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Padri separati: il presidio nei tribunali d’Italia

17 Settembre 2019
Padri separati: il presidio nei tribunali d’Italia

Separazioni e divorzi: i sit-in per far sentire la voce degli uomini messi sul lastrico da una legge non sempre giusta.

Venerdì 20 settembre, a partire dalle ore 10, presso il tribunale civile di Firenze, in viale Guidoni, è previsto un presidio dell’Associazione Padri Separati “Fuori dal Silenzio”.

“Scopo dell’evento è denunciare la condizione che in tutta Italia molti padri separati si trovano a vivere loro malgrado”, spiega una nota. Il sit-in di Firenze si svolgerà in contemporanea con analoghe iniziative a Milano, Bologna, Roma, Taranto, Messina, Vibo Valentia e Cagliari.” Spazio durante l’evento a chiunque voglia portare la propria testimonianza di padre”, assicurano gli organizzatori.

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“Dopo alcuni mesi di crescita e radicamento, grazie ai tanti padri che hanno deciso di uscire dalla condizione di silenzio, l’associazione ha deciso di lanciare un evento su scala nazionale per denunciare una situazione non più accettabile”, continua la nota per come riportata dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

Fabrizio De Longis, responsabile dei apporti istituzionali dell’associazione e organizzatore del presidio a Firenze, ha commentato così l’iniziativa: “Il rapporto fra genitori non affidatari (quasi sempre i padri) e figli è oggi messo in crisi profonda perché la separazione determina normalmente un grave pregiudizio economico e soprattutto relazionale coi figli, comportando uno sradicamento dei rapporti di frequentazione in modo traumatico per il genitore ma soprattutto per il figlio che ha diritto ad avere e frequentare il proprio padre. Il padre invece, anche quando ha pieno diritto di frequentazione, subisce più spesso di quanto non si pensi, ostruzioni di ogni sorta, contro le quali non esistono strumenti efficaci di mitigazione. La separazione non deve voler dire l’annientamento economico e psicofisico di un genitore. Ecco dunque perché vogliamo far sentire la nostra voce. Siamo stanchi e indignati per le discriminazioni subite ma abbiamo deciso di fare rete e adesso le Istituzioni devono ascoltare la nostra voce anche a partire da venerdì prossimo”.


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