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La dichiarazione Isee si paga?

17 Settembre 2019 | Autore:
La dichiarazione Isee si paga?

Dichiarazione sostitutiva unica per il nucleo familiare: presentarla comporta dei costi per il dichiarante?

Dal Reddito di cittadinanza alla riduzione delle tasse universitarie, dalle prestazioni socio-sanitarie alla mensa scolastica, dalle agevolazioni per invalidi e famiglie alla possibilità di rateizzare le cartelle esattoriali: nessuno di questi benefici può essere riconosciuto senza aver presentato la dichiarazione Isee, o Dsu (dichiarazione sostitutiva unica).

Sulla base di questa dichiarazione, difatti, l’Inps rilascia un’attestazione relativa ai principali indicatori della situazione economica familiare, quali, appunto, l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente), l’Isr (indicatore della situazione reddituale), l’Isp (indicatore della situazione patrimoniale). Gli indicatori (che, in sostanza, “misurano la ricchezza” della famiglia) sono utilizzati per l’accesso a specifiche agevolazioni di carattere pubblico, e per calcolarne la misura. Ad esempio, l’accesso al bonus bebè è precluso per chi ha un Isee sopra i 25mila euro, ma è raddoppiato per le famiglie con Isee sotto 7mila euro.

Ma la dichiarazione Isee si paga?

Per rispondere alla domanda, va innanzitutto specificato che la dichiarazione Isee può essere presentata autonomamente dal richiedente, attraverso i servizi web del sito dell’Inps, oppure tramite Caf (centri di assistenza fiscale).

Il cittadino che presenta la dichiarazione Isee autonomamente deve corrispondere un importo all’Inps per inviarla tramite il suo portale web?

Il cittadino che presenta la dichiarazione Isee tramite Caf deve pagare l’operatore che si occupa della pratica?

A seconda dei casi, effettivamente, la compilazione della dichiarazione Isee può risultare addirittura più complessa rispetto alla dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello redditi). Quindi si deve pagare per la compilazione e l’invio della Dsu?

Quali dati si devono indicare nell’Isee

I dati da indicare nella dichiarazione Isee sono molto numerosi; bisogna infatti riportare nel modello:

  • i dati anagrafici di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • i dati dell’abitazione principale del nucleo, con l’eventuale indicazione del mutuo o dell’affitto a carico;
  • tutti i redditi percepiti da tutti i componenti della famiglia (alcuni redditi sono però recepiti direttamente dall’Inps, grazie al collegamento con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate);
  • i veicoli posseduti da tutti i componenti della famiglia;
  • l’intero patrimonio mobiliare posseduto da ogni componente della famiglia: conti correnti, carte di credito, anche prepagate, libretti, depositi, partecipazioni, titoli, azioni, quote societarie;
  • tutti gli immobili posseduti dai componenti del nucleo.

Tutti i dati riportati nell’Isee, poi, sono soggetti a dei rigorosi controlli incrociati: le sanzioni, per chi dichiara il falso, sono molto severe. Se cerchi una guida sulla compilazione della Dsu, puoi leggere Come compilare la dichiarazione Isee

Isee fai da te: si paga?

Per presentare il modello Isee non è necessario servirsi di un Caf: ogni cittadino può, difatti, compilare e inviare la dichiarazione da sé, utilizzando i servizi web dell’Inps. A tal fine, dopo aver procurato tutti i dati utili, è necessario accedere al servizio online Isee post- riforma 2015, che si trova all’interno del portale web dell’Inps: per l’accesso è necessario essere in possesso del codice pin Inps dispositivo, o dello Spid o, ancora, della Cns, la carta nazionale dei servizi.

Per la compilazione e l’invio dell’Isee attraverso il sito dell’Inps non è dovuto alcun corrispettivo.

Isee tramite Caf: si paga?

Il cittadino, per presentare la dichiarazione Isee, può avvalersi di un Caf, cioè di un centro di assistenza fiscale. Il Caf è un ente che ha il compito di svolgere la generalità delle pratiche fiscali a favore dei contribuenti.

Se il cittadino decide di presentare la dichiarazione Isee tramite un Caf o un Caaf (centro autorizzato di assistenza fiscale, costituito non da professionisti, ma da sindacati), in entrambi i casi non deve pagare alcun corrispettivo.

Ogni anno, vengono, infatti, stipulate delle convenzioni fra Inps e Caf/ Caaf, attraverso le quali è riconosciuto un compenso ai centri di assistenza fiscale per ogni dichiarazione Isee presentata.

Il compenso riconosciuto ai Caf differisce a seconda della fascia di appartenenza (in base alla numerosità del nucleo familiare):

  • prima fascia: da 1 a 2 componenti il nucleo familiare, 10,81 euro;
  • seconda fascia: da 3 a 5 soggetti, 14,33 euro;
  • terza fascia: oltre 5 soggetti, 17,35 euro.

Perché il Caf mi fa pagare l’Isee?

Spesso, sono segnalate delle situazioni in cui per la presentazione dell’Isee il Caf richiede un compenso al cittadino, con le giustificazioni più varie.

Molti Caf specificano che solo l’invio della dichiarazione Isee è gratuito, mentre l’assistenza alla compilazione è un servizio a pagamento: questo, però, non risponde a verità. Nella convenzione tra Inps e Caf, difatti [1], è descritto chiaramente che il compenso per i Caf comprende anche l’attività di assistenza.

Quando scade l’Isee?

Ricordiamo che, dal 1° gennaio 2020, tutte le dichiarazioni Isee avranno validità annuale (1° gennaio- 31 dicembre).

Superata la data di scadenza, è necessario presentare una nuova dichiarazione, perché la vecchia non può più essere considerata valida (in alcuni casi, per ottenere una situazione aggiornata, è possibile presentare la dichiarazione Isee corrente, prima della scadenza dell’Isee ordinario).

Dal 2020, i redditi indicati nella Dsu restano aggiornati ai 2 anni precedenti. I patrimoni non saranno più aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente, ma saranno uniformati ai redditi e saranno aggiornati al 2° anno precedente.


note

[1] All.1 Mess. Inps 2439/2019.

Autore immagine: 123rf.com


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