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Quanto costa un divorzio?

4 Ottobre 2019 | Autore:
Quanto costa un divorzio?

Quanto si spende per divorziare in tribunale? Qual è la differenza tra divorzio congiunto e contenzioso? Quanto chiede l’avvocato per la negoziazione assistita?

Viene attribuito al noto scrittore Alexandre Dumas il motto che recita: «La catena del matrimonio è così pesante che a volte bisogna essere in tre per portarla». A parte facili ironie, sempre più spesso, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, le persone che solo qualche anno prima si sono giurate amore eterno decidono di tornare sui propri passi e di divorziare. Quando la coppia è in crisi, gli avvocati si fregano le mani, perché nell’aria c’è odore di parcella. Quanto costa un divorzio?

In realtà, per rispondere a questa domanda bisognerebbe prima capire quale strada i coniugi hanno scelto per poter divorziare: da qualche anno a questa parte, infatti, si può divorziare anche andando direttamente all’ufficio anagrafe del proprio Comune, davanti all’ufficiale dello Stato civile. Questa soluzione ha un costo pari a zero, ma può essere scelta solamente al ricorrere di determinate circostanze. In alternativa, resta il divorzio di tipo giudiziale, al quale si affianca quello mediante convenzione di negoziazione assistita, da farsi esclusivamente davanti agli avvocati. Vediamo, caso per caso, quanto costa divorziare.

 Quanto costa il divorzio giudiziale?

Cominciamo dall’ipotesi più classica: quanto costa un divorzio in tribunale? Per dirsi definitivamente addio davanti al giudice occorre necessariamente affidarsi agli avvocati e, dunque, pagare la loro parcella. Bisogna però distinguere a seconda che il divorzio giudiziale sia consensuale o meno.

Divorzio consensuale davanti al giudice: quanto costa?

Il divorzio congiunto o consensuale è quello che le parti chiedono insieme, senza che vi sia disaccordo circa la regolamentazione di tutti gli aspetti principali, quali l’assegno di mantenimento, l’affido dei figli, ecc. Il divorzio congiunto è frequente nel caso di coniugi che si sono sposati in regime di separazione dei beni e che non hanno avuto figli.

Un divorzio congiunto può costare circa duemila euro (oltre Iva e contributi che sono dovuti al professionista), nel caso in cui l’avvocato segua entrambi i coniugi; se invece ne assiste solamente uno, la parcella può superare i duemila euro: la maggiorazione è dovuta al fatto che il legale dovrà confrontarsi col collega di controparte.

Bisogna ricordare, poi, che i coniugi che stanno divorziando dovranno anche pagare le spese di giustizia, la maggiore delle quale è rappresentata dal contributo unificato necessario per l’iscrizione a ruolo della causa. Il contributo unificato dovuto per il divorzio consensuale è piuttosto ridotto: 43 euro.

Divorzio contenzioso: quanto costa?

Se il divorzio non è frutto di un accordo comune, allora il processo sarà più complesso da affrontare: si tratterà, infatti, di una causa in piena regola, di durata superiore rispetto a quella che prevede l’omologazione di un accordo già trovato dai coniugi.

Calcolare il costo di un divorzio contenzioso è difficile: il processo può essere più o meno lungo a seconda delle richieste, dei mezzi di prova e dell’entità delle richieste economiche. In media, un divorzio contenzioso può costare anche tremila euro di parcella, al netto delle altre spese necessarie (notifiche, copie, ecc.).

Il contributo unificato per un divorzio contenzioso è di 98 euro.

Divorziare con la negoziazione assistita: quanto costa?

La legge [1] consente ai coniugi di poter divorziare senza dover andare davanti al giudice: ciò è possibile grazie alla convenzione di negoziazione assistita stipulati tra avvocati. Il vantaggio è che non dovrai sostenere alcun costo di giustizia legato ai tribunali (contributo unificato, notifiche, copie, ecc.); dovrai comunque pagare l’avvocato, ma in misura ridotta rispetto a quanto detto nei paragrafi precedenti.

Il procedimento di negoziazione assistita prevede lo studio del caso, l’individuazione dei problemi e delle possibili soluzioni conciliative, gli incontri con l’altra parte, la stesura della convenzione di negoziazione, la redazione dell’accordo raggiunto, il deposito presso la Procura della Repubblica per l’ottenimento del nulla osta, e il deposito della convenzione, in copia autentica, presso l’ufficio anagrafe competente.

Il compenso per l’intera procedura potrà andare da un minimo di mille euro (oltre iva e cassa) a un massimo di cinquemila euro, a seconda del numero di incontri, della difficoltà della trattativa, delle clausole previste e della complessità dell’accordo.

Ove il pubblico ministero dovesse negare il nulla osta e mandare gli atti al presidente del tribunale, oltre a quanto sopra, saranno dovuti i compensi previsti per il giudizio di divorzio, come visto nei paragrafi precedenti.

Il divorzio davanti all’ufficiale di Stato Civile

Se davvero vuoi risparmiare i soldi della parcella dell’avvocato, puoi scegliere di divorziare davanti all’ufficiale di Stato Civile del Comune ove è fissata la residenza familiare. L’assistenza dei difensori è meramente facoltativa.

È possibile procedere a questo tipo di divorzio solo quando:

  • non vi siano figli minori o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti. Non fa nulla, invece, l’eventuale presenza di figli minori, portatori di handicap grave, maggiorenni incapaci o economicamente non  autosufficienti, di uno soltanto dei coniugi richiedenti;
  • l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale. Non rientra nel divieto della norma la previsione di un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico. Non può, invece, costituire oggetto di accordo la previsione della corresponsione in unica soluzione dell’assegno periodico di divorzio.  Va inoltre esclusa la competenza dell’ufficiale di Stato Civile quando i coniugi devono regolamentare l’uso della casa coniugale.

All’atto della conclusione dell’accordo dovrà essere corrisposto il diritto fisso pari a € 16,00.

Perché non è facile sapere quanto costa un divorzio?

In conclusione va ricordato che i valori riportati nei paragrafi precedenti sono solamente indicativi: ogni avvocato, infatti, è libero di pattuire la parcella che ritiene più opportuna col proprio cliente. Non dimenticare, poi, che ogni causa presenta delle complessità che possono essere valutate solamente di caso in caso.

Infine, bisogna dire che il divorzio non costa nulla se possiedi i requisiti per accedere al gratuito patrocinio.


note

[1] L. n. 162/2014.

Autore immagine: Pixabay.com


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