutti i giorni la tovaglia, il mio davanzale è sempre pieno di briciole a volte anche unte che macchiano il marmo. Una volta è caduta perfino una bustina di medicinale ma lei sostiene di non essere colpevole. Io somo al terzo lei è al quarto e l’appartamento al quinto non affaccia sul balcone ma è più indietro. Come posso risolvere? Da regolamento condominiale è espressamente vietato, ma nonostante sia io e che l’amministratore abbiamo chiesto di smettere la ‘signora’ continua.

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