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Attacchi informatici più veloci: il Governo corre ai ripari

17 Settembre 2019 | Autore:
Attacchi informatici più veloci: il Governo corre ai ripari

L’introduzione del 5G rende urgenti contromisure per poterlo controllare.

Il nuovo Esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha messo all’esame un decreto legge, ormai considerato urgente, riferito a temi legati alla sicurezza nazionale cibernetica.

Gli allarmi sui rischi cyber per l’introduzione del 5G, il nuovo standard di comunicazione mobile, lo rendono ormai obbligato. Esiste, infatti, il timore di non poter più controllare un territorio informatico che ora è divenuto sconfinato e, quindi, sfuggente.

La bozza di testo all’esame del preconsiglio, che ancora non è stata diramata, coinvolgerà amministrazioni pubbliche, enti e operatori nazionali, pubblici e privati, tutti quelli che svolgono «funzioni e servizi essenziali» e quelli fondamentali per la sicurezza nazionale.

Gli obblighi riguardano le reti, gli appalti e il «procurement», le comunicazioni degli attacchi informatici. Basta che un ufficio dello Stato inserisca nella propria rete uno strumento esterno, quindi non controllato e garantito né blindato contro le incursioni esterne, per trovarsi a rischio.

Oltre, naturalmente, al Dipartimento di Informazione per la Sicurezza, protagonisti del sistema di controllo e garanzia sono il ministero dello Sviluppo economico, quello dell’Interno con la Polizia delle Telecomunicazioni, l’Agid, la Difesa, in campo anche gli Affari Esteri e il Mef.

In caso di inadempienze, è previsto un severo sistema di sanzioni: le cifre vanno da un minimo di 200 mila euro fino a 1,8 milioni. In caso di omesse o false comunicazioni davanti a controlli e accertamenti, scatta la reclusione da uno fino a cinque anni.

Già a metà giugno, il direttore del Dis Giuseppe Vecchione, aveva accompagnato Conte dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho. Alla Dna il primo ministro ha trovato magistrati superspecialisti nella materia che si confrontano costantemente, in un tavolo aperto con i responsabili delle polizie giudiziarie di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Vecchione stesso, in commissione Trasporti alla Camera, definì il 5G «potenzialmente foriero di rischi per la sicurezza nazionale». È ora di agire. Prima che sia troppo tardi.


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