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Pensione di reversibilità: ultime sentenze

2 Ottobre 2019
Pensione di reversibilità: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: pensione di reversibilità; pubblico impiego privatizzato; controversia tra il dipendente e l’amministrazione; concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite e ripartizione del trattamento di reversibilità; morte del titolare della pensione diretta.

Quali sono i requisiti per godere della pensione di reversibilità? Il coniuge superstite a cui è stata addebitata la separazione ha diritto alla pensione di reversibilità? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Pensione di reversibilità: requisiti

L’art.13, commi 1 e 7, R.D.L. n.636 del 1939, convertito nella L. 6.07.1939, n. 1272, sostituito con l’art. 2, della L. 4.04.1952, n. 218 e con l’art. 22, L. 21.07.1965, n. 903, i requisiti costitutivi ed indispensabili per godere del beneficio della pensione di reversibilità sono quelli della inabilità e quello della vivenza a carico del soggetto pensionato al momento del decesso dello stesso, vale dire, relativamente a questo secondo requisito, che è necessario dimostrare che il pensionato, prima del decesso, provvedesse al sostentamento del richiedente in maniera continuativa.

Corte appello Ancona sez. lav., 13/05/2019, n.153

Pretesa restitutoria della pensione di reversibilità

In materia di pubblico impiego privatizzato, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia promossa dal dipendente nei confronti dell’ente datore di lavoro diretta ad accertare l’illegittimità della pretesa restitutoria dell’Amministrazione, ove la richiesta dell’ente medesimo sia successiva al 30 giugno 1998, dovendosi ritenere che, nel caso di ripetizione d’indebito, integrino la nozione di “questione” ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 69, comma 7, non solo i fatti rilevanti ai fini della sussistenza del diritto del lavoratore, ma anche la mutata valutazione e qualificazione della fattispecie concreta operata dall’ente con la richiesta di restituzione, atteso che solo a seguito di quest’ultima può dirsi insorta la lite tra l’Amministrazione e il dipendente (controversia avente ad oggetto una domanda volta all’annullamento di una determinazione e di una missiva attraverso le quali la Provincia di Bolzano aveva chiesto il rimborso ad un dipendente di somme dal medesimo indebitamente percepite in conseguenza dell’integrazione della pensione di reversibilità corrisposta dallo stesso Ente territoriale).

Cassazione civile sez. un., 27/08/2019, n.21741

Reversibilità ex coniuge: criteri per l’attribuzione

La norma di cui all’art. 9 comma 2 legge 898/70, interpretata secondo il testo letterale di legge, ricollega quindi espressamente il diritto alla corresponsione della pensione di reversibilità a tre requisiti, ovvero: a) che il coniuge divorziato non sia passato a nuove nozze; b) che il medesimo sia titolare dell’assegno divorzile; c) che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza.

E’ bene chiarire che la ripartizione del trattamento di reversibilità, in caso di concorso fra coniuge divorziato e coniuge superstite aventi entrambi i requisiti per la relativa pensione, deve essere effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata del rapporto matrimoniale (ossia del dato numerico rappresentato dalla proporzione fra le estensioni temporali dei rapporti matrimoniali degli stessi coniugi con l’ex coniuge deceduto), anche ponderando ulteriori elementi, correlati alle finalità che presiedono al diritto di reversibilità, da utilizzare eventualmente quali correttivi del criterio temporale; fra tali elementi, da individuarsi nell’ambito L. n. 898 del 1970, art. 5, specifico rilievo assumono l’ammontare dell’assegno goduto dal coniuge divorziato prima del decesso dell’ex coniuge, nonché le condizioni dei soggetti coinvolti nella vicenda, e in quest’ottica – al fine di evitare che l’ex coniuge sia privato dei mezzi indispensabili per mantenere il tenore di vita che gli avrebbe dovuto assicurare nel tempo l’assegno di divorzio, ed il secondo coniuge il tenore di vita che il de cuius gli aveva assicurato in vita – anche l’esistenza di un periodo di convivenza prematrimoniale del secondo coniuge potrà essere considerata dal Giudice del merito quale elemento da apprezzare per una più compiuta valutazione delle situazioni

Tribunale Perugia sez. I, 17/06/2019, n.2

Pensione di reversibilità: concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite

In tema di pensione di reversibilità, nell’ipotesi di concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite, entrambi aventi diritto al trattamento di reversibilità del coniuge deceduto, il mero criterio che attribuisce, ai fini del riparto, rilevanza solo ed esclusivamente alla durata del rapporto va corretto con altri criteri (quale, per es., l’esistenza di figli minori) al fine di evitare di attribuire al coniuge superstite una quota di pensione del tutto inadeguata alle più elementari esigenze di vita e, per converso al coniuge divorziato, una quota di pensione del tutto sproporzionata rispetto all’assegno in precedenza goduto (nel caso di specie il tribunale ha riconosciuto la quota maggiore alla coniuge separata, ultima convivente con il de cuius, in ragione della sua situazione economica, caratterizzata da un lato dalla presenza di maggiori oneri in quanto la stessa aveva a carico tre minori, figli del de cuius, dall’altro da una maggiore aleatorietà in quanto la percipiente svolgeva di attività imprenditoriale).

Tribunale Modena sez. I, 05/06/2019, n.7

Ripartizione della pensione di reversibilità

La sentenza che ripartisce la pensione di reversibilità tra il coniuge superstite ed il coniuge divorziato ha carattere costitutivo necessario ed attribuisce ad entrambi un diritto iure proprio sulla pensione di reversibilità.

Tribunale Torino sez. VII, 10/05/2019, n.24

Morte e valore capitale della pensione di reversibilità erogata ai familiari superstiti

Nell’ipotesi di morte derivante da un illecito, il valore capitale della pensione di reversibilità erogata ai familiari superstiti non è detraibile dal risarcimento loro spettante, ciò in quanto trattasi di una prestazione con funzione previdenziale, correlata al sacrificio del lavoratore effettuato attraverso il versamento dei contributi.

Consiglio di Stato sez. III, 23/04/2019, n.2571

Pensione di reversibilità al coniuge divorziato

Affinché al coniuge divorziato sia riconosciuta la pensione di reversibilità o una quota di essa in caso di concorso con altro coniuge superstite, occorre che il richiedente, al momento della morte dell’ex coniuge, risulti titolare di assegno di divorzio, giudizialmente riconosciuto dal tribunale con una sentenza che abbia pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Cassazione civile sez. lav., 19/04/2019, n.11129

Coniuge superstite a cui è stata addebitata la separazione

Il coniuge superstite al quale sia stata addebitata la separazione, come già il coniuge separato per colpa nella previgente disciplina della separazione coniugale, ha diritto alla pensione di reversibilità, indipendentemente dalla circostanza che versi o meno in stato di bisogno e senza che rilevi l’attribuzione di un assegno di mantenimento o altra provvidenza di tipo alimentare.

Cassazione civile sez. lav., 15/03/2019, n.7464

Blocco perequazione automatica pensioni

In tema di blocco della perequazione automatica delle pensioni ex art. 1, comma 19, della l. n. 247 del 2007, per le pensioni di reversibilità l’importo-base sul quale calcolare l’eventuale superamento della soglia oltre la quale il blocco è destinato a operare (otto volte il trattamento minimo Inps) è costituito dal trattamento pensionistico al netto, e non al lordo, delle riduzioni derivanti dall’applicazione dei divieti di cumulo con gli altri redditi percepiti dal superstite, ai sensi dell’art. 1, comma 41, della l. n. 335 del 1995, in applicazione dei principi costituzionali di adeguatezza e proporzionalità dei trattamenti pensionistici che giustificano il sacrificio solo parziale e temporaneo dell’interesse dei pensionati, titolari di una o più pensioni, a tutelare il potere di acquisto.

Cassazione civile sez. lav., 08/03/2019, n.6872

Pensione di reversibilità e morte del titolare

La pensione di reversibilità in regime internazionale, benché acquisita dal superstite “iure proprio”, spetta sulla base delle condizioni di assicurazione e contribuzione proprie del dante causa al momento del suo collocamento a riposo o, se non ancora titolare di pensione, a quello del decesso.

(Nella specie, il “de cuius”, di nazionalità croata e deceduto nel 2009, godeva della pensione diretta dal 1984, sicché alla pensione di reversibilità si applicava la convenzione tra l’Italia e la Jugoslavia del 14 novembre 1957, per la quale, ai fini della totalizzazione dei contributi versati, è sufficiente l’avvenuto versamento anche di un solo contributo settimanale).

Cassazione civile sez. lav., 04/03/2019, n.6257

Pensione di reversibilità per figlio superstite inabile: presupposti

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile; tale accertamento di fatto è rimesso al giudice di merito e, pertanto, incensurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.

Cassazione civile sez. VI, 23/01/2019, n.1861


13 Commenti

  1. A parte che sarebbe uno schifo la pensione di reversibilita’ un uomo dopo magari 40 anni di lavoro va in pensione se muore alla moglie le danno una piccola percentuale,sarebbe piu giusto darle tutto come prendeva il marito in vita.
    Si presume che la moglie sia casalinga e lei anche se non con i contributi lavorava in casa cudiva i figli e la maggiore quadrava il bilancio familiare.
    Questo e’ una rapina statale che si fa’ verso le persone anziane.La pensione sono soldi nostri che ci sono stati tolti ogni mese dalla busta paga e accantonati per la pensione.
    Per di piu’ se io sono separato muoio perche’ io stesso prima di morire non posso decidere lasciando scritto che la mia pensione sia data hai figli?

    1. Se pensi che tutti i Governi vorebbero tagliare le pensioni NORMALI, perché non hanno soldi per quelle cosidette RICCHE o DOPPIE, se non Triple e via così fino a quelle che vanno fino alla settima generazione, è logico che non lo faranno mai per i POVERI.
      Cosa bisognerà fare? Grazie dell’attenzione
      Fabio

  2. Se mio marito era titolare di un assegno pensionistico, alla sua morte, io ho diritto a ricevere la pensione di reversibilità?

    1. Quando un lavoratore che prende la pensione o che ne ha il diritto alla liquidazione viene a mancare ed è sposato, separato, divorziato o parte di un’unione civile, la pensione di reversibilità spetta: al coniuge, anche se legalmente separato; al coniuge divorziato sempre che sia titolare dell’assegno divorzile, non si sia risposato e la persona defunta abbia iniziato il rapporto assicurativo prima della data di sentenza dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il coniuge superstite perde il diritto alla pensione di reversibilità se si sposa di nuovo. Tuttavia, ha diritto ad un assegno una tantum pari a due annualità della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima, nella misura spettante alla data del matrimonio. In pratica, due anni di pensione più le due tredicesime. Se la persona defunta aveva divorziato e si era risposata, spetta al tribunale decidere la quota di pensione di reversibilità che va al coniuge divorziato e a quello superstite. Ha diritto alla pensione anche la parte superstite dell’unione civile.

  3. Buongiorno redazione della legge per tutti. Vorrei porvi una domanda. Leggendo queste sentenze, mi è sorto un dubbio. Quando i figli hanno diritto a ricevere la pensione di reversibilità? Vi ringrazio per il vostro lavoro sempre costante e a favore del cittadino.

    1. Per quanto riguarda i figli ed equiparati, viene riconosciuta la pensione del lavoratore deceduto a quelli che, alla data di morte dell’assicurato o del pensionato: non hanno compiuto i 18 anni di età; indipendentemente dall’età sono stati dichiarati inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso del lavoratore o del pensionato; sono studenti senza lavoro retribuito. In questo caso, il limite di età non è di 18 anni ma di 21 anni quando frequentano la scuola media o professionale e per tutta la durata del corso di laurea fino ai 26 anni di età; hanno un lavoro retribuito ma che produce un reddito inferiore al trattamento minimo annuo di pensione maggiorato del 30% e riparametrato al periodo di svolgimento del lavoro.
      Per figli ed equiparati si intende quelli: adottivi e affiliati del deceduto; riconosciuti o giudizialmente dichiarati dal deceduto o dal coniuge; non riconoscibili dal deceduto ma da lui mantenuti in base ad una sentenza nei casi previsti dalla normativa; non riconoscibili dal deceduto ma che hanno ottenuto nella successione del genitore il riconoscimento del diritto all’assegno vitalizio; nati dal precedente matrimonio del deceduto; minorenni e regolarmente affidati; postumi, nati entro il 300° giorno dalla data del decesso del padre.
      Vengono equiparati anche i nipoti minori anche se non formalmente affidati che risultino effettivamente a carico degli ascendenti.

  4. Salve. potreste indicarmi i passaggi da seguire per fare domanda di reversibilità? Lo chiedo a voi sperando in una risposta chiara e completa

    1. Per richiedere la pensione di reversibilità occorre presentare la domanda all’Inps attraverso l’apposito servizio online. È possibile rivolgersi anche: al contact center dell’Inps chiamando i numeri 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 da cellulare; agli enti di patronato o intermediari, che provvederanno ad inoltrare telematicamente la domanda.

  5. La pensione di reversibilità spetta solo a coniuge e figli? Oppure spetta anche ad altri parenti? Grazie

    1. Non solo coniuge e figli: la pensione di reversibilità (o, se vogliamo, più propriamente detta pensione dei superstiti) spetta in determinati casi anche ad altri familiari. In particolare: se non ci sono coniuge o figli, oppure se ci sono ma non hanno diritto alla pensione ai superstiti, ne hanno diritto i genitori della persona deceduta che, al momento della sua morte, abbiano almeno 65 anni, non siano titolari di trattamento pensionistico e siano a suo carico; se non ci sono coniuge, figli o genitori, oppure se ci sono ma non hanno diritto alla pensione ai superstiti, ne hanno diritto i fratelli celibi o le sorelle nubili della persona deceduta che, al momento della sua morte, siano inabili al lavoro, non percepiscano un trattamento pensionistico e siano a suo carico.

  6. Mia mamma gode di pensione di reversibilità di mio padre deceduto. Io sono figlio leggittimo inabile e invalido potrò godre di riversibilità in caso di morte di mamma .Quali requisiti devo avere oltre all’inabilità e invalidita superiore 10 70% ? Grazie

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