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Clownterapia negli ospedali: cos’è e a cosa serve

4 Ottobre 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini
Clownterapia negli ospedali: cos’è e a cosa serve

Tecniche giocose che rinforzano il sistema immunitario, agiscono sulla soglia del dolore, riducendo ansia e stress.

“Il riso fa buon sangue” recita un noto proverbio ed in effetti sembra esserci una strettissima correlazione tra lo stato dell’umore e il senso di benessere generale; ovvero più sei in forma e più il sistema immunitario fa bene il suo lavoro, proteggendo l’organismo dall’attacco delle malattie. E in caso di malattia già insorta può il sorriso, o meglio la terapia del sorriso, essere di qualche aiuto? A giudicare dal proliferare di associazioni di clownterapeuti in giro per il mondo, sembra proprio di sì. La terapia del sorriso è nota infatti anche come clownterapia i cui esordi avvengono in California per merito del medico e scrittore Patch Adams, reso ancora di più noto a seguito del film con Robin Williams. Ma nello specifico la clownterapia negli ospedali cos’è e a cosa serve?

Se vuoi saperne di più, questo approfondimento può tornare utile, visto che prima o poi può capitare di fare ingresso negli ospedali per degenze più o meno gravi o lunghe. Se poi ad essere coinvolti in terapie invasive dovessero essere i più piccoli, sapere se nell’ospedale in questione sono operative le equipe dei clownterapeuti potrebbe tornare utile per un duplice ordine di motivi. Oltre infatti a lenire i momenti di tristezza, la terapia del sorriso rende i pazienti più ricettivi nei confronti delle terapie farmacologiche. È stato, infatti, statisticamente provato che momenti di allegria e spensieratezza nelle corsie degli ospedali possono rivelarsi validi alleati delle cure farmacologiche.

Cos’è la clownterapia?

Come già anticipato, la clownterapia o “terapia del sorriso” consiste nell’applicare le tecniche di clownerie all’interno di determinati ambiti, come quello sanitario, al fine di apportare degli effetti benefici sull’umore dei pazienti e dei loro familiari e assistenti. Detta in parole più semplici, le arti del clown che siamo abituati a vedere all’interno degli ambienti circensi, con tanto di nasi a palline rosse, scarpe extra-large, occhialoni e strumentazioni strampalate, si trasferiscono nelle camere di degenza ospedaliera.

Ma come si fa a conciliare il sorriso con reparti dove si effettuano trattamenti pesanti, come ad esempio quelli di tipo oncologico? Non c’è forse il rischio di tirare troppo la corda con queste giocolerie ed irritare chi soffre nel corpo e nell’anima? In realtà la linea di confine tra ciò che può risultare gradito o sgradito è abbastanza sottile; infatti non è possibile improvvisarsi clownterapeuta, ma al contrario occorre una ben specifica formazione propedeutica, che però nulla ha a che fare con la medicina, come si vedrà nel paragrafo che segue.

Chi sono i clownterapeuti?

Le persone che rivestono il ruolo di clownterapeuti, come anticipato sopra, non sono medici, ma nemmeno persone scelte a caso. La clownterapia viene, infatti, messa in pratica da persone che in linea di massima appartengono ad enti privati, associazioni, cooperative, fondazioni che tra i loro scopi hanno appunto quello di esercitare attività di tipo artistico-ludico a scopo benefico. In più, queste persone sono spesso animate dall’intento di portare sollievo a chi soffre e per farlo, scelgono appunto di vestire i panni di un clown. Una volta camuffati in questi modi bizzarri, i clownterapeuti entrano in relazione con le persone ospedalizzate o comunque in difficoltà, tenendo però nel dovuto conto lo stato fisico di chi incontrano.

Per cui se un paziente è stato da poco riportato in camera dopo un intervento in sala operatoria e ha bisogno di riposare, non verrà disturbato. Mentre se un bambino è triste perché è costretto a letto per i più svariati motivi, non potrà che ricevere beneficio alla vista di questi strani tipi che sono lì per rompere degli schemi, creando atmosfere magiche di gioco e spensieratezza, per quanto possibile. Non si deve però dimenticare che per diventare clownterapeuta è necessario aver seguito dei corsi di formazione, per cui questi clown di corsia sono volontari appositamente formati per operare nel settore socio-sanitario.

Come si riconoscono i clownterapeuti?

Questi terapeuti del sorriso indossano quasi sempre un camice, ma non c’è rischio che si possano confondere con il personale sanitario “regolare” quali medici e infermieri. Infatti come sopra accennato, i clownterapeuti, come minimo, si presentano con un naso rosso, possono altresì essere più o meno truccati con lentiggini o altro, possono indossare cappellini o presentarsi muniti di attrezzi bizzarri. Il tutto dipende anche dal reparto ospedaliero in cui si trovano ad operare. Una volta catturata l’attenzione dei più piccoli in questo modo, i clownterapeuti potrebbero poi passare alle presentazioni ed anche in questo frangente si avranno delle sorprese. Nessuno infatti si presenterà col suo nome di battesimo, ma piuttosto farà sfoggio di un bizzarro nome d’arte come Dottor Sorriso, Picchio Pacchio, Ginotondo, Dottor Ragù, Spagotto e chi più fantasia ha, più ne metta. Oltre al nome d’arte, i clown dottori esibiscono poi un tesserino di riconoscimento.

Cosa fanno i clownterapeuti?

Una volta rotto il ghiaccio iniziale con i pazienti, i terapeuti del sorriso daranno fondo alle varie tecniche di derivazione teatrale, dell’improvvisazione, o dell’arte del clown, coinvolgendo a poco a poco le persone grandi e piccine. Potrebbe anche capitare di vedere un’alleanza terapeutica tra il medico e il clownterapeuta, al fine magari di spingere i pazienti più piccoli a sottoporsi alle cure del caso e a collaborare con il personale sanitario. Quindi non solo sorrisi, ma anche cure mediche assicurate.

In quali location agiscono i clownterapeuti?

Il lavoro dei clownterapeuti è rivolto principalmente ai luoghi dove vengono praticate cure alle persone nel senso più ampio del termine, pertanto non solo all’interno di strutture ospedaliere, ma anche case di riposo, case-famiglia, orfanatrofi, centri diurni, centri di accoglienza. Quindi possono essere destinatari e interlocutori dei clownterapeuti sia grandi che piccini; è stato infatti provato che il gioco e la leggerezza sono in grado di apportare benefici influssi a tutti, oltre ad alleviare lo stato di ansia e la sofferenza di cui si può essere preda, specie in particolari momenti della vita.

Quali benefici può apportare la clownterapia?

Gli esperimenti fino ad oggi compiuti sembra abbiano largamente dimostrato come l’allegria sia in grado di produrre una serie di effetti positivi per l’intero organismo come:

  • rilassamento del corpo;
  • rafforzamento del sistema immunitario;
  • benefici per il sistema respiratorio;
  • riduzione della percezione del dolore;
  • miglioramento della circolazione del sangue e della pressione arteriosa;
  • riduzione dello stress e dell’ansia.

Per cui se è notorio che non fa piacere a nessuno varcare la soglia dei nosocomi, né tantomeno pensare di restarci in attesa di diagnosi, controlli, trattamenti e operazioni, sapere che ci sono dei terapeuti che si occupano di far riaffiorare il sorriso sulle labbra, può magari rappresentare una seppur piccola consolazione.

Clown di corsia in Italia

Stando alle ultime rilevazioni, ad oggi possono dirsi migliaia i volontari che decidono di dedicare parte del proprio tempo libero a rallegrare i pazienti, a vario titolo, ricoverati nei luoghi di cura. Le associazioni presso cui i volontari sono iscritti sono a loro volta riunite e federate in organizzazioni a carattere nazionale e internazionale. Tra le più importanti, a titolo esemplificativo, si rammentano le seguenti:

  • VIP ViviamoInPositivo Italia Onlus;
  • Federazione Nazionale Clown Dottori (Fnc);
  • Federazione europea dei Clown Ospedalieri;
  • Soccorso Clown onlus.

Come si diventa volontari del sorriso

Come già anticipato, non occorre essere medici, ma neanche essere attori o artisti circensi. Ciò che invece conta è essere predisposti al sorriso, e avere una carica positiva e di buonumore. Infatti se è vero il detto che non puoi dare agli altri ciò che non hai, neanche si può pensare di rallegrare la vita degli altri quando si vede costantemente nero. Oltre poi a questa naturale inclinazione verso il gioco e il senso di leggerezza, è bene sapere che ogni associazione ha il suo metodo per formare la propria equipe di clown-dottori.

In linea di massima si può però dire che dopo una iniziale selezione delle persone che fanno richiesta, fa seguito un corso di formazione di qualche giorno, in cui i nuovi volontari entrano in relazione tra di loro e con i clown già esperti. Infatti il lavoro è solitamente svolto in equipe. Una volta terminato il corso di formazione iniziale, alcuni gruppi prevedono anche ulteriori incontri obbligatori in cui si continuano a mettere in pratica e perfezionare le “materie” d’insegnamento del corso. Per cui la formazione può anche essere continua.

I clown negli ospedali

Logisticamente parlando, in genere i clown s’incontrano all’esterno della struttura prima dell’inizio del servizio. Il cambio d’abiti, di cui già ci siamo occupati per questioni riguardanti altri ambiti lavorativi, è poi solitamente effettuato all’interno degli ospedali, per questioni d’igiene. Come sopra accennato, il camice dei clownterapeuti serve a distinguerli dai comuni visitatori, ma anche dai vari membri del personale medico. La distribuzione dei clown-dottori avviene poi nei vari reparti indicati dalle direzioni sanitarie, con modalità e tempistiche precedentemente concordate e autorizzate.

Esiste una legge che regolamenta l’esercizio della clownterapia?

In assenza di una normativa comune in grado di regolamentare in modo uniforme su scala nazionale l’esercizio di questo servizio, la regione Puglia ha aperto una pista iniziale, culminata nel 2017 con una legge regionale [1]. Iniziativa che la Corte Costituzionale ha però bloccato con una recente pronuncia risalente al 2018 [2] in quanto si legge “la regione Puglia non può istituire la figura professionale del “clown di corsia”. La legge regionale con titolo “Disposizioni in materia di clownterapia” è stata infatti ritenuta incostituzionale in quanto è compito dello Stato, e non di una singola regione, individuare le figure professionali, con i relativi titoli abilitanti.

In attesa, pertanto, che il legislatore prenda in mano la questione, individuando e disciplinando la figura professionale del clown di corsia, con conseguente definizione del percorso formativo e magari anche con l’istituzione di un registro di questi nuovi terapeuti, è doveroso mettere in guardia dalle truffe che si stanno diffondendo. Attenzione dunque a chi si spaccia per clowndottore, senza alcun tesserino di riconoscimento, al di fuori dei luoghi di cura, come centri commerciali e piazze, chiedendo offerte e donazioni per i bambini.

Consigli per difendersi dalle truffe di finti clown-dottori

Di truffe [3] abbiamo più volte avuto modo di occuparci perchè vari possono essere gli ambiti coinvolti: dalle truffe contrattuali alle truffe via internet fino alle truffe romantiche quindi sembra che non esista quasi settore che possa dirsi al riparo, clownterapia inclusa. Le ricorrenti truffe che si sono susseguite nel tempo e a cui la stampa ha dato risalto hanno pertanto spinto le varie associazioni a diramare delle dettagliate note, per mettere in guardia contro chi chiede soldi per l’acquisto di giocattoli, dolci o quant’altro da devolvere ai bambini malati. I veri clown dottori, si legge in alcune di queste note:

  • non chiedono soldi e offerte in generale;
  • non portano dolci ai bambini in pediatria al fine di non infrangere la dieta ospedaliera;
  • non portano giochi ai bambini in pediatria in osservanza delle regole d’igiene ospedaliera;
  • non raccolgono fondi in città molto distanti dalla sede dell’associazione di appartenenza.

I veri clown-dottori promuovono invece specifici progetti e ciò che più importa senza artifici o raggiri, bensì in assoluta trasparenza.


Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] L. Reg. n. 60 del 20.12.2017.

[2] Corte cost. n. 228 del 06.12.2018.

[3] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com.


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