L’esperto | Articoli

Indennità di cassa: ultime sentenze

30 Settembre 2019
Indennità di cassa: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: configurabilità dell’indennità di cassa; attività di maneggio di denaro; somme percepite dal lavoratore a titolo di indennità di cassa; responsabilità di cassa e obbligo di accollo delle eventuali differenze.

Indennità di cassa: quando si configura?

Per la configurabilità dell’indennità di cassa, che, ai sensi dell’art. 12 della l. 30 aprile 1969 n. 153, è esclusa dalla retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale, non è necessario che il maneggio di denaro costituisca la mansione prevalente, essendo sufficiente che essa venga svolta in modo continuativo e non occasionale o saltuario, e che il dipendente assuma la responsabilità degli errori, anche nella determinazione delle somme pagate o riscosse.

Cassazione civile sez. lav., 02/11/1994, n.8982

Indennità di cassa: cosa rileva?

Ai fini del riconoscimento dell’indennità di cassa, in relazione anche alla previsione contenuta nella norma contrattuale, ciò che rileva è l’autonomia nell’espletamento delle mansioni di cassiere e la continuatività e non occasionalità di queste ultime.

Cassazione civile sez. lav., 05/09/2019, n.22294

Interpretazione dei contratti collettivi

L’interpretazione dei contratti collettivi di diritto comune è devoluta al giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo per vizi di motivazione e violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva riconosciuto l’indennità di cassa, prevista dall’art. 10 c.c.n.l. metalmeccanici privati, a prescindere dalla qualifica del lavoratore, in caso di mansioni che comportino in via normale, e non eccezionale o saltuaria, la riscossione di denaro, da intendersi non solo come denaro contante ma anche titoli di credito, assegni e cambiali).

Cassazione civile sez. lav., 17/05/2001, n.6780

Indennità di cassa: presuppone il maneggio di denaro per riscossioni e pagamenti

Non è sindacabile nel giudizio di cassazione l’interpretazione di clausole di contratti collettivi di lavoro di diritto comune fornita dal giudice di merito, se non sussistono violazioni delle norme sulla interpretazione dei contratti o vizi di motivazione (nella specie, il giudice di merito, con la sentenza confermata dalla S.C., aveva rilevato che, secondo l’art. 24 del C.c.n.l. 23 luglio 1979 per l’industria chimica, l’indennità di cassa presuppone il maneggio di denaro per riscossioni e pagamenti e va quindi riconosciuta, a prescindere dalla qualifica del lavoratore, in caso di mansioni che comportino in via normale, e non eccezionale o saltuaria, la riscossione di denaro).

Cassazione civile sez. lav., 26/03/1998, n.3215

Indennità di cassa e calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale

Ai sensi dell’art. 12 della l. 30 aprile 1969 n. 153, l’indennità di cassa, esclusa dalla retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale, indica tutte quelle indennità previste dai contratti collettivi che, quale che sia il “nomen iuris” adoperato dalle parti (indennità di maneggio del denaro, indennità di cassa, indennità di rischio, indennità di cassa e di maneggio del denaro), sono collegate al maneggio del denaro quale mansione normale o prevalente del lavoratore, con connessa responsabilità dello stesso, e sono erogate in relazione al rischio che è connaturato a tale attività.

Cassazione civile sez. lav., 23/11/1995, n.12119

Indennità di cassa e retribuzione percepita

L’indennità di cassa va inclusa nella retribuzione di fatto percepita, da assumersi come base per il calcolo della tredicesima mensilità; ai sensi dell’art. 13 disc. spec., parte III, c.c.n.l. metalmeccanici, nonché, essendo corrisposta con carattere di continuità, nella base di calcolo del Tfr, ai sensi dell’art. 2120 c.c.

Pretura Milano, 07/11/1995

Lavoratori dipendenti e indennità di cassa

L’indennità di maneggio denaro corrisposta ai lavoratori dipendenti (nella specie autisti incaricati di riscuotere somme dai destinatari della merce trasportata) rientra nella previsione dell’art. 12 comma 2, della legge n. 153 del 1969, che esclude dalla base retributiva imponibile ai fini del calcolo dei contributi previdenziali, gli importi erogati a titolo d’indennità di cassa, ove il maneggio di denaro costituisca mansione continuativa e non occasionale o saltuaria, gravando sul dipendente il rischio di errore nelle operazioni di riscossione effettuate.

Cassazione civile sez. lav., 09/11/1994, n.9331

Retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale

L’art. 12 n. 4 l. 30 aprile 1969 n. 153 che (dettando il testo sostitutivo degli articoli in esso indicati) esclude dalla retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale le somme percepite dal lavoratore a titolo di “indennità di cassa”, fa riferimento, con tale locuzione, ad un’indennità che la disciplina collettiva prevede – pur con denominazioni diverse (quali indennità di maneggio di danaro, o di rischio, o di cassa e di maneggio denaro) – per lo svolgimento in modo continuativo, sì da costituire la mansione normale o prevalente del lavoratore, dell’attività di maneggio di denaro e/o di valori, con connessa responsabilità (anche finanziaria) del lavoratore medesimo; restando escluso che, ai fini della configurabilità della “indennità di cassa” considerata dalla norma, e relativa al rischio connaturale al maneggio del danaro, siano necessari ulteriori requisiti e, in particolare, il difetto di preventiva determinazione delle somme riscosse.

(Principio affermato in fattispecie relativa all’indennità di maneggio denaro corrisposta ai dipendenti – cassieri ed esattori – della Padana Gas S.p.A. incaricati della riscossione delle bollette dei consumi del gas).

Cassazione civile sez. lav., 15/07/1994, n.6674

Contributi assicurativi

Non può configurarsi alcuna “trasferta” quando il dipendente (nella specie, ispettore di vendita alimentarista) sia contrattualmente obbligato a rendere la propria prestazione in luoghi sempre diversi per il tipo e le caratteristiche dell’attività dell’impresa; di conseguenza la relativa indennità, ancorché denominata “di trasferta”, ha natura e funzione retributiva e va assoggettata per l’intero a contribuzione.

La stessa cosa deve dirsi per l’attività di maneggio di denaro che non abbia i caratteri della prevalenza o della continuità ed abitualità e non vi sia connessa una responsabilità contabile; in mancanza di questi elementi la relativa indennità, ancorché denominata “indennità di cassa”, non rientra nell’esclusione di cui all’art. 12 comma 2 n. 4 legge n. 153 del 1969 per cui anch’essa è assoggettata per l’intero a contribuzione.

Pretura Vercelli, 18/06/1993

Responsabilità di cassa

A norma dell’art. 95 del contratto collettivo 19 dicembre 1979 per i dipendenti da aziende commerciali, compete l’indennità di cassa e maneggio danaro al pompista specializzato con responsabilità di cassa, con l’obbligo di accollo delle eventuali differenze, indipendentemente dall’accertamento di comportamenti riprovevoli.

Tribunale Milano, 21/11/1990



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube