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Accertamento con adesione pvc

28 Settembre 2019
Accertamento con adesione pvc

Abbiamo subito un controllo della Guardia di Finanza ed è stato redatto apposito pvc. Fino a quando è possibile richiedere accertamento con adesione? Possiamo attendere l’avviso di accertamento e fare istanza dopo la notifica dello stesso? Come opera il cumulo giuridico in questo caso?

Ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 218/1997, il contribuente nei cui confronti sono stati effettuati accessi, ispezioni o verifiche ai sensi degli articoli 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, può chiedere all’ufficio, con apposita istanza in carta libera, la formulazione della proposta di accertamento ai fini dell’eventuale definizione.

Si tratta dell’accertamento con adesione su istanza del contribuente a seguito della consegna del processo verbale di constatazione. Esso differisce dall’accertamento con adesione degli avvisi di accertamento in quanto l’Agenzia delle Entrate non è tenuta ad inviare l’invito a comparire, potendo discrezionalmente decidere di non attivare il contraddittorio con il contribuente ai fini dell’accordo.

L’accertamento con adesione rappresenta uno strumento deflativo del contenzioso tributario, finalizzato a far “accordare” Fisco e contribuente sulla pretesa tributaria (imposte dirette e indirette: Irpef, Ires, Irap, Iva ecc.). Tale strumento è pertanto consigliato solo qualora il contribuente sia in grado di fornire, in sede di comparizione presso il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate, gli elementi utili per rideterminare la pretesa tributaria, offrendo, per esempio, informazioni aggiuntive ed integrazioni documentali. La convenienza dell’accertamento con adesione è, infatti, legata alla possibilità di rideterminare gli importi dovuti, evitando di ricorrere al giudice tributario e di beneficiare della riduzione delle sanzioni amministrative, che saranno dovute nella misura di 1/3 del minimo previsto dalla legge.

L’accertamento con adesione ha rilievo anche sul piano penale: per i fatti accertati, perseguibili anche penalmente, il perfezionamento dell’adesione con il pagamento delle somme dovute prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado costituisce circostanza attenuante. In particolare, è previsto l’abbattimento fino a un terzo delle sanzioni penali previste e nella non applicazione delle sanzioni accessorie.

L’istanza di accertamento con adesione può essere presentata entro 60 giorni dalla notifica/consegna del pvc e la presentazione dell’istanza sospende per 90 giorni il termine di impugnazione dinanzi al giudice tributario.

Per espressa previsione normativa (art. 12, c. 8, D.Lgs. n. 472/1997), nei casi di accertamento con adesione, di mediazione tributaria e di conciliazione giudiziale, le disposizioni sulla determinazione di una sanzione unica in caso di progressione si applicano separatamente per ciascun tributo e per ciascun periodo d’imposta. Ciò vuol dire che la riduzione di 1/3 è rapportata all’ammontare delle sanzioni determinato, con riferimento a ciascun tributo, nella misura minima prevista per la violazione più grave aumentata di un quarto, non superiore comunque al cumulo materiale delle sanzioni minime previste per le singole violazioni.

In altri termini, per ciascun tributo oggetto dell’adesione, viene calcolata un’unica sanzione per tutte le violazioni ad esso riferite nell’ambito dello stesso periodo d’imposta. Si ha una deroga rispetto alle regole previste in materia di cumulo giuridico secondo cui:

  1. se le violazioni rilevano ai fini di più tributi, si considera quale sanzione base cui riferire l’aumento, quella più grave aumentata di un quinto;
  2. se le violazioni della stessa indole vengono commesse in periodi di imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo.

Per le ragioni suddette, è opportuno verificare se è più conveniente presentare accertamento con adesione (con il meccanismo del cumulo giuridico sopra esposto, con calcolo separato per ciascun tributo) oppure l’acquiescenza, cioè la rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento con pagamento delle somme dovute entro 60 giorni. In tal caso si ha la riduzione ad un 1/3 delle sanzioni e non ci sono deroghe al calcolo del cumulo giuridico.

Nel caso di specie, è certamente possibile presentare istanza di accertamento con adesione a seguito della notifica dell’avviso di accertamento, sempre che si abbiano gli elementi utili per ottenere una rideterminazione delle imposte accertate.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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