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Obblighi dei nipoti verso i nonni

17 Settembre 2019
Obblighi dei nipoti verso i nonni

Donazioni, vitalizi e alimenti: le occasioni in cui il nipote deve provvedere alle esigenze del nonno anziano con una pensione insufficiente a garantirgli la sopravvivenza.

Dopo aver scoperto quali sono i doveri dei nonni verso i nipoti non ti resta che conoscere gli obblighi dei nipoti verso i nonni. Quando spetta aiutarli e in che misura? Cosa può fare un nonno solo e con una pensione al di sotto del minimo per costringere il nipote ingrato a sostenerlo e fargli la spesa, pagargli le medicine e un affitto?

La legge, in questo, è davvero scarna: l’intervento obbligatorio nei confronti delle persone anziane è rimesso allo Stato sociale, mentre la famiglia interviene solo in via eventuale ossia laddove anche gli strumenti di assistenza e previdenza sociale predisposti dalla legge dovessero risultare insufficienti a sfamare la persona bisognosa.

In particolare gli obblighi dei nipoti verso i nonni scattano solo in due occasioni. Vediamoli qui di seguito.

Obbligo dei nipoti di versare gli alimenti ai nonni

La prima norma che viene in soccorso dei nonni senza reddito o con una pensione molto bassa è l’articolo 433 del codice civile. La disposizione parla dell’obbligo agli alimenti cui sono soggetti tutti i familiari secondo un ordine cronologico dettato in base alla prossimità con il bisognoso.

Gli alimenti sono costituiti da una prestazione economica, parametrata in base alle possibilità di chi è tenuto a versarli, volta a soddisfare solo le esigenze di sopravvivenza del destinatario. Leggi la nostra guida sugli alimenti. Si differenziano dal «mantenimento» (ad esempio quello che versa l’ex coniuge dopo la separazione) che mira invece a soddisfare tutte le esigenze di vita del mantenuto, anche quelle non strettamente necessarie alla sopravvivenza. Al contrario gli alimenti mirano a garantire solo il sostentamento e sono quindi una somma nettamente inferiore al mantenimento.

Chi deve versare gli alimenti? Il primo soggetto tenuto a garantire gli alimenti è il coniuge del beneficiario. Se quest’ultimo è deceduto o anch’esso versa in condizioni di bisogno, l’obbligo degli alimenti ricade sui figli (anche adottivi) e, solo in mancanza di questi ultimi, il dovere scatta in capo ai nipoti.

Dunque, se il nonno è ancora sposato e/o ha figli e uno qualsiasi di tali soggetti ha la capacità economica di provvedere a versargli gli alimenti, i nipoti non sono tenuti a farlo.

Marco ha un nonno molto povero, la cui pensione è di 300 euro e che spesso non riesce a mangiare. Di recente si è ammalato ma non ha i soldi per acquistare le medicine. Marco si chiede se il nonno potrebbe fargli causa per ottenere i soldi visto che i suoi genitori – figli del nonno povero – non vi vogliono provvedere per eccessivo egoismo. La risposta è negativa: se vi è un parente più stretto rispetto ai nipoti per provvedere al versamento degli alimenti nei confronti del nonno è quest’ultimo che vi deve provvedere. E se non vuole farlo spontaneamente, il richiedente dovrà fargli causa ma non per questo può pretendere gli alimenti dai nipoti.

Se anche il nonno fosse nelle condizioni per chiedere ai propri nipoti i soldi necessari alla propria sopravvivenza, non può farlo oltre i limiti di reddito di questi ultimi. Quindi dovrà innanzitutto formulare la domanda nei confronti di tutti i nipoti e non solo di uno. Poi, nei confronti di ciascuno di questi, potrà chiedere solo la somma che è in grado di pagare, tenendo conto della possibilità di agire anche contro gli altri.

Obblighi dei nipote donatario

Avviene spesso che un nonno regali al nipote, nel corso della propria vita, una casa, un’auto, una sostanziosa somma di denaro o altri beni di rilevante valore. La legge sulle donazioni impone al donatario di prestare gli alimenti al donante fino a ché questi è in vita.

In particolare, l’articolo 437 del codice civile stabilisce che «il donatario è tenuto, con precedenza su ogni altro obbligato, a prestare gli alimenti al donante, a meno che si tratti di donazione fatta in riguardo di un matrimonio o di una donazione rimuneratoria».

Il che significa che, anche in virtù di tale disposizione, il nipote ha un obbligo nei confronti del nonno; detto obbligo scatta automaticamente nel momento stesso in cui il nonno versa in stato di necessità e a prescindere dal fatto che vi siano parenti a quest’ultimo più vicini. Difatti il dovere di versare gli alimenti, in tale ipotesi, consegue alla donazione e non al grado di parentela.

Un altro caso emblematico è quello della donazione della casa (o della semplice nuda proprietà) dietro obbligo, da parte del nipote, di provvedere alle esigenze del nonno finché questo campi. È ciò che viene definito “contratto di rendita vitalizia” e di cui abbiamo parlato in Casa dietro vitalizio.

A volte questa cessione avviene senza neanche la riserva di usufrutto: viene cioè trasferita la proprietà piena dell’immobile in cambio dell’assistenza all’anziano. La rendita vitalizia non è una donazione (anche se tale può sembrare), ma una sorta di baratto, o meglio una vendita. In altre parole, la controprestazione non è costituita dal denaro ma dall’impegno a provvedere alle cure morali e materiali del nonno. La violazione di tale dovere può comportare la restituzione della casa al nonno o, in caso di suo decesso, agli altri eredi.



4 Commenti

  1. L’obbligo dei nonni di contribuire al mantenimento dei nipoti scatta solo se i genitori dimostrano di non essere in grado di provvedere né di incrementare il loro reddito. Di conseguenza, la nuora non può chiedere alla suocera gli alimenti per i nipoti perché l’ex marito è inadempiente.

  2. Il titolare di pensione di reversibilità da lavoro dipendente, in seguito al decesso del coniuge, non ha diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare per i nipoti in linea retta, minorenni non conviventi, se non dimostra di provvedere al mantenimento degli stessi.

  3. In caso di decesso di entrambi i genitori per fatto illecito di un terzo, qualora i nonni si sostituiscano ai genitori provvedendo al mantenimento e all’educazione dei nipoti superstiti e accollandosi tutte le relative spese, il pregiudizio patrimoniale conseguente alla morte dei genitori si ripercuote non a carico dei figli, ma a carico dei nonni ai quali spetta il diritto al relativo risarcimento.

  4. il nonno, in assenza di un interferenza ingiustificata dei genitori, non ha un autonomo diritto nei confronti dei nipoti a pretendere il mantenimento dei rapporti familiari con costoro, tenuto conto che i nipoti, dal canto loro, hanno la facoltà e la libertà, secondo la concreta capacità di discernimento, di rifiutare tale relazione. Ne consegue che i genitori possono legittimamente impedire tali contatti con il nonno, in presenza di una plausibile ragione fondata sull’interesse dei figli minorenni.

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