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Come chiedere formula esecutiva sentenza

3 Ottobre 2019 | Autore:
Come chiedere formula esecutiva sentenza

Spedizione in forma esecutiva: cos’è, come funziona, chi può chiederla e in cosa consiste? Come chiedere la formula esecutiva su sentenza telematica?

Il procedimento civile è un lungo percorso al termine del quale il giudice pone fine alla conflittualità tra le parti stabilendo chi di esse ha ragione e chi, invece, torto. La sentenza del magistrato, in realtà, mette la parola fine solamente ad una parte del processo e, allo stesso tempo, rappresenta l’inizio di una nuova fase: quella d’esecuzione. La sentenza del giudice stabilisce, sulla carta, ciò che deve essere fatto per tutelare le ragioni della parte vittoriosa: ad esempio, il confinante deve abbattere il muro che ha illegittimamente costruito senza tenere conto delle distanze, oppure il debitore deve pagare una determinata somma al creditore, e così via. Il problema che si pone dopo l’emissione della decisione è quello di darle attuazione concreta: è qui che diviene importante come chiedere la formula esecutiva di una sentenza.

Devi sapere che, per poter attuare il comando contenuto nella sentenza, non si può semplicemente prenderla e sbandierarla sotto il naso della parte soccombente: occorre invece che l’avvocato si rechi presso la cancelleria del giudice che ha firmato il provvedimento e chieda l’apposizione, sullo stesso, della ben nota formula esecutiva. Solamente dopo questo adempimento si potrà avviare l’esecuzione forzata della sentenza nel caso in cui la controparte si ostini a non rispettare i propri obblighi. Con questo piccolo contributo vorrei spiegarti come si chiede la formula esecutiva di una sentenza.

Cos’è la formula esecutiva?

Per poter cominciare la nostra disamina, occorre obbligatoriamente spiegare cosa sia la formula esecutiva che viene apposta sulle sentenze. A fornirci i chiarimenti necessari è, come sempre, la legge [1], secondo cui le sentenze e gli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria, per valere come titolo per l’esecuzione forzata, debbono essere muniti della formula esecutiva, salvo che la legge disponga altrimenti.

Da questa breve definizione comprendiamo la funzione della formula esecutiva: essa serve per poter procedere con l’esecuzione forzata nel caso in cui la parte soccombente, a cui la sentenza deve essere notificata, non voglia adempiere spontaneamente all’ordine del giudice.

Dopo un lungo processo, il giudice riconosce a Tizio un risarcimento del danno pari a diecimila euro per il sinistro causato da Caio. Caio non ha intenzione di pagare la somma stabilita dal giudice; pertanto, l’avvocato di Tizio dovrà chiedere alla cancelleria del giudice che sulla sentenza venga apposta la formula esecutiva, di modo che, dopo le dovute notifiche, si possa procedere coattivamente nei confronti di Caio.

Chi può chiedere la formula esecutiva sulla sentenza?

Secondo la legge, la spedizione del titolo in forma esecutiva (altro modo per indicare l’apposizione della formula esecutiva sulla sentenza) può farsi soltanto alla parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento, o ai suoi successori, con indicazione in calce della persona alla quale è spedita.

In pratica, la persona legittimata a chiedere il rilascio della formula esecutiva presso la cancelleria competente è solamente colei che è direttamente interessata dalla sentenza, cioè la parte processuale o i suoi successori, purché sia quella risultante vittoriosa.

In altre parole, soltanto chi ha interesse all’esecuzione della sentenza può chiederne la spedizione in forma esecutiva. Inutile dire che, al posto del cliente, può presentarsi il suo avvocato.

Formula esecutiva: in cosa consiste?

Dici “formula” e pensi a un rito magico, a qualcosa di astruso e incomprensibile. In realtà, la formula esecutiva altro non è che una didascalia, un’indicazione che viene apposta sul retro della sentenza (o meglio, come ti spiegherò, sul retro della copia conforme).

Secondo la legge, la spedizione in forma esecutiva consiste nell’intestazione «Repubblica Italiana – In nome della legge» e nell’apposizione da parte del cancelliere o notaio o altro pubblico ufficiale, sull’originale o sulla copia, della seguente formula:

«Comandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti e a chiunque spetti, di mettere a esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza, e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi, quando ne siano legalmente richiesti».

Chi appone la formula esecutiva?

Come avrai compreso, quando si tratta di sentenze del tribunale la formula esecutiva viene apposta dal cancelliere addetto all’ufficio di riferimento del giudice responsabile del provvedimento. Per poter chiedere che una sentenza vanga spedita in forma esecutiva, dunque, occorre farne esplicita richiesta (anche orale va bene) al cancelliere competente.

L’apposizione della formula esecutiva è un’operazione delicata, che richiede attenzione: essa, infatti, presuppone un controllo da parte del cancelliere circa la legittimazione del richiedente ad avvalersi del titolo e circa gli ulteriori aspetti formali in ordine all’esistenza del titolo stesso ed alla sua esecutività.

Per quanto riguarda il primo aspetto, abbiamo detto che solamente la parte (o il suo rappresentante) interessata all’esecuzione del provvedimento può chiedere il rilascio del medesimo con formula esecutiva. Per ciò che concerne l’esecutività della sentenza, il cancelliere dovrà rifiutare la formula allorché risulti che il provvedimento non sia, in realtà, esecutivo: pensa ad esempio al decreto ingiuntivo che non sia stato dichiarato provvisoriamente esecutivo.

Dove si appone la formula esecutiva?

La formula esecutiva non viene apposta sull’originale del provvedimento, fatta eccezione per il caso dell’ordinanza con cui il giudice convalida la licenza o lo sfratto o dell’atto che rimane in cancelleria o presso il pubblico ufficio, ma su una copia conforme all’originale.

In pratica, la formula esecutiva (quella che recita «comandiamo a tutti gli ufficiale giudiziari …») viene apposta solo sulle copie che dovranno essere utilizzate dalla parte vittoriosa per l’esecuzione insieme all’atto di precetto.

Formula esecutiva sentenze estratte dal fascicolo telematico

Forse sarai al corrente del fatto che oggi il processo civile è diventato telematico: per iscrivere una causa a ruolo non occorre più recarsi fisicamente in tribunale, ma basta semplicemente mettersi al computer e procedere con i programmi dedicati agli avvocati. Ma non solo: tutte le memorie e le istanze degli avvocati, nonché i provvedimenti dei giudici, vengono oramai depositati telematicamente e comunicati via pec.

Ciò significa che la sentenza del giudice sarà rinvenibile direttamente all’interno del portale, e di qui potrà essere scaricata cartaceamente dagli avvocati o dai cancellieri. Come chiedere la formula esecutiva su una sentenza estratta dal fascicolo telematico, cioè presente nel portale sotto forma di file?

Il problema non è di poco conto visto che gli avvocati hanno il potere di stampare i provvedimenti presenti nel fascicolo telematico e dichiarare la conformità delle copie così ottenute ai corrispondenti file del fascicolo telematico.

Dunque, il cancelliere potrà apporre la formula esecutiva direttamente sulla copia cartacea che gli presenta l’avvocato, oppure dovrà proseguire ad osservare le consuete modalità di rilascio di copia esecutiva, provvedendo egli stesso, su richiesta di parte, all’estrazione della copia, alla sua certificazione di conformità all’originale con contestuale spedizione in forma esecutiva?

Si deve ritenere che solamente il cancelliere possa provvedere a spedire in forma esecutiva una sentenza, visto che la legge, a tal proposito, è molto chiara:  il cancelliere rilascia la copia in forma esecutiva a norma quando la sentenza o il provvedimento del giudice è formalmente perfetta; la copia deve essere munita del sigillo della cancelleria [2].

Deve pertanto ritenersi che le attività di spedizione e di rilascio della copia esecutiva sono proprie del cancelliere, che deve individuare la parte a favore della quale rilascia la copia.

Come chiedere telematicamente la formula esecutiva?

È possibile chiedere direttamente per via telematica l’apposizione delle formula esecutiva? La risposta è positiva: l’avvocato interessato ad ottenere la spedizione in forma esecutiva di una sentenza presente sul portale telematico può farne richiesta alla cancelleria competente direttamente tramite computer.

Solo la richiesta, però, è telematica: il ritiro dell’atto spedito in forma esecutiva va fatto comunque presso l’ufficio della cancelleria, in quanto il rilascio della formula esecutiva va fatto materialmente sulla sentenza cartacea, così come spiegato nei paragrafi precedenti.

Su quali sentenze si può apporre la formula esecutiva?

Quali sono le sentenze che possono essere spedite in forma esecutiva? Le sentenze e i provvedimenti che richiedono l’apposizione della formula esecutiva sono quelli che, una volta pronunciati, presentano l’idoneità a divenire titoli esecutivi, ossia a fondare l’esecuzione forzata tipica o in senso tecnico.

Si tratta delle sentenze di primo grado di condanna le quali, contrariamente alle sentenze penali, sono provvisoriamente esecutive tra le parti [3], salva la sospensione dell’efficacia esecutiva o dell’esecuzione richiesta e concessa proponendo impugnazione [4]. Appartengono a questo gruppo:

  • sentenze di condanna recanti trasferimento o costituzioni di diritti reali su beni immobili o su autoveicoli;
  • sentenze di condanna al pagamento di somme o altre prestazioni o alla consegna di beni di qualsiasi tipo;
  • sentenze che pronunciano condanna a favore del datore di lavoro;
  • sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore con la particolarità che all’esecuzione delle stesse si può procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza;
  • sentenze di condanna che definiscono controversie in materia di locazione e di comodato di immobili urbani e di affitto di aziende, all’esecuzione delle quali può procedersi con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza;
  • sentenze che accolgono in tutto o in parte l’opposizione a decreto ingiuntivo;
  • sentenze pronunciate nei giudizi relativi a controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie.

Sono poi esecutive le sentenze pronunciate in grado d’Appello, salva la sospensione dell’esecuzione a seguito di impugnazione, e le sentenze della Corte di Cassazione pronunciate in ultima istanza.


note

[1] Art. 475 cod. proc. civ.

[2] Art. 153 disp. att. cod. proc. civ.

[3] Art. 282 cod. proc. civ.

[4] Art. 283 cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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3 Commenti

    1. Sono d’accordo; se non viene spiegato come, materialmente, richiedere telematicamente l’apposizione della formula esecutiva dal programma di accesso (es. cliens) questa pagina è praticamente inutile

      1. L’apposizione della formula esecutiva deve essere richiesta presso la cancelleria del tribunale o giudice di pace che ha emesso la sentenza. La richiesta può essere effettuata dal legale di una delle parti, costituito nella causa cui la sentenza si riferisce, oppure da altro legale munito di procura di una delle parti.Alcuni tribunali hanno fornito indicazioni specifiche per la richiesta di formula esecutiva, da effettuarsi telematicamente mediante istanza depositata nel fascicolo telematico della causa.Per l’apposizione della formula esecutiva occorre versare i diritti di copia, comunicati dalla cancelleria e variabili in base al numero di pagine della sentenza. Se l’apposizione è richiesta con urgenza, i diritti di copia sono maggiorati.Decorso qualche giorno dalla richiesta, è possibile ritirare in cancelleria la copia della sentenza munita di formula esecutiva.

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