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Come chiedere il congedo straordinario 104?

4 Ottobre 2019
Come chiedere il congedo straordinario 104?

L’assistenza e la cura di un parente disabile richiede molto impegno e dedizione e adeguate pause dal lavoro.

Sono molte le agevolazioni previste dalla legge a favore dei cittadini colpiti da disabilità. A volte, queste agevolazioni sono fruibili direttamente dal soggetto disabile, mentre altre volte possono fruirne anche i familiari.

Oltre ai permessi retribuiti, che permettono al disabile o al suo parente di assentarsi dal lavoro per un certo numero di ore al mese, la legge prevede anche la possibilità di assentarsi per un lungo periodo di tempo, mantenendo comunque la retribuzione. Questo lungo periodo di assenza per l’assistenza ad un parente disabile viene spesso detto congedo straordinario 104 o aspettativa legge 104.

Ma come chiedere il congedo straordinario 104?

Innanzitutto, prima di presentare la domanda, occorre chiedersi se si hanno tutti i requisiti previsti dalla legge altrimenti si va incontro ad un rigetto della richiesta.

Occorre, inoltre, valutare sempre la reale necessità di richiedere questo congedo perché assentarsi per un lungo periodo dal posto di lavoro potrebbe, comunque, indebolire il ruolo del lavoratore all’interno dell’azienda. Ovviamente, queste sono valutazioni specifiche che può effettuare solo il singolo lavoratore richiedente, caso per caso.

Cos’è il congedo straordinario 104?

Si sente spesso dire da parte di lavoratori dipendenti “mi sono preso la 104” oppure “mi prendo la 104“. Ma cosa vuol dire? Quando si parla genericamente di 104 si fa riferimento alla principale legge dello Stato [1] che ha sistematizzato e raccolto in un unico testo normativo le varie agevolazioni e norme di favore previste per i cittadini disabili e per i loro famigliari.

Uno dei diritti maggiormente conosciuti previsti nella legge 104 è il diritto del disabile-lavoratore o dei lavoratori che devono assistere e prendersi cura dei familiari disabili a fruire di appositi permessi retribuiti detti permessi 104. Si tratta di un certo numero di ore al mese durante le quali il beneficiario può assentarsi dal lavoro mantenendo comunque la retribuzione, che viene posta a carico dell’Inps attraverso il pagamento di un’apposita indennità.

Un diritto sostanzialmente analogo è quello previsto dal cosiddetto congedo straordinario 104 con la differenza che l’assenza dal lavoro, in questo caso, non è di qualche ora al mese ma è rappresentata da un periodo ben più lungo che può arrivare sino a due anni e che può essere fruito a blocchi o frazionatamente.

Chi può ottenere il congedo straordinario 104?

Hanno diritto ad usufruire del congedo straordinario 104 i lavoratori dipendenti in base al seguente ordine di priorità. Scendendo dal numero 1 al numero 5 troviamo il familiare che ne ha, di volta in volta, diritto se manca quello indicato prima. O meglio: si passa da una categoria di beneficiari alla successiva in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei precedenti.

Il diritto al congedo straordinario 104 spetta:

  1. al coniuge convivente o al partner dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  2. al padre o alla madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o del partner dell’unione civile convivente;
  3. ad uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, il partner dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Occorre specificare, sotto questo profilo, che la possibilità di fruizione del beneficio da parte dei figli conviventi si ha quando tutti i soggetti summenzionati (vale a dire, il coniuge convivente, il partner dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori) siano morti, mancanti o affetti da patologie invalidanti;
  4. ad uno dei fratelli o delle sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, il partner dell’unione civile convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  5. ad un parente e/o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, qualora il coniuge convivente, il partner dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli e/o sorelle conviventi del disabile sono morti, mancanti o colpiti da patologie invalidanti.

Oltre al grado di parentela sopra evidenziato, ricorre sempre il requisito della convivenza del beneficiario con la persona affetta da disabilità grave. Sotto questo profilo, si precisa che con il termine convivenza si fa riferimento esclusivamente alla residenza, vale a dire, al luogo in cui la persona ha la dimora abituale, ai sensi di legge [2]. Per considerare integrato il requisito, è sufficiente anche la residenza nello stesso stabile, allo stesso numero civico, anche se non nello stesso appartamento [3].

Non tutte le tipologie di rapporto di lavoro danno diritto al congedo straordinario 104 che spetta ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ma non spetta a:

  • lavoratori domestici e familiari;
  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori agricoli giornalieri;
  • lavoratori autonomi, tra cui rientrano liberi professionisti e lavoratori con partita Iva;
  • lavoratori parasubordinati, come i collaboratori coordinati e continuativi (cosiddetti co.co.co.);
  • lavoratori part-time verticale, durante le pause di sospensione contrattuale.

Inoltre, il congedo straordinario non spetta nelle stesse giornate in cui il dipendente fruisce dei permessi retribuiti 104 e nelle giornate in cui il disabile in situazione di gravità da assistere è ricoverato a tempo pieno.

Chiarito chi è escluso dal beneficio, vediamo quali requisiti occorre possedere per ottenerlo. Per avere diritto al congedo straordinario 104 occorre:

  • essere assunti come lavoratori dipendenti privati con contratto di lavoro subordinato anche a tempo parziale;
  • la persona da assistere, per cui si chiede il congedo straordinario 104, deve trovarsi in una condizione di disabilità grave accertata dall’apposita Commissione medica integrata Asl/Inps;
  • la persona da assistere, per cui si chiede il congedo straordinario 104, non deve essere ricoverata a tempo pieno (vale a dire per l’intero arco delle 24 ore ). Quando si parla di ricovero a tempo pieno, si fa riferimento al ricovero per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, sia pubbliche che private, che assicurano al degente una continuativa assistenza sanitaria.

Congedo straordinario 104: a cosa da diritto?

Per quanto concerne l’oggetto del congedo straordinario 104, come abbiamo detto, questo beneficio dà diritto ad assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di due anni, assenza dal lavoro indennizzata dall’Inps con un’indennità pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo straordinario. Il beneficio può essere fruito nell’arco dell’intera vita lavorativa del dipendente. Ciò significa che se, ad esempio, il dipendente ha diversi figli disabili, il congedo straordinario è, in ogni caso, al massimo di due anni nella vita lavorativa del dipendente, anche se i disabili da assistere sono più di uno.

Il limite biennale, infatti, è complessivo tra tutti gli aventi diritto, per ogni persona con disabilità grave.

Il congedo straordinario non deve essere fruito necessariamente a blocchi, ma può anche essere frazionato a giornate intere.

Per quanto concerne l’ammontare dell’indennità da congedo straordinario 104, la misura del beneficio è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo. Da questo parametro di riferimento, restano escluse le somme attribuite al dipendente a titolo di retribuzione variabile.

Non si può dire, in ogni caso, che i periodi di congedo straordinario siano in tutto e per tutto equiparabili ai periodi di effettivo lavoro. Infatti, questi periodi non sono computati per tutta una serie di istituti che maturano insieme alla retribuzione come le ferie, la tredicesima e quattordicesima (se previste dal contratto collettivo di lavoro applicato), il trattamento di fine rapporto.

I periodi di congedo straordinario sono, invece, del tutto produttivi con riferimento ai contributi previdenziali in quanto sono coperti da contribuzione figurativa e sono, dunque, validi con riferimento al calcolo dell’anzianità assicurativa.

Al pari dell’indennità corrisposta per la fruizione dei permessi 104, anche l’indennità da congedo straordinario viene anticipata dal datore di lavoro, che la versa al dipendente in busta paga, e poi viene recuperata dall’azienda verso l’Inps all’atto del pagamento dei contributi previdenziali, attraverso il meccanismo del conguaglio.

Come chiedere il congedo straordinario 104?

Il dipendente che voglia usufruire del congedo straordinario 104 deve, dunque, innanzitutto, verificare che abbia tutti i requisiti richiesti dalla norma per accedere al beneficio e che riguardano sia il soggetto richiedente, sia la persona da assistere per la quale si chiede il congedo straordinario 104.

Per quanto concerne la presentazione della domanda di congedo straordinario 104, la stessa deve essere inoltrata in modalità telematica (come, ormai, tutte le domande per prestazioni Inps) utilizzando uno dei tre seguenti canali:

  • attraverso il web, tramite i servizi telematici cui può accedere direttamente ogni cittadino con il Pin dispositivo Inps, entrando nel portale dell’Istituto – servizio di “Invio online di domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • rivolgendosi ad un intermediario autorizzato come i patronati, accedendo ai servizi telematici offerti dagli stessi;
  • contattando telefonicamente il contact center multicanale, chiamando il numero 803164 gratuito riservato all’utenza che chiama da telefono fisso e il numero 06164164 con tariffazione a carico dell’utenza chiamante abilitata a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari.

note

[1] L. n. 104/1992.

[2] Art. 43 cod. civ.

[3] Inps, messaggio n. 6512/2010.


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