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La bambina che Salvini ha portato a Pontida non era di Bibbiano

17 Settembre 2019
La bambina che Salvini ha portato a Pontida non era di Bibbiano

Salvini attaccato dalle opposizioni: prima strumentalizza Greta per fini politici elettorali, poi mente.

La critica raddoppia. Dopo le accuse di aver strumentalizzato Greta, la bimba strappata alla propria famiglia naturale, per averla portata sul palco di Pontida come emblema della lotta contro la corruzione in materia di affidamento dei minori, ora Salvini è stato raggiunto da un’altra e più feroce critica: si è appena scoperto, infatti, che la bimba non era di Bibbiano. Lui si difende dicendo: nessuno ha parlato di Bibbiano, ma il contesto faceva presumere ciò. Del resto, perché parlare di questo argomento in un comizio elettorale?

«Qualcuno ha detto che non è stato citato Bibbiano. Si è giocato sull’ambiguità, poi parlando della bambina è stato usato l’hastag ‘Bibbiano’. Perché citarlo se non aveva nulla a che vedere? Perché anche Salvini in tv ha detto che era sul palco con le mamme di Bibbiano?». Lo afferma all’Adnkronos l’opinionista e giornalista Selvaggia Lucarelli tornando sul caso legato alla presenza di Greta, la bambina sul palco di Pontida, accanto a Matteo Salvini.

Secondo Lucarelli sono “stati smascherati” e Salvini dovrebbe “informarsi sulle persone che porta sul palco se non sono trofei da esibire. Io non conosco questo caso, ma possono esserci ragioni valide per cui intervengono i servizi sociali, cosa vuol dire bambini strappati? Quale è la storia?”.

Lucarelli racconta la telefonata avuta con la mamma della bambina salita sul palco a Pontida: “E’ stata una conversazione pacata e civile. Era stata proprio lei, su twitter, a invitarmi a contattarla e a darmi il suo numero. Mi ha detto che a lei serviva quel palco per far conoscere la sua situazione e quella di altri che, come lei, avevano avuto a che fare con gli assistenti sociali e il meccanismo degli affidi. Mi ha detto che a lei non interessa se è stata strumentalizzata da Salvini, che anche lei lo ha fatto per far arrivare un messaggio. E mi ha detto che la infastidisce che, tramite lei, si attacchi Salvini”.

“Le ho chiesto se sua figlia avesse a che fare con Bibbiano e mi ha detto che non ha a che fare con Bibbiano – continua la giornalista – è finita in case famiglia a Varese e Como e credo che il Comune in cui ci sono i servizi sociali (che si sono interessati del caso ndr), come ricostruito oggi dalla ‘Provincia di Como’, sia un comune della bassa comasca amministrato dalla Lega”. “Se Bibbiano voleva significare Pd allora bassa comasca significa Lega” osserva Lucarelli precisando che tuttavia lei non farebbe “questa associazione”.



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