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Malattia: cosa comunicare al datore di lavoro

17 Settembre 2019 | Autore:
Malattia: cosa comunicare al datore di lavoro

Assenza per malattia, assenza alla visita fiscale, protocollo certificato medico: quali sono le comunicazioni obbligatorie per il lavoratore.

Sei ammalato e devi assentarti dal lavoro? Innanzitutto, devi recarti quanto prima, comunque entro 2 giorni dall’inizio della malattia, dal tuo medico curante (o, se questi non è disponibile, dalla guardia medica o da una diversa struttura o un differente professionista, purché convenzionati col Servizio sanitario nazionale): questi, dopo un’accurata visita, confermerà o meno il tuo stato di malattia. In caso positivo, invia telematicamente all’Inps la certificazione medica, nella quale sono indicate, oltre alla diagnosi, le giornate di assenza necessarie.

Attenzione, però: l’invio del certificato medico all’Inps non è l’unico adempimento in caso di assenza per malattia. È fondamentale che tu avverta tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza. Inoltre, a seconda degli accordi applicati, puoi essere obbligato a fornire al datore di lavoro anche il numero di protocollo del certificato medico. Devi anche avvertirlo in caso di assenza dal tuo domicilio durante le fasce orarie per la visita fiscale.

Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di malattia, cosa comunicare al datore di lavoro.

Ricorda che le comunicazioni al datore di lavoro in caso di malattia non sono un adempimento da prendere alla leggera: per chi non adempie, si rischiano sanzioni molto severe, sino al licenziamento disciplinare, nei casi più gravi di inadempimenti ripetuti.

Inoltre, le regole in merito alle comunicazioni da effettuare cambiano a seconda della categoria di appartenenza e del contratto collettivo applicato.

Invio della comunicazione di malattia al datore di lavoro

Se sei ammalato, devi avvertire tempestivamente dell’assenza l’azienda, o la tua amministrazione. Quanto tempo hai per avvertire il datore di lavoro? Il termine entro il quale comunicare la malattia cambia a seconda del contratto collettivo applicato.

Nello specifico, devi avvisare il datore di lavoro (o il dirigente, il tuo preposto, l’amministrazione del personale):

  • prima dell’inizio del turno di lavoro, se la tua azienda applica uno dei seguenti contratti collettivi: Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta, Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare;
  • entro 2 ore dall’inizio del turno lavorativo, se la tua azienda applica il contratto collettivo Autotrasporto;
  • entro 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, se la tua azienda applica uno dei seguenti contratti collettivi: Autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati), Legno/Arredamento, Chimica, Calzature;
  • entro il 1° giorno di assenza, se la tua azienda applica il contratto collettivo Metalmeccanica.

In ogni caso, non sei tenuto all’obbligo di comunicazione nelle ipotesi di giustificato e comprovato impedimento.

Come inviare la comunicazione di malattia al datore di lavoro

Per comunicare la malattia al datore di lavoro devi rispettare le modalità indicate dal contratto collettivo applicato dalla tua azienda. L’importante, comunque, è che tu adotti tutti gli accorgimenti possibili perché la comunicazione giunga tempestivamente al datore di lavoro, e che ti accerti che arrivi a chi di dovere.

Ti consiglio, dunque, di fare una telefonata in amministrazione o in azienda, alla persona o all’ufficio che si occupa di ricevere le comunicazioni per malattia, anche se è possibile comunicare tramite messaggio, fax o e-mail.

Devo comunicare il protocollo del certificato medico al datore di lavoro?

Come abbiamo osservato, il tuo medico provvede, a seguito della visita, a inviare all’Inps il certificato medico telematico con la diagnosi e la prognosi (cioè i giorni di malattia assegnati).

Questo certificato medico è consultabile, attraverso il sito dell’Inps, anche da parte del datore di lavoro (al quale, però, è occultata la diagnosi).

Nonostante il datore di lavoro (o il consulente delegato) possa autonomamente ricercare la certificazione medica, attraverso i servizi online dell’Inps a lui dedicati, sei tenuto a inviare, se gli accordi lo prevedono, il numero di protocollo di trasmissione del certificato medico.

A seconda delle disposizioni del contratto collettivo applicato, o degli accordi individuali, puoi comunicare il protocollo del certificato medico di malattia telefonicamente, tramite e-mail, messaggio o fax.

Che cosa succede se non comunico l’assenza per malattia al datore di lavoro?

Se non comunichi l’assenza all’azienda nei termini prescritti dal contratto collettivo, o la invii in ritardo, devi giustificare l’inadempimento: in caso contrario, può esserti applicata una sanzione disciplinare.

La sanzione disciplinare può esserti inflitta nonostante tu abbia inviato il certificato medico di malattia nei termini [1].

L’invio del certificato medico, difatti, è un obbligo differente rispetto alla tempestiva segnalazione dell’assenza: la comunicazione dell’assenza prima dell’inizio del turno lavorativo è imposta per tutelare la corretta esecuzione dell’attività, e risponde a un interesse del datore di lavoro (e degli utenti dell’azienda o dell’ente) diverso da quello della verifica dell’effettività dello stato di malattia.

Se hai dimenticato di segnalare l’assenza entro i termini previsti, per evitare spiacevoli conseguenze, devi provare l’esistenza di un giustificato impedimento all’invio della comunicazione.

Giustificazione della mancata comunicazione dell’assenza per malattia al datore di lavoro

Come appena osservato, puoi addurre delle ragioni che ti giustifichino per non aver avvertito il datore di lavoro dell’assenza per malattia: le ipotesi per le quali puoi essere giustificato, tuttavia, sono molto più ristrette rispetto ai casi che ti consentono di giustificarti per assenza alla visita fiscale.

Perché tu sia giustificato, deve risultare che , nel concreto, tu sia stato totalmente impossibilitato ad effettuare una comunicazione, anche attraverso una semplice telefonata o un messaggio.

Di conseguenza, risulta sicuramente giustificata la mancata comunicazione dovuta a casi di forza maggiore: un incidente, un grave malore, o comunque una malattia o un infortunio che comportino immediati accertamenti o il ricovero. In questo caso, è ovviamente il personale sanitario ad attestare la gravità della tua situazione.

In assenza di casi di forza maggiore, non è semplice dimostrare di non aver potuto effettuare comunicazioni di alcun genere: provare di non avere utenze telefoniche “fisse” attive e di aver esaurito il credito sul cellulare potrebbe essere una giustificazione insufficiente, se coabiti con qualcuno; senza dimenticare che quasi tutte le compagnie telefoniche prevedono la possibilità di effettuare una chiamata con addebito al destinatario o di ottenere un credito per le emergenze.

Peraltro, ricorda che hai la precisa responsabilità di mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per comunicare tempestivamente l’assenza all’azienda: ad esempio, se affermi di aver perso o dimenticato il telefonino, potresti comunque essere sanzionato per il tuo comportamento negligente.

In ogni caso, se hai inviato la comunicazione di assenza, ma con un leggero ritardo, la mancanza è valutata diversamente, rispetto all’ipotesi di mancata informazione al datore di lavoro, o di segnalazione dell’assenza con forte ritardo.

Sanzioni per mancata comunicazione dell’assenza per malattia al datore di lavoro

Se non segnali tempestivamente al datore di lavoro l’assenza per malattia puoi subire, come abbiamo già osservato, una sanzione disciplinare; se non è prevista specificamente dal contratto collettivo applicato, la sanzione applicata deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

  • rispettare i generali criteri di correttezza e buona fede [2], che vietano reazioni sleali e pretestuose;
  • essere proporzionata con i comportamenti posti in essere dal dipendente [3].

In pratica, la sanzione non può essere eccessiva, rispetto all’inadempimento concreto del lavoratore: nel caso in cui tu contesti la sanzione comminata, e sorga un contenzioso in merito, è il giudice a valutare la proporzionalità della decisione del datore di lavoro rispetto alla tua mancanza.

Comunicazione di cambio indirizzo per la visita fiscale

Ti sei accorto che l’indirizzo indicato nel certificato medico inviato all’Inps non risulta corretto, oppure devi cambiare domicilio durante il periodo di malattia? In questi casi, è indispensabile che tu comunichi la variazione all’Inps, se sei un lavoratore dipendente di un’azienda del settore privato. Puoi effettuare la comunicazione:

  • contattando il call center Inps al numero verde 803164 (06164164 da cellulare); gli operatori, in questi casi, inviano una segnalazione telematica alla sede competente: è consigliabile che ti faccia inviare un sms di conferma o rilasciare il numero di segnalazione;
  • tramite e-mail da indirizzare alla tua sede Inps; l’indirizzo varia a seconda della sede: medicolegale.nomesede@inps.it; ad esempio: MedicoLegale.cagliari@inps.it;
  • tramite fax o raccomandata: in quest’ipotesi è consigliabile che tu invii la comunicazione diversi giorni prima del cambio effettivo di domicilio, per non rischiare che arrivi in ritardo;
  • se devi spostare all’estero l’indirizzo di reperibilità, devi effettuare un’immediata richiesta di autorizzazione alla tua sede Inps prima della partenza.

Ti consiglio di inoltrare la comunicazione anche al tuo datore di lavoro: questi, nel caso in cui dovesse richiedere una visita fiscale, potrà fornire all’Inps l’indirizzo corretto presso il quale reperirti.

Se sei un dipendente pubblico, devi contattare direttamente la tua amministrazione di riferimento.

Come comunicare l’assenza alla visita fiscale al datore di lavoro?

Se sei un dipendente di un’azienda del settore privato, quasi sicuramente saprai che devi essere reperibile, presso il domicilio indicato all’Inps nel certificato medico, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. L’orario è invece dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 se sei un dipendente pubblico.

Durante queste fasce orarie, può passare il medico dell’Inps per la visita fiscale, ossia per l’accertamento sanitario relativo allo stato di malattia.

In base al contratto collettivo applicato, puoi essere obbligato a comunicare al datore di lavoro l’allontanamento dal tuo domicilio durante le fasce orarie di reperibilità. La comunicazione può essere effettuata con diverse modalità, come sms, telefono, mail e fax.

Se risulti assente alla visita fiscale senza aver informato il datore di lavoro, puoi subire una sanzione disciplinare anche se l’assenza è dovuta ad un giustificato motivo. Per sapere per quali motivi puoi essere giustificato dall’assenza alla visita: Assenza giustificata visita fiscale.

Se il tuo contratto collettivo, o il regolamento aziendale, o gli accordi individuali, non prevedono l’obbligo d’informare il datore di lavoro per assenza alla visita fiscale, è consigliabile inviargli una comunicazione tempestiva in ogni caso; il datore di lavoro, difatti, tramite gli appositi servizi telematici, può comunicare l’assenza all’Inps.

Ad ogni modo, sei tenuto a fornire un’idonea documentazione giustificativa dell’assenza alla visita fiscale, anche se hai effettuato la comunicazione.

Come giustificare l’assenza alla visita fiscale?

Se devi  giustificare l’assenza dal proprio domicilio durante le fasce di reperibilità, e la motivazione dell’assenza è di natura sanitaria, sei tenuto a trasmettere all’Inps la relativa documentazione.

Quest’adempimento è obbligatorio se sei un dipendente pubblico, o un lavoratore dipendente di un’azienda del settore privato che non riceve l’indennità di malattia dall’Inps, ma dal datore di lavoro: è difatti il datore, in queste ipotesi, a dover decidere se giustificare l’assenza durante le fasce di reperibilità. L’Inps, a seguito della ricezione della documentazione, fornisce invece soltanto un parere sull’opportunità di giustificare, o meno, l’assenza.

Gli esiti della valutazione dell’Inps sono messi a disposizione del datore di lavoro, che può consultarli online, attraverso il servizio web messo a disposizione dall’istituto: “Richiesta visite mediche di controllo/ consulta verbale giustificabilità [4]”.

Grazie a questo servizio, non sei tenuto a inviare al datore di lavoro la valutazione dell’Inps sulla giustificazione dell’assenza in formato cartaceo, in quanto può consultarla online. L’ufficio medico-legale dell’Inps è comunque tenuto a consegnarti il parere sulla giustificabilità dell’assenza.


note

[1] Cass. sent. n. 2023 del 04.02.2015.

[2] Artt. 1175 e 1375 Cod. Civ.

[3] Cass. Sent. 1481 del 10.02.2000.

[4] Messaggio Inps 1270/2019.

Autore immagine: 123rf.com


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