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L’annuncio di Renzi: Pd alla scissione

16 Settembre 2019
L’annuncio di Renzi: Pd alla scissione

Gruppi renziani già in settimana: le reazioni all’aria di crisi nella sinistra. 

«La decisione di andarcene è presa. Che senso ha aspettare ancora? Per ascoltare l’ennesimo appello, magari nemmeno del tutto sincero, all’unità?». Un big renziano parla così dell’addio, che ormai pare imminente, al Pd.

La decisione è presa“, conferma, e domani potrebbe essere Matteo Renzi, ospite di ‘Porta a Porta’, a parlarne. O quanto meno a chiarire l’accelerazione delle ultime ore verso la scissione. «Frenature? Non credo ci saranno», spiega la stessa fonte all’Adnkronos.

Tanto che, forse già in settimana, potrebbero nascere i nuovi gruppi renziani: venti deputati per formare un gruppo autonomo a Montecitorio e una pattuglia di senatori che andrà nel Misto.

Tra i deputati coinvolti nell’operazione il vicepresidente Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, i due sottosegretari Ivan Scalfarotto e Anna Ascani, Michele Anzaldi, Luciano Nobili, Luigi Marattin (in pole come capogruppo), Silvia Fregolent, Mauro Del Barba, Carmelo Miceli.

«Non stiamo facendo campagna acquisti. L’ultima telefonata di un deputato interessato mi è arrivata stamattina…». Al Senato i numeri saranno più contenuti e con Renzi dovrebbe spostarsi con ogni probabilità il fedelissimo Francesco Bonifazi ma non Andrea Marcucci che, gli stessi renziani, vorrebbero restasse capogruppo.

Tra i parlamentari che potrebbero seguire Renzi anche Roberto Giachetti che stamattina ha pubblicato un video su Fb per annunciare intanto le dimissioni dalla Direzione dem in quanto “frontman” del no ad ogni ipotesi di accordo con i 5 Stelle. «Non potrei continuare a stare in una cabina di regia politica che deve sostenere questo progetto, non essendone convinto fino in fondo. Dentro di me non possono nascondere i dubbi che ho».

Dubbi che, invece, potrebbe essere esplicitati nei nuovi gruppi renziani. Nascono con l’impegno di sostenere il governo (Teresa Bellanova da ministro sarà capodelegazione palazzo Chigi) e su questo si vuole rassicurare sia M5S che il premier Giuseppe Conte. Ma con l’intento di segnalarsi per una linea non accomodante con i 5Stelle.

I ‘renziani moderati‘ di Base riformista, la componente Lotti-Guerini, restano nel Pd. Alessia Morani e Simona Malpezzi, oggi lasciando palazzo Chigi dopo il giuramento da sottosegretari, sembrano confermarlo. “Faccio un appello all’unità, io mi auguro che nessuno faccia una scelta incomprensibile per gli elettori”, dice Morani e Malpezzi: “Il Pd è una casa plurale dove c’è spazio per tutti”.

Le reazioni all’imminente uscita di Renzi dal Pd sono amareggiate. Inutile dirlo. “Credo che Renzi, come Carlo Calenda, s’illuda sulla dimensione effettiva dell’area moderata. La domanda centrista che c’è è già rappresentata dal Pd”. Lo dice Stefano Fassina (Leu), sull’annunciata separazione dal Pd dell’ex Presidente del Consiglio, in un’intervista a ‘La Verità’.

Anche Letta è critico: «Una scissione nel Pd? Non sono minimamente preoccupato, la ritengo una cosa non credibile. Non c’è alcuno spazio per una scissione a freddo, e parlare di separazione consensuale non ha senso». Lo dice l’ex premier ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital.

«Renzi è stato tra quelli che hanno fatto un lavoro molto importante per arrivare a questa soluzione politica – dice a proposito della nascita del governo giallorosso – e ora che questa soluzione politica c’è la rottura avviene perché non c’è un ministro di Pontassieve? Francamente mi sembra difficile spiegarlo agli italiani, e siccome Renzi è intelligente lo sa benissimo. Fare la scissione non ha senso logico. Non so perché la evocano di continuo, ma in questo momento non è credibile. Salvini dov’è saltato? Sull’arroganza. Gli italiani lo hanno visto come uno che non aveva chiaro il fatto che se punti a palazzo Chigi è per servire il Paese, non per servirti del Paese. Qui c’è bisogno da parte di tutti di unità e umiltà».

Alessia Morani, sottosegretario Mise, lasciando palazzo Chigi così commenta l’uscita di Renzi: «Faccio un appello all’unità, io mi auguro che nessuno faccia una scelta incomprensibile per gli elettori».

«Mi auguro che non accada. Io sono nostalgico di un Pd che univa le culture riformiste. Quando se ne sono andati Bersani e gli altri è stata una perdita. E se se ne andasse Renzi sarebbe un’altra grave perdita”. Lo ha detto Walter Verini, parlamentare del Partito democratico, ad Agorà Rai Tre.

«Non posso che dire nuovamente agli amici del Pd che vogliono lasciare il partito di pensarci bene, perché abbiamo bisogno di un partito forte e plurale. E credo che con questo nuovo Governo ci siano tutte le condizioni per lavorare uniti, perché abbiamo dimostrato che uniti si può far bene”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, parlando a margine dell’inaugurazione di una scuola nel capoluogo toscano.

«Io penso – ha aggiunto Nardella – che passare la giornata a commentare una scissione che ancora non è nei fatti sia sbagliato: quando le cose saranno concrete allora le commenteremo. Posso solo dire che per quanto mi riguarda rimango nel Pd, e penso che anche tutti gli altri debbano riflettere molto, perché uniti siamo più forti, divisi siamo più deboli».

«Sono convinto – ha concluso Nardella – che dobbiamo rimanere uniti e penso che Matteo Renzi possa ancora far bene nel nostro partito, come ha dimostrato anche in questa fase delicata che ci ha portato a dare vita ad un nuovo governo di fronte a una situazione economica del paese molto, molto delicata».



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