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Come abbassare il diabete?

9 Ottobre 2019 | Autore:
Come abbassare il diabete?

Si può prevenire e tenere sotto controllo la glicemia con uno stile di vita adeguato che comprenda sport e dieta equilibrata. Quando interviene la medicina.

Più di 400 milioni di persone nel mondo soffre di diabete. Circa 3 milioni in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, il che rappresenta il 5,3% della popolazione. A cui bisogna aggiungere altre centinaia di migliaia di persone che non sanno di averlo. Un dato preoccupante, a tal punto che, anche se negli ultimi anni – sempre dati alla mano – è stato registrato un leggero calo, si teme che nel 2030 le persone affette da questa malattia saranno almeno 5 milioni. Si manifesta, soprattutto, in età adulta, ma sono quasi 20mila i bambini che ne soffrono. Colpa di uno stile di vita sbagliato? Anche, ma non solo. Quel che è certo è che chi si chiede come abbassare il diabete non può ignorare le proprie scelte sull’alimentazione, sull’attività fisica che fa (o che non fa), su determinate abitudini che sarebbe meglio archiviare una volta per tutte (fumo e consumo di alcolici, tanto per elencarne solo un paio).

Il diabete si manifesta nel momento in cui il pancreas non produce la sufficiente insulina per tenere a bada la quantità di zucchero nel sangue oppure quando il nostro corpo non riesce a sfruttare questo ormone nel modo più adeguato ed efficace. È qui che per abbassare il diabete, cioè il livello di glicemia, si deve intervenire con uno stile di vita adeguato.

Ci sono dei fattori che decisamente non aiutano chi soffre di diabete: l’obesità, la sedentarietà, l’abuso di sigarette o di alcol, il consumo di cibi ricchi di grassi saturi e di zuccheri, l’ipertensione, e tanti altri che vedremo di seguito. Evitare tutto questo è una prima risposta da dare a chi si chiede come abbassare il diabete.

Diabete: che cos’è?

L’abbiamo appena accennato: il diabete sorge quando il pancreas non riesce a produrre la quantità di insulina necessaria a regolare la glicemia. L’insulina, infatti, è un ormone che permette al glucosio di entrare nelle cellule del nostro organismo e di diventare per noi una fonte di energia. Quando l’ormone viene a mancare o, comunque, non c’è in quantità sufficiente, il processo si blocca e lo zucchero si accumula in eccesso nel sangue provocando il diabete. Recenti studi hanno affermato che oggi è possibile diagnosticare il diabete dagli occhi, attraverso uno studio del cristallino.

Esistono, secondo la comunità scientifica, tre tipi di diabete:

  • il diabete mellito di tipo 1;
  • il diabete mellito di tipo 2;
  • il diabete gestazionale.

Il diabete mellito di tipo 1

Colpisce il 10% di chi soffre di questa malattia ed è chiamato anche giovanile o insulino-dipendente, perché si manifesta soprattutto nella giovane età (prima infanzia e adolescenza) e si può trattare soltanto con l’insulina.

È una patologia autoimmune, vale a dire determinata da un’alterazione del sistema immunitario che distrugge le cellule dell’organismo non riconosciute e contro le quali vengono prodotti degli anticorpi. In questo caso specifico, gli anticorpi attaccano e distruggono le cellule del pancreas che producono l’insulina. I sintomi che si manifestano con maggiore frequenza, oltre all’eccessiva concentrazione di zucchero nel sangue, sono fame anomala, sete, urine abbondanti e frequenti e un immotivato dimagrimento.

Il diabete mellito di tipo 2

Colpisce tutti gli altri casi di diabete, cioè il 90% delle persone che hanno questa malattia. Di norma, si manifesta in età adulta (la maggior parte dei pazienti ha almeno 64 anni), anche se ultimamente aumentano i casi di diabete mellito di tipo 2 negli adolescenti, specialmente se da bambini hanno avuto problemi di obesità.

Nella maggior parte dei casi, oltre i sintomi sopra citati, i pazienti accusano un’insufficiente produzione di insulina e, contemporaneamente, un’inadeguata risposta all’ormone.

Il diabete gestazionale

Si tratta di un particolare tipo di diabete che può presentarsi durante la gravidanza e che, col passare del tempo, tende a regredire, anche se negli anni può presentarsi di nuovo sotto forma di diabete mellito 2. Il diabete gestazionale va tenuto sotto controllo perché è in grado di creare delle complicazioni durante la gravidanza e al parto, nonché delle malformazioni al feto.

Pertanto, se i livelli di glucosio nel sangue appaiono più alti rispetto ai valori normali, è necessario intervenire con l’insulina.

Diabete: cosa si rischia?

Ma quali possono essere le conseguenze di un diabete trascurato? Quelle del diabete gestazionale le abbiamo appena elencate. Quelle degli altri due tipi possono essere piuttosto pesanti. Nel dettaglio, il diabete è:

  • la causa principale di cecità nel mondo: gli alti livelli di glucosio nel sangue danneggiano i microvasi della retina in modo irreversibile;
  • la seconda causa in Italia di insufficienza renale per la compromissione dei vasi sanguigni dei reni;
  • un fattore che aumenta la probabilità di ipertensione, di infarto, di ictus e di epilessia;
  • la principale causa di amputazioni di arti nel mondo per i danni provocati al sistema nervoso periferico.

Diabete: si può prevenire?

Come abbiamo detto, il diabete insorge nel momento in cui il pancreas non produce più la quantità di insulina necessaria a tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue. Va da sé, quindi, che una corretta prevenzione del diabete deve passare obbligatoriamente da una dieta equilibrata prescritta da un esperto in materia.

Questa terapia alimentare conterrà basse quantità di zuccheri, di sale e di carboidrati, molte fibre, condimenti leggeri. Il tutto accompagnato da una regolare attività fisica: basta una camminata a passo svelto mezz’oretta al giorno, anche se, ovviamente, sarà l’esperto a dire il tipo e la quantità di attività da fare in base al soggetto.

Diabete: come abbassarlo?

Per tenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue, vale quanto detto poco fa: sano stile di vita, alimentazione equilibrata ed esercizio fisico.

Tuttavia, chi soffre di diabete potrebbe avere bisogno di un altro supporto. Ad esempio, chi è affetto da diabete mellito di tipo 1 dovrà, per forza, fare ricorso all’insulina più volte durante il giorno.

In determinati casi, cioè quando la dieta e l’attività fisica non sono sufficienti ad abbassare il glucosio, può rendersi necessario l’antidiabetico orale, un farmaco in grado di stimolare la produzione di insulina da parte delle cellule del pancreas o di aiutare i tessuti ad utilizzare in modo efficace i zuccheri come fonte energetica.

Altra alternativa è quella della chirurgia per il trattamento dell’obesità patologica, in grado di abbassare il diabete mellito di tipo 2.

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2 Commenti

  1. Hanno il triplo delle possibilità di contrarre il diabete gli autisti, gli addetti alle pulizie e del settore manifatturiero.Il rischio di diabete? Dipende anche dal lavoro che si fa. Autisti, lavoratori del settore manifatturiero e addetti alle pulizie sono i mestieri che espongono al maggior pericolo: per loro le chance di incappare nella ‘malattia del sangue dolce’ sono 3 volte maggiori rispetto, ad esempio, agli insegnanti universitari o ai fisioterapisti.

  2. Fra le donne, la prevalenza del diabete era più alta tra le lavoratrici del manifatturiero (6,4%), le assistenti di cucina (5,5%) e le addette alle pulizie (5,1%) e la più bassa tra le dirigenti specializzate (1,2%). Un’analisi separata degli over 55 ha rivelato che, negli uomini, la prevalenza del diabete era del 14,9% nei lavoratori manifatturieri, del 14,2% nei conducenti di veicoli a motore e del 13,1% negli impiegati d’ufficio.Nelle donne di età superiore ai 55 anni, la prevalenza più elevata è stata osservata nelle operaie del manifatturiero (10,7%), nelle assistenti di cucina (8,7%) e nelle addette alle pulizie (8,3%).L’incidenza del diabete standardizzata per età (cioè il numero di nuovi casi per 1.000 persone all’anno) è risultata complessivamente di 5,19 (6,36 negli uomini; 4,03 nelle donne); ma, ancora una volta, sono emerse notevoli differenze a livello di stato professionale.Tra gli uomini, l’incidenza è più alta tra i lavoratori del settore manifatturiero (9,41), i conducenti di autoveicoli (9,32), gli operatori di impianti mobili tra cui l’agricoltura (8,31), gli assistenti personali (8,17) e gli addetti ai trasporti (7,87); il più basso tra insegnanti universitari (3,44), architetti e ingegneri civili (3,83).Per le donne, l’incidenza è apparsa più alta tra le addette al manifatturiero (7,2), alle pulizia (6,18), alle cucine (5,65), fra le cameriere e le governanti (5,01), mentre il valore più basso è stato quello di fisioterapiste e igieniste dentali (2,20), scrittrici e artiste (2,27).

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