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Ritardo aereo per un uccello finito nel motore: c’è risarcimento

17 Settembre 2019
Ritardo aereo per un uccello finito nel motore: c’è risarcimento

Bird strike: ai passeggeri del volo di linea spetta l’indennizzo  per aver fatto tardi a causa di un guasto anche se il volatile è un caso fortuito.

«Perché l’aereo non decolla? Come mai tutto questo ritardo?». Avrai notato l’ansia dei passeggeri a bordo del volo della compagnia aerea quando non viene rispettato l’orario di partenza. C’è chi teme di perdere la coincidenza, chi di fare tardi ad un importante appuntamento di lavoro, chi invece è più vocato alle tragedie e sospetta qualche sabotaggio. In gran parte dei casi, però, la colpa del ritardo viene addossata ad un uccello finito accidentalmente nel motore. In questi casi, dopo aver rimosso quel che resta della carcassa del volatile, la compagnia è tenuta ad eseguire un check-up per verificare il funzionamento di ogni impianto dall’apparecchio. Fatto sta che la partenza subisce un ritardo più o meno lungo.

Chi mai potrebbe evitare che un uccello finisca in un’elica? Si tratta, quindi, del cosiddetto “caso fortuito” che, proprio in quanto imprevedibile ed inevitabile, esonera il vettore da ogni responsabilità ed esclude il relativo risarcimento. Almeno questo è stato, sino ad oggi, il pensiero della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Fino ad oggi. Una recente sentenza del giudice di pace di Palermo [1] apre una via di speranza a chi ha dovuto rinunciare ai propri appuntamenti per colpa del volatile distratto.

Vediamo, quindi, meglio se in caso di ritardo dell’aereo per un uccello finito nel motore, c’è risarcimento.

Leggi anche Ritardo aereo: rimborso e risarcimento.

Secondo l’Ente nazionale per l’aviazione civile, dal 1988 sono morte nel mondo 282 persone per l’impatto fra velivoli e animali selvatici, soprattutto uccelli, che sono risucchiati dai motori dell’aereo in fase di decollo o atterraggio, con danni al velivolo e rischi per i passeggeri. Si tratta, quindi, di un evento, oltre che frequente, anche sufficientemente rischioso.

Ma, come abbiamo già spiegato in Aereo urta contro uccello e fa ritardo, un regolamento UE [2] stabilisce che la compagnia aerea deve risarcire i danni ai passeggeri solo se il ritardo è superiore a tre ore, a meno che detto ritardo sia conseguenza di «circostanze eccezionali» come ad esempio un uccello finito nel motore. Tale evento rientra, quindi, tra quelle circostanze eccezionali che consentono al vettore di non pagare per il ritardo dell’aereo, benché prolungatosi di oltre tre ore.

A questo punto, però, se il ritardo nel decollo è superiore a quello che sarebbe giustificabile in un’ipotesi del genere – ad esempio perché la società aerea ha deciso di effettuare una lunga serie di controlli, benché non necessari e anzi superflui – allora non vale più la deroga e i passeggeri dovranno ottenere il ristoro per i danni subìti. Come dire: per rimuovere il pennuto e ripristinare il motore non si può impiegare più di tre ore. Un eccesso di zelo nei controlli che pregiudichi i diritti dei viaggiatori non ha ragione di essere; la società può attendere più di tre ore prima di dare il via libera al decollo solo se dimostra la necessità di tali check up.

È, dunque, vero che una collisione tra un aereo e un uccello è una circostanza eccezionale che libera l’azienda da obblighi di risarcimento per ritardi anche superiori alle tre ore, ma se il comportamento del vettore dopo l’incidente contribuisce a prolungare il suddetto ritardo a causa di controlli ingiustificati, l’esonero dall’obbligo di indennizzo viene meno.

Scatta, dunque, il risarcimento in favore dei viaggiatori anche quando il ritardo del volo è dovuto a bird strike, l’impatto fra l’aeromobile e uno stormo di uccelli avvenuto durante il collegamento precedente.

Se, in astratto, l’incidente costituisce un evento eccezionale che esonera il vettore da ogni responsabilità, in concreto, la compagnia può essere condannata a pagare per il ritardo accumulato se prolunga i controlli per un tempo immotivato senza prendersi cura dei passeggeri in attesa.

Il principio generale è, dunque, quello secondo cui, anche in presenza di un ritardo dettato da circostanze eccezionali, la compagnia aerea non è legittimata a protrarre detto ritardo in modo ingiustificato. Essa deve comunque cercare di contenere i danni per i propri clienti. Diversamente, anche la collisione con un uccello può essere fonte di risarcimento.

Nel caso di specie, è stata accolta la domanda di un passeggero che aveva acquistato un biglietto low cost per il volo Punta Raisi-Fiumicino, partenza alle 17 e arrivo alle 18,15. L’aereo, però, arriva a Roma soltanto alle 00,45 della notte, quando in aeroporto è quasi tutto chiuso.


note

[1] Gpd di Palermo sent. n. 1595/19.

[2] Regolamento UE n. 261/2004.


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