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Indennità di occupazione: ultime sentenze

30 Settembre 2019
Indennità di occupazione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: indennità di espropriazione e occupazione; variazioni delle destinazioni urbanistiche; espropriazione per pubblico interesse o pubblica utilità; occupazione temporanea e d’urgenza; destinazione edificatoria del fondo; modificazione della destinazione nel corso dell’occupazione; verbale di immissione in possesso dei suoli per occupazioni d’urgenza; giurisdizione ordinaria e amministrativa; risarcimento per occupazione illegittima.

Cos’è l’indennità di occupazione?

L’indennità di occupazione è il corrispettivo del mancato godimento del bene occupato fino all’espropriazione, in relazione all’anticipata privazione del proprietario del suo diritto reale, ed è ragguagliata al tasso legale degli interessi sull’indennità di espropriazione. Ne consegue che, gli interessi legali dovuti al proprietario per la ritardata corresponsione delle somme spettanti a titolo di indennità di espropriazione e di occupazione, per la loro natura e funzione compensativa, decorrono dal momento di maturazione dei corrispondenti diritti, ovvero più specificamente, dalla data del decreto di esproprio, e dalla scadenza di ciascuna annualità di occupazione.

Cassazione civile sez. I, 03/07/2019, n.17797

Calcolo dell’indennità di occupazione

Le possibilità edificatorie da considerare ai fini della determinazione dell’indennità di occupazione vanno valutate al momento dell’adozione del relativo decreto; tuttavia, poiché il diritto all’indennità matura al compimento di ogni singola annualità, è con riferimento a ciascuna scadenza periodica che deve essere calcolato il parametro di riferimento, con la conseguenza che un eventuale mutamento della destinazione urbanistica assume rilevanza nel calcolo dell’indennità in relazione alle annualità successive.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza con la quale il giudice di appello, dopo aver correttamente liquidato l’indennità di occupazione in relazione ad un primo periodo, sul presupposto dell’originaria natura edificatoria dei suoli, aveva poi erroneamente utilizzato il medesimo criterio in relazione agli anni successivi, trascurando che nelle more era stato approvato un piano regolatore generale che aveva mutato in agricola l’iniziale destinazione edificatoria dei suoli).

Cassazione civile sez. I, 26/06/2019, n.17115

Terremoto e indennità di occupazione e di espropriazione

In tema di terremoto, la ratio del comma 6 dell’art. 2 D.L. n. 39 del 2009 convertito nella legge n. 77/2009 è, in sostanza, quella di evitare che il catastrofico evento costituito dal terremoto produca, oltre ai devastanti effetti naturali a tutti noti, anche effetti giuridici distorsivi a casuale beneficio di alcuni, quali sarebbero quelli derivanti dal conferire rilevanza, ai fini della determinazione delle indennità di occupazione e di espropriazione, a variazioni delle destinazioni urbanistiche determinate non dalle ordinarie scelte programmatiche ed esecutive degli enti preposti alla pianificazione urbanistica del territorio, ma esclusivamente dalla urgentissima necessità di fare fronte alle esigenze abitative e di istruzione dei cittadini dei territori colpiti dal sisma, attraverso la individuazione, rimessa in definitiva al Commissario delegato, delle aree, non necessariamente già edificabili, sulle quali realizzare in tempi brevi i moduli abitativi e scolastici occorrenti.

Corte appello L’Aquila, 26/02/2019, n.333

Giudizio di occupazione sine titulo

Il fatto che l’occupante non sia proprietario dell’immobile confiscato è del tutto irrilevante ai fini del giudizio di occupazione sine titulo. È la permanenza ed occupazione senza titolo dell’immobile confiscato che legittima tanto l’ordinanza di sgombero quanto la richiesta di pagamento di una indennità di occupazione.

Tribunale Roma sez. II, 05/02/2019, n.2535

Esproprio a seguito del sisma

In tema di determinazione di indennità di espropriazione di aree colpite da eventi sismici, va risolta la questione dell’epoca a cui fare riferimento ai fini della individuazione delle caratteristiche del bene espropriato e, in particolare, della sua edificabilità o meno, cui rapportare la determinazione dell’indennità secondo il valore venale o di mercato del bene medesimo.

L’obiettivo è, evidentemente, quello di evitare che il catastrofico evento costituito dal terremoto produca, oltre ai devastanti effetti naturali a tutti noti, anche effetti giuridici distorsivi a casuale beneficio di alcuni, quali sarebbero quelli derivanti dal conferire rilevanza, ai fini della determinazione delle indennità di occupazione e di espropriazione, a variazioni delle destinazioni urbanistiche determinate non dalle ordinarie scelte programmatiche ed esecutive degli enti preposti alla pianificazione urbanistica del territorio, ma esclusivamente dalla urgentissima necessità di fare fronte alle esigenze abitative e di istruzione dei cittadini dei territori colpiti dal sisma, attraverso la individuazione, rimessa in definitiva al Commissario delegato, delle aree, non necessariamente già edificabili, sulle quali realizzare in tempi brevi i moduli abitativi e scolastici occorrenti.

Non è chi non veda, infatti, come il singolo proprietario di un’area a tal fine inserita nei decreti di localizzazione e caratterizzata, prima del sisma, da un regime urbanistico di edificabilità limitata vedrebbe – per effetto della variazione urbanistica funzionale esclusivamente a fronteggiare le conseguenze di un improvviso e catastrofico evento naturale – accrescere enormemente il valore del proprio immobile, a differenza degli immobili, in ipotesi anche limitrofi, non inseriti nei piani di localizzazione degli interventi. E come, invece, in assenza del terremoto, simile, in larga parte casuale, aumento di valore connesso alla variazione di destinazione urbanistica non si sarebbe verificato.

Ciò detto, va quindi affermato il principio per cui, in caso di sisma o altri eventi catastrofici, ai fini della determinazione della indennità di espropriazione e di occupazione temporanea dovrà tenersi conto delle destinazioni urbanistiche che i beni espropriati avevano prima dell’evento (e non di quelle che essi hanno acquisito per il solo effetto della localizzazione dei moduli abitativi provvisori), pur dovendosi quantificare le indennità medesime con riferimento alla data del decreto di esproprio.

Corte appello L’Aquila, 10/01/2019, n.32

Controversie sulla determinazione e corresponsione delle indennità di occupazione

Le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità di occupazione dovute in conseguenza di atti ablativi, ai sensi dell’art. art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.), appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario; tale giurisdizione sussiste anche quando la relativa domanda sia stata proposta unitamente a quella, devoluta invece alla giurisdizione del giudice amministrativo, di risarcimento del danno da perdita del bene, stante la vigenza, nell’ordinamento processuale del principio generale di inderogabilità della giurisdizione per motivi di connessione.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 03/01/2019, n.2

Interpretazione della domanda giudiziale

L’interpretazione della domanda giudiziale, al fine di stabilirne l’idoneità a costituire atto interruttivo della prescrizione di un determinato diritto, non involgendo l’accertamento di un vizio in procedendo, costituisce attività riservata al giudice del merito ed è sindacabile in sede di legittimità solo sotto il profilo del vizio di motivazione.

(Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la motivazione della corte d’appello che aveva ritenuto idonea ad interrompere, con efficacia permanente, il termine di prescrizione del diritto all’indennità di occupazione la domanda giudiziale di pagamento di quanto dovuto per il protrarsi dell’occupazione dalla data dell’immissione in possesso a quella della irreversibile trasformazione del fondo).

Cassazione civile sez. I, 16/11/2018, n.29609

Indennità dovuta dal promissario acquirente per l’occupazione ingiustificata dell’immobile

In caso di nullità del contratto preliminare di compravendita immobiliare, l’indennità dovuta dal promissario acquirente per l’occupazione, “ab origine” priva di giustificazione, dell’immobile deve essere determinata in base alle norme sull’ingiustificato arricchimento – e, quindi, senza riconoscimento del lucro cessante – e a partire dal momento in cui, avendo il proprietario richiesto la restituzione del bene, il promissario acquirente, da possessore di buona fede, si trasforma in possessore di mala fede.

Ne deriva che, considerata la diversità, per natura ed effetti, tra l’azione di ingiustificato arricchimento e quella risarcitoria, integra domanda nuova la richiesta di indennità di occupazione avanzata dal promittente venditore in appello, in sostituzione della domanda di risarcimento del danno conseguente alla risoluzione del contratto proposta in primo grado.

Cassazione civile sez. II, 10/10/2018, n.25044

Terreni acquisiti dalla PA e indennità di occupazione legittima

Al proprietario di terreni legittimamente occupati, poi irreversibilmente trasformati ed acquisiti illegittimamente dalla P.A., il quale abbia chiesto di essere indennizzato per l’indisponibilità dei beni per l’intera durata dell’occupazione, deducendone l’illegittimità, è dovuta, in aggiunta al risarcimento del danno per l’occupazione illegittima, anche l’indennità di occupazione legittima.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, erroneamente qualificando “in iure” la domanda come diretta al risarcimento del danno per l’occupazione acquisitiva illegittima, non aveva riconosciuto anche la reintegrazione indennitaria per il periodo di occupazione legittima antecedente allo sviluppo illegittimo della procedura).

Cassazione civile sez. I, 03/10/2018, n.24101

Controversie inerenti a diritti di natura indennitaria

Secondo quanto prescritto dal combinato disposto degli artt. 22 bis e 55 punto 3, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, tutte le controversie inerenti a diritti di natura indennitaria (indennità di occupazione o di espropriazione), in funzione di controvalore del bene oggetto delle procedure ablatorie non possono che essere devolute, in ordine sia all’an che al quantum, alla giurisdizione del G.O., da identificare nella Corte d’Appello territorialmente competente. La contestazione del quantum dell’indennità provvisoria di espropriazione, anche quando proposta come impugnazione del provvedimento di stima e volta a porre in dubbio la sua legittimità o la correttezza del suo iter procedimentale, inerisce a posizioni di diritto soggettivo e spetta alla giurisdizione del G.O. ai sensi dell’art. 53, comma 3, d.P.R. n. 327/2001

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 06/08/2018, n.8827

Indennità di occupazione e indennità di espropriazione

Le opposizioni alla stima dell’indennità di occupazione e quelle all’indennità di espropriazione contengono domande distinte ed autonome, avuto riguardo alle diversità delle relative “causae petendi”, costituite l’una dalla privazione del godimento del bene occupato e l’altra dall’ablazione di quello espropriato.

Ne consegue che, in relazione ai rapporti tra i detti giudizi può assumere efficacia di cosa giudicata esclusivamente la qualificazione giuridica del terreno, quale antecedente logico giuridico della statuizione sull’indennità di occupazione legittima, ma non l’accertamento del suo valore di mercato, tanto per l’evidenziata autonomia dei rapporti quanto per la diversità dei periodi considerati.

Cassazione civile sez. I, 25/07/2018, n.19758



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