Questo sito contribuisce alla audience di
L’esperto | Articoli

Indennità di occupazione: ultime sentenze

17 Novembre 2022
Indennità di occupazione: ultime sentenze

Variazioni delle destinazioni urbanistiche; occupazione temporanea e d’urgenza; destinazione edificatoria del fondo; modificazione della destinazione nel corso dell’occupazione; giurisdizione.

Indennità di occupazione per ritardata restituzione

Il locatore può ingiungere al conduttore in mora il pagamento del corrispettivo convenuto fino alla riconsegna della cosa per la protratta occupazione dell’immobile, ai sensi dell’art. 1591 c.c., in virtù del fatto che la speciale norma di cui all’art. 664 c.p.c. ammette l’emissione dell’ingiunzione al pagamento non solo dei canoni scaduti, ma anche di quelli da scadere fino all’esecuzione dello sfratto.

Corte appello Bari sez. III, 10/10/2022, n.1420

Sentenza della Corte costituzionale

Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 87 del 2017 e della salvezza del testo dell’articolo 13, comma 5, della Iegge 431/1998, introdotto dall’articolo 1, comma 59, della Iegge n. 208 del 2015, i contratti di locazione abitativa tardivamente registrati a iniziativa del conduttore dalla data di entrata in vigore del Dlgs n. 23 del 2011 sino al 16 luglio 2015, in forza della disposizione dell’articolo 1, comma 346 della Iegge 311/2004, risultano validi ed efficaci, in quanto il Giudice delle Leggi ha escluso che il comma 5 abbia inteso sancire la validità del contratto secondo il regime della registrazione disciplinata dal testo del comma 5 introdotto dal Dlgs n. 23 del 2011 e dalla successiva proroga di cui alla legge n. 47 del 2014, ma non ha, invece, in alcun modo escluso gli effetti della registrazione ai sensi del citato comma 346.

Sempre per effetto della sentenza della Consulta, il canone o l’indennità di occupazione dovuti dal conduttore nel periodo su indicato sono dovuti nell’ammontare precisato dal comma 5 attualmente vigente, ancorché l’intervenuta registrazione, una volta apprezzata alla stregua dell’articolo 1, comma 346, retroagisca, giusta Cassazione- sez Unite – num 23601 del 2017, alla data di stipulazione del contratto, se concluso per iscritto.

Cassazione civile sez. III, 08/09/2022, n.26493

Registrazione tardiva del contratto di locazione immobiliare

Il contratto di locazione immobiliare tardivamente registrato dal conduttore dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 23 del 2011 sino al 16 luglio 2015 (coincidente col deposito della sentenza n. 169 del 2015 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 5, comma 1-ter, del d.l. n. 47 del 2014) è valido ed efficace in quanto la tardiva registrazione integra una sanatoria “ex tunc” della nullità sancita dall’art. 1, comma 346, della legge n. 311 del 2004; il canone o l’indennità di occupazione dovuti per il suddetto periodo corrispondono a quelli stabiliti dall’art. 13, comma 5, l. n. 431 del 1998, senza che a ciò osti la sentenza n. 87 del 2017 della Corte costituzionale, la quale ha escluso che la citata norma abbia sancito la validità del contratto tardivamente registrato secondo la disciplina dichiarata costituzionalmente illegittima, ma non gli effetti della tardiva registrazione ai sensi dell’art. 1, comma 346, della l. n. 311 del 2004.

Cassazione civile sez. III, 08/09/2022, n.26493

Decorrenza dell’indennità di occupazione

In caso di recesso per inadempimento del promissario acquirente cui il bene immobile sia stato consegnato alla conclusione del contratto preliminare di compravendita e, quindi, prima della stipula del definitivo, il dies a quo per il computo dell’indennità di occupazione sine titulo è quello della consegna.

Corte appello Milano sez. IV, 05/07/2022, n.2346

Controversie sulle indennità di occupazione

Le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità di occupazione legittima dovute in conseguenza di atti ablativi, ai sensi dell’art. 53, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001 (oggi art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.), appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, a nulla rilevando che la relativa domanda sia stata proposta dall’attore unitamente a quella, devoluta invece alla giurisdizione del giudice amministrativo, di risarcimento del danno da perdita del bene, stante la vigenza, nell’ordinamento processuale, del principio generale di inderogabilità della giurisdizione per motivi di connessione.

Cassazione civile sez. un., 20/06/2022, n.19877

Pagamento dell’indennità di occupazione e di esproprio

In tema di espropriazione per pubblica utilità, il soggetto legittimato al pagamento dell’indennità di occupazione e di esproprio va generalmente individuato nell’ente beneficiario dell’espropriazione, risultante dal decreto ablativo, salvo che dallo stesso decreto non emerga che il compito di procedere all’acquisizione delle aree e di curare le procedure espropriative, agendo in nome proprio, sia stato affidato ad altri enti, con accollo dei relativi oneri, senza che a tal fine risulti sufficiente un mero accordo interno, occorrendo, invece, una norma di legge o un provvedimento amministrativo a rilevanza esterna.

Ne deriva che, ove sia stipulata una convenzione che comporti la mera delega del concessionario al compimento di atti della procedura ablativa in nome e per conto del delegante, non sussiste alcuna solidarietà passiva del delegato, restando il beneficiario l’unico soggetto obbligato al pagamento delle indennità e legittimato a resistere in caso di opposizione alla stima.

Cassazione civile sez. I, 26/05/2022, n.17058

Determinazione dell’indennità di occupazione

In tema di espropriazione parziale per pubblica utilità, una volta accertata l’unità funzionale tra la parte espropriata e quella rimasta in proprietà del privato e la negativa incidenza del distacco della prima dalla seconda, l’indennità di occupazione legittima è correttamente determinata in misura percentuale rispetto alle somme astrattamente dovute a titolo di indennità di esproprio, ivi comprese quelle imputabili al deprezzamento delle porzioni residue dell’immobile rimaste nella giuridica disponibilità del proprietario, anche se non sono divenute di fatto inutilizzabili a causa della realizzazione dell’opera pubblica.

Cassazione civile sez. I, 23/05/2022, n.16528

Indennità di occupazione

Non può riconoscersi la prerogativa dell’edificabilità – e deve conseguentemente commisurarsi l’indennità di occupazione al valore agricolo – riguardo alla destinazione urbanistica di terreni a servizi di pubblica utilità, preclusiva ai privati di forme di trasformazione del suolo riconducibili alla nozione tecnica di edificazione, che, anche se previste, sono concepite al solo fine di assicurare la fruizione pubblica degli spazi. In tal caso, infatti, l’eventuale redditività che il bene può assicurare al proprietario richiede comunque una specifica previsione di appositi strumenti convenzionali con cui al privato si conceda o si appalti l’attuazione del servizio di pubblica utilità, dal quale egli possa ricavare un reddito.

Cassazione civile sez. I, 09/05/2022, n.14680

Liquidazione dell’indennità di occupazione

La indennità di occupazione, sia essa temporanea o d’urgenza, ha la funzione di compensare il pregiudizio subìto dal proprietario a causa della privazione della disponibilità dell’area nel periodo di tempo previsto dal relativo provvedimento autorizzatorio, e cioè una perdita reddituale che, in quanto collegata esclusivamente al mancato godimento dell’immobile, si differenzia dalla diminuzione patrimoniale conseguente alla perdita della proprietà del suolo espropriato.

Tale indennità dev’essere quindi liquidata nella misura prevista dagli articoli 22-bis, comma 5, e 50, comma 1, del Dpr 327/2021, con riferimento alla sola superficie indicata dal decreto di occupazione, senza tener conto né del deprezzamento subìto dall’area residua, che dev’essere valutato esclusivamente ai fini della liquidazione dell’indennità di espropriazione, né, qualora si tratti di fondo non edificabile, dell’indennità aggiuntiva prevista dall’articolo 37, comma 9, del Dpr 327/2001, che, in quanto avente una funzione compensativa del sacrificio sopportato a causa della definitiva perdita del terreno su cui viene esercitata l’attività agricola, è dovuta soltanto per effetto dell’abbandono dell’area, conseguente all’emissione del decreto di esproprio.

Cassazione civile sez. I, 04/03/2022, n.7259

Indennità di occupazione nella formazione delle quote

Il carattere unitario del giudizio divisionale preclude la pronuncia sulla richiesta volta a considerare la cd. indennità di occupazione nella formazione delle quote: ed invero, tale domanda va intesa quale richiesta di imputazione alla quota del convenuto delle somme di cui costui sarebbe debitore verso gli altri condividenti in dipendenza del rapporto di comunione, richiesta riconducibile alla fattispecie di cui all’art. 724, comma 2, c.c..

Tribunale Roma sez. VIII, 01/03/2022, n.3300

Pagamento dell’indennità di occupazione

La responsabilità del locatario per il ritardo nella restituzione dell’immobile ai sensi dell’articolo 1591 del Cc ha natura contrattuale perché deriva dalla violazione dell’obbligo del “conduttore” di restituire la cosa locata alla cessazione del contratto; ne deriva che il diritto al risarcimento dei danni derivati dall’inadempimento a tale obbligo, ancorché in parte normativamente determinato con riferimento al corrispettivo convenuto, si prescrive nell’ordinario termine decennale.

Il conduttore rimasto nella detenzione dell’immobile dopo la cessazione del contratto è infatti tenuto al pagamento, da tale momento, dell’indennità di occupazione ai sensi dell’articolo 1591 del Cc, e non già del canone secondo le scadenze pattuite, perché, cessato il rapporto di locazione, la protrazione della detenzione costituisce inadempimento dell’obbligo di restituzione della cosa locata.

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2021, n.38970

Consenso al promissario acquirente di occupare il bene

In tema di contratto preliminare di compravendita di bene immobile, l’occupazione di quest’ultimo, inizialmente legittima in presenza del consenso scritto da parte del promittente venditore, diventa priva di titolo nel momento in cui il promissario acquirente propone domanda giudiziale di recesso dal contratto per l’inadempimento del promittente venditore, sicchè da tale data va riconosciuta l’indennità di occupazione dell’immobile, laddove, nella diversa ipotesi del recesso per inadempimento del promissario acquirente cui il bene sia stato consegnato alla conclusione del contratto preliminare, la data iniziale del computo dell’indennità di occupazione va individuata in quella di consegna dell’immobile.

Cassazione civile sez. VI, 14/10/2021, n.28218

Caparra confirmatoria e indennità di occupazione

La somma di denaro che, all’atto della conclusione di un contratto, il promissario acquirente consegna al promittente venditore a titolo di caparra confirmatoria, assolve la funzione, in caso di successiva risoluzione del contratto per inadempimento in dell’obbligo di pagamento del prezzo, di preventiva liquidazione del danno conseguente al detto inadempimento, mentre il pregiudizio da illegittima occupazione dell’immobile consegnato in esecuzione del preliminare, discendendo da un distinto fatto illecito costituito dal venir meno del titolo legittimante la detenzione per la risoluzione del contratto con effetti retroattivi, legittima il promittente alienante a richiedere un’autonoma riparazione pecuniaria costituita dall’indennità di occupazione dalla data di immissione nella detenzione del bene sino al momento della restituzione.

Corte appello Palermo sez. II, 25/06/2021, n.1065

Il calcolo dell’indennità di occupazione temporanea e di urgenza

Stante il principio secondo cui l’indennità di occupazione temporanea e di urgenza deve essere liquidata in misura corrispondente ad una percentuale di quella dovuta per l’espropriazione dell’area occupata, tale criterio può corrispondere al saggio corrente degli interessi legali giacché fondato sulle caratteristiche oggettive dell’immobile e, una volta adottato, non necessita di motivazione.

Cassazione civile sez. I, 26/02/2021, n.5344

L’effetto interruttivo della prescrizione

L’effetto interruttivo della prescrizione dovuto alla proposizione di domanda giudiziale si estende solo a quei fatti che siano conseguenti alla vicenda cui essa si riferisce, vale a dire che costituiscano il logico sviluppo di un dato presupposto necessario.

Pertanto, la richiesta di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore non impedisce la prescrizione dell’autonomo diritto all’indennità di occupazione dell’immobile, per essere quest’ultimo fondato non sullo scioglimento del rapporto per inadempimento, ma sulla circostanza che il medesimo conduttore, cessato il titolo, continui a trattenere il bene locato ritardandone la dovuta restituzione.

Cassazione civile sez. III, 20/12/2019, n.34154

Cos’è l’indennità di occupazione?

L’indennità di occupazione è il corrispettivo del mancato godimento del bene occupato fino all’espropriazione, in relazione all’anticipata privazione del proprietario del suo diritto reale, ed è ragguagliata al tasso legale degli interessi sull’indennità di espropriazione. Ne consegue che, gli interessi legali dovuti al proprietario per la ritardata corresponsione delle somme spettanti a titolo di indennità di espropriazione e di occupazione, per la loro natura e funzione compensativa, decorrono dal momento di maturazione dei corrispondenti diritti, ovvero più specificamente, dalla data del decreto di esproprio, e dalla scadenza di ciascuna annualità di occupazione.

Cassazione civile sez. I, 03/07/2019, n.17797

Calcolo dell’indennità di occupazione

Le possibilità edificatorie da considerare ai fini della determinazione dell’indennità di occupazione vanno valutate al momento dell’adozione del relativo decreto; tuttavia, poiché il diritto all’indennità matura al compimento di ogni singola annualità, è con riferimento a ciascuna scadenza periodica che deve essere calcolato il parametro di riferimento, con la conseguenza che un eventuale mutamento della destinazione urbanistica assume rilevanza nel calcolo dell’indennità in relazione alle annualità successive.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza con la quale il giudice di appello, dopo aver correttamente liquidato l’indennità di occupazione in relazione ad un primo periodo, sul presupposto dell’originaria natura edificatoria dei suoli, aveva poi erroneamente utilizzato il medesimo criterio in relazione agli anni successivi, trascurando che nelle more era stato approvato un piano regolatore generale che aveva mutato in agricola l’iniziale destinazione edificatoria dei suoli).

Cassazione civile sez. I, 26/06/2019, n.17115

Terremoto e indennità di occupazione e di espropriazione

In tema di terremoto, la ratio del comma 6 dell’art. 2 D.L. n. 39 del 2009 convertito nella legge n. 77/2009 è, in sostanza, quella di evitare che il catastrofico evento costituito dal terremoto produca, oltre ai devastanti effetti naturali a tutti noti, anche effetti giuridici distorsivi a casuale beneficio di alcuni, quali sarebbero quelli derivanti dal conferire rilevanza, ai fini della determinazione delle indennità di occupazione e di espropriazione, a variazioni delle destinazioni urbanistiche determinate non dalle ordinarie scelte programmatiche ed esecutive degli enti preposti alla pianificazione urbanistica del territorio, ma esclusivamente dalla urgentissima necessità di fare fronte alle esigenze abitative e di istruzione dei cittadini dei territori colpiti dal sisma, attraverso la individuazione, rimessa in definitiva al Commissario delegato, delle aree, non necessariamente già edificabili, sulle quali realizzare in tempi brevi i moduli abitativi e scolastici occorrenti.

Corte appello L’Aquila, 26/02/2019, n.333

Giudizio di occupazione sine titulo

Il fatto che l’occupante non sia proprietario dell’immobile confiscato è del tutto irrilevante ai fini del giudizio di occupazione sine titulo. È la permanenza ed occupazione senza titolo dell’immobile confiscato che legittima tanto l’ordinanza di sgombero quanto la richiesta di pagamento di una indennità di occupazione.

Tribunale Roma sez. II, 05/02/2019, n.2535

Controversie sulla determinazione e corresponsione dell’indennità di occupazione

Le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità di occupazione dovute in conseguenza di atti ablativi, ai sensi dell’art. art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.), appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario; tale giurisdizione sussiste anche quando la relativa domanda sia stata proposta unitamente a quella, devoluta invece alla giurisdizione del giudice amministrativo, di risarcimento del danno da perdita del bene, stante la vigenza, nell’ordinamento processuale del principio generale di inderogabilità della giurisdizione per motivi di connessione.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 03/01/2019, n.2

Interpretazione della domanda giudiziale

L’interpretazione della domanda giudiziale, al fine di stabilirne l’idoneità a costituire atto interruttivo della prescrizione di un determinato diritto, non involgendo l’accertamento di un vizio in procedendo, costituisce attività riservata al giudice del merito ed è sindacabile in sede di legittimità solo sotto il profilo del vizio di motivazione.

(Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la motivazione della corte d’appello che aveva ritenuto idonea ad interrompere, con efficacia permanente, il termine di prescrizione del diritto all’indennità di occupazione la domanda giudiziale di pagamento di quanto dovuto per il protrarsi dell’occupazione dalla data dell’immissione in possesso a quella della irreversibile trasformazione del fondo).

Cassazione civile sez. I, 16/11/2018, n.29609

Indennità dovuta dal promissario acquirente per l’occupazione ingiustificata dell’immobile

In caso di nullità del contratto preliminare di compravendita immobiliare, l’indennità dovuta dal promissario acquirente per l’occupazione, “ab origine” priva di giustificazione, dell’immobile deve essere determinata in base alle norme sull’ingiustificato arricchimento – e, quindi, senza riconoscimento del lucro cessante – e a partire dal momento in cui, avendo il proprietario richiesto la restituzione del bene, il promissario acquirente, da possessore di buona fede, si trasforma in possessore di mala fede.

Ne deriva che, considerata la diversità, per natura ed effetti, tra l’azione di ingiustificato arricchimento e quella risarcitoria, integra domanda nuova la richiesta di indennità di occupazione avanzata dal promittente venditore in appello, in sostituzione della domanda di risarcimento del danno conseguente alla risoluzione del contratto proposta in primo grado.

Cassazione civile sez. II, 10/10/2018, n.25044

Terreni acquisiti dalla PA e indennità di occupazione legittima

Al proprietario di terreni legittimamente occupati, poi irreversibilmente trasformati ed acquisiti illegittimamente dalla P.A., il quale abbia chiesto di essere indennizzato per l’indisponibilità dei beni per l’intera durata dell’occupazione, deducendone l’illegittimità, è dovuta, in aggiunta al risarcimento del danno per l’occupazione illegittima, anche l’indennità di occupazione legittima.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, erroneamente qualificando “in iure” la domanda come diretta al risarcimento del danno per l’occupazione acquisitiva illegittima, non aveva riconosciuto anche la reintegrazione indennitaria per il periodo di occupazione legittima antecedente allo sviluppo illegittimo della procedura).

Cassazione civile sez. I, 03/10/2018, n.24101

Controversie inerenti a diritti di natura indennitaria

Secondo quanto prescritto dal combinato disposto degli artt. 22 bis e 55 punto 3, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, tutte le controversie inerenti a diritti di natura indennitaria (indennità di occupazione o di espropriazione), in funzione di controvalore del bene oggetto delle procedure ablatorie non possono che essere devolute, in ordine sia all’an che al quantum, alla giurisdizione del G.O., da identificare nella Corte d’Appello territorialmente competente. La contestazione del quantum dell’indennità provvisoria di espropriazione, anche quando proposta come impugnazione del provvedimento di stima e volta a porre in dubbio la sua legittimità o la correttezza del suo iter procedimentale, inerisce a posizioni di diritto soggettivo e spetta alla giurisdizione del G.O. ai sensi dell’art. 53, comma 3, d.P.R. n. 327/2001

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 06/08/2018, n.8827

Indennità di occupazione e indennità di espropriazione

Le opposizioni alla stima dell’indennità di occupazione e quelle all’indennità di espropriazione contengono domande distinte ed autonome, avuto riguardo alle diversità delle relative “causae petendi”, costituite l’una dalla privazione del godimento del bene occupato e l’altra dall’ablazione di quello espropriato.

Ne consegue che, in relazione ai rapporti tra i detti giudizi può assumere efficacia di cosa giudicata esclusivamente la qualificazione giuridica del terreno, quale antecedente logico giuridico della statuizione sull’indennità di occupazione legittima, ma non l’accertamento del suo valore di mercato, tanto per l’evidenziata autonomia dei rapporti quanto per la diversità dei periodi considerati.

Cassazione civile sez. I, 25/07/2018, n.19758



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube