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Come chiedere permessi 104

10 Ottobre 2019
Come chiedere permessi 104

Il diritto a fruire di specifici permessi retribuiti è uno dei vari diritti riconosciuti ai soggetti disabili ed ai loro familiari.

La disabilità è oggetto, nel nostro ordinamento, di una particolare attenzione. Sono molte, infatti, le norme che tutelano i soggetti disabili ed i loro familiari nel più ampio settore delle politiche di inclusione. Tra i vari diritti che la legge prevede a favore delle persone handicappate e delle loro famiglie uno dei più conosciuti è il diritto a fruire di appositi permessi retribuiti sul posto di lavoro. Questi permessi vengono detti molto spesso permessi 104 perchè sono stati introdotti dalla nota legge 104. Sono molte le domande che si pone un disabile o un familiare che vorrebbe prendere questi permessi e, tra le altre, ci si chiede spesso come chiedere permessi 104.

Prima di domandarsi con quali modalità richiedere questi permessi, tuttavia, è bene verificare se si possiedono tutti i requisiti richiesti dalla normativa per la fruizione. Non tutti i lavoratori, infatti, possono avere accesso ai permessi 104 ma solo alcune tipologie di rapporti di lavoro. Inoltre, la persona handicappata che li richiede o che deve essere assistita deve avere determinate caratteristiche.

Cosa sono i permessi 104?

Essere colpiti da una forma di disabilità oppure avere un disabile in famiglia costituisce, senza dubbio, una condizione di particolare disagio che rende necessaria tutta una serie di attività che una persona priva di questa condizione non deve affrontare. Per questo, la legge ha messo in campo interventi a favore delle persone handicappate o disabili che spaziano in numerosi ambiti, dai posteggi riservati, alle agevolazioni fiscali, al trasporto scolastico gratuito a domicilio, eccetera.

Nell’ambito del rapporto di lavoro, l’ordinamento si rende conto che il disabile-lavoratore ha bisogno di maggiori tempi di riposo per il recupero delle proprie energie psico-fisiche. Sotto distinto profilo, il lavoratore che deve dedicarsi alla cura ed all’assistenza di un disabile porta su di sé un impegno non di poco conto ed è, quindi, ragionevole che anche lui possa godere di maggiori periodi di riposo.

Per questo la famosa legge 104 [1] ha previsto degli specifici permessi retribuiti che consentono sia al disabile che al familiare che deve assistere un disabile di assentarsi dal lavoro per un certo numero di ore al mese mantenendo comunque la retribuzione. Questi permessi retribuiti sono detti comunemente permessi 104, oppure si dice “mi prendo la 104“.

Permessi 104: a chi spettano?

Come abbiamo detto, i permessi 104 sono pensati sia per il lavoratore-disabile sia per il lavoratore che debba prendersi cura di un disabile. Non una qualsiasi disabilità dà diritto a questi permessi. Occorre, infatti, che sia accertata una disabilità in condizioni di gravità.

In particolare, i permessi 104 spettano ai lavoratori dipendenti:

  • disabili in situazione di gravità;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, partner dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto ai permessi 104 può essere attribuito ai parenti e agli affini di terzo grado solo se i genitori o il coniuge o il partner dell’unione civile o il convivente di fatto della persona con disabilità grave abbiano un’età anagrafica maggiore o uguale a 65 anni oppure siano anche loro colpiti da patologie invalidanti o, ancora, siano morti o mancanti.

Non tutti i lavoratori possono prendere i permessi 104 i quali, in particolare, non spettano alle seguenti categorie di lavoratori:

  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori domestici e familiari;
  • lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari;
  • lavoratori autonomi, come i collaboratori a partita Iva;
  • lavoratori parasubordinati, come i collaboratori coordinati e continuativi.

I requisiti per poter richiedere i permessi 104 sono i seguenti:

  • essere lavoratori dipendenti, anche a tempo parziale, ed essere assicurati per le prestazioni economiche di maternità presso l’Inps;
  • la persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi non deve essere semplicemente disabile ma deve essersi vista accertata una situazione di disabilità grave [2] riconosciuta dall’apposita Commissione medica integrata Asl/Inps;
  • la persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi non deve essere ricoverata a tempo pieno. Con il concetto di ricovero a tempo pieno si intende il ricovero, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o similari, sia pubbliche che private, che assicurano una continuativa assistenza sanitaria.

Come chiedere permessi 104?

Come abbiamo visto, la concessione dei permessi 104 è subordinata all’accertamento della condizione di disabilità grave da parte della apposita commissione integrata Asl/Inps. Non è il lavoratore a poter dichiarare di essere un disabile grave: deve accertarlo la competente struttura sanitaria.

Quindi, prima di chiedere i permessi 104, occorre, innanzitutto, rivolgersi al proprio medico curante il quale emetterà un certificato introduttivo di disabilità con il quale sarà possibile chiedere l’accertamento della disabilità grave da parte della predetta commissione integrata.

Una volta accertata la condizione di disabilità grave, sarà possibile richiedere per sé o per l’assistenza di un familiare handicappato, i permessi 104, inoltrando l’apposita domanda all’Inps. E’, infatti, l’Inps che eroga al lavoratore che prende la 104 la relativa indennità economica ed è, dunque, l’Inps l’ente al quale richiedere questo diritto.

La presentazione della domanda di fruizione dei permessi 104 deve essere effettuata in modalità telematica utilizzando uno dei tre seguenti canali:

  • via web – accedendo ai servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite il Pin dispositivo Inps (che possiede ogni cittadino) attraverso il portale dell’Istituto, nell’apposito servizio di “Invio online di domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • attraverso gli intermediari autorizzati dall’Inps, come i patronati – per il tramite dei servizi telematici offerti dagli stessi;
  • contattando il contact center  multicanale – digitando il numero 803164 gratuito riservato all’utenza che chiama da telefono fisso e il numero 06164164 con tariffazione a carico dell’utenza chiamante abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari.

Il soggetto che richiede i permessi 104 è obbligato a comunicare tempestivamente all’Inps e al proprio datore di lavoro qualsiasi variazione della situazione di fatto e di diritto dichiarata nella domanda che dovesse intervenire successivamente.

E’, infatti, evidente che potrebbero cambiare le condizioni che hanno permesso l’accesso ai permessi 104.

Per quanto concerne le ipotesi di adozione nazionale e internazionale, unitamente alla domanda di fruizione dei permessi 104 dovranno essere fornite informazioni relative:

  • alla data di ingresso del figlio adottivo in famiglia;
  • alla data di adozione e/o affidamento;
  • data di ingresso in Italia del figlio adottivo;
  • alla data del provvedimento di adozione;
  • al tribunale competente;
  • al numero identificativo del provvedimento.

Permessi 104: quanto spetta?

Il numero di ore di permesso retribuito che spettano dipende da chi è il richiedente e in quale condizione si trova.

In particolare, ai lavoratori disabili in situazione di gravità che chiedono i permessi per se stessi spettano alternativamente:

  • riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore a seconda dell’orario di lavoro;
  • tre giorni di permesso mensile (fruibili anche frazionatamente, in ore).

Ai genitori, anche se adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità di minori di tre anni spettano in alternativa:

  • tre giorni di permesso mensili,  frazionabili anche in ore;
  • prolungamento – che può essere usufruito dal termine del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente – del congedo parentale con diritto per tutto il periodo ad un’indennità pari al 30% della retribuzione;
  • permessi orari retribuiti rapportati all’orario giornaliero di lavoro: in particolare, spettano 2 ore al giorno in caso di orario lavorativo pari o superiore a 6 ore, e un’ora in caso di orario lavorativo inferiore a 6 ore.

Ai genitori biologici di figli disabili in situazione di gravità che abbiano tra i tre e i dodici anni di età e ai genitori adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità che abbiano compiuto i tre anni di età ed entro dodici anni dall’ingresso in famiglia del minore, spettano in alternativa:

  • tre giorni di permesso mensili, frazionabili anche in ore;
  • prolungamento del congedo parentale.

Ai genitori biologici di figli disabili in situazione di gravità che abbiano più di dodici anni di età e ai genitori adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni dall’ingresso in famiglia del minore spettano:

  • tre giorni di permesso mensili, frazionabili anche in ore.

Ai genitori, al coniuge, al partner dell’unione civile, al convivente di fatto, ai parenti e agli affini della persona disabile in situazione di gravità spettano:

  • tre giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

Permessi 104: quanto spetta?

Essendo dei permessi retribuiti, il dipendente che ne ha diritto, pur non recandosi al lavoro, nelle ore in cui prende la 104 viene comunque retribuito attraverso una indennità erogata dall’Inps.

In particolare, i permessi che vengono presi a giorni o a ore vengono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta.

I permessi che vengono fruiti a titolo di prolungamento del congedo parentale fino al 12° anno di vita del bambino, invece, vengono indennizzati al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta. Mentre si fruisce dei permessi retribuiti si ha diritto anche all’assegno per il nucleo familiare.

L’indennità relativa ai permessi 104 viene corrisposta materialmente dal datore di lavoro, il quale la anticipa all’Inps e la porta a conguaglio sui contributi dovuti all’istituto.


note

[1] L. 104/1992.

[2] Art. 3 co. 3 L. 104/92.


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