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Ripartizione spese legali condominio soccombente

18 Settembre 2019
Ripartizione spese legali condominio soccombente

Condomìnio soccombente: come si dividono le spese processuali in caso di condanna nella sentenza? Il condòmino vincitore deve pagare la sua quota? E chi si è opposto al giudizio deve anch’egli pagare?

Il tuo condominio ha avuto una causa con uno dei condomini. Ora, dopo svariati anni di vicende processuali, è uscita la sentenza che vi ha dato torto. In più il tribunale vi ha condannato a pagare le spese processuali all’avversario. A questo punto, è necessario dividere l’importo tra tutti i condomini. Spetterà all’amministratore l’ingrato compito di presentare a ciascuno di voi il conto. Ma come dovrà avvenire questa operazione? In altri termini, come avviene la ripartizione delle spese legali del condominio soccombente?

I tuoi dubbi si incentrano soprattutto su due aspetti: il condòmino che è stato controparte nella lite deve partecipare alle spese in base alla propria quota? La divisione deve avvenire tra tutti i condomini o alcuni, quelli che si erano opposti alla causa, non devono partecipare?

Ecco alcuni chiarimenti che troverai utili sull’argomento.

Condomino vincitore in causa deve pagare le spese processuali?

La prima questione da risolvere è se, in caso di controversia tra condomìnio e condòmino, quest’ultimo, nonostante abbia vinto la causa, debba partecipare alla ripartizione delle spese legali addebitate dal giudice alla parte soccombente (ossia il condomìnio) e spettanti a lui stesso. In pratica, la parte uscita vincitrice dal giudizio, essendo anche partecipe del condominio sconfitto, è tenuta a sopportare la propria quota parte di tale condanna?

Carlo fa causa al proprio condominio per delle infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto. Dopo cinque anni, il giudice gli dà ragione e gli accorda il risarcimento del danno condannando il condominio a pagare le spese processuali. Nel momento in cui l’amministratore provvede a ripartire la condanna alle spese inflitta dal tribunale ne imputa una quota anche a Carlo, secondo i millesimi del suo appartamento. Carlo si ribella e sostiene che sia assurdo farlo pagare per una causa da lui vinta. L’amministratore, invece, ritiene che Carlo, in quanto membro del condominio, debba comunque rispettare la regola della divisione delle spese condominiali secondo millesimi.

Sul punto, la Cassazione [1] ha detto che non vi può essere alcun addebito dei costi del processo sul condomino vincitore. E se un’assemblea dovesse disporre diversamente sarebbe nulla. Ne abbiamo già parlato nell’articolo Spese legali del condominio: paga chi vince la causa?

Si legge in una sentenza che, nel caso di una causa tra uno o più condomini e il condominio, non si applica la regola del Codice civile che impone la ripartizione della spesa secondo millesimi. La Cassazione ha spezzato una lancia a favore del proprietario vincitore. Non è possibile attribuire a quest’ultimo sia la veste di parte vincitrice che soccombente. Se così fosse, peraltro, la condanna alle spese non avrebbe alcun senso perché finirebbe per ritorcersi, in parte, a suo danno. Il che sarebbe paradossale.

Spese legali compensate tra le parti: il vincitore deve pagare la quota millesimale?

Potrebbe porsi il caso, simile al precedente, in cui, all’esito della causa tra condomìnio e condòmino, il giudice compensi le spese tra le parti. La compensazione implica che ciascuno dei partecipanti al giudizio sostiene le proprie spese, senza poter chiederne il rimborso all’avversario. Anche in questo caso, il condominio può imputare la quota millesimale al condomino avversario in causa?

Rachele fa causa al proprio condominio per opporsi a una delibera a suo avviso nulla. Il giudice le dà ragione ma, ritenendo comunque giustificabile il comportamento del condominio, compensa le spese legali tra le parti. L’amministratore imputa a Rachele una quota millesimale dei costi sostenuti per il processo (avvocato, spese vive, ecc.). Rachele deve pagare?

Anche qui, la Cassazione ha detto che «nell’ipotesi di controversia tra condomini, l’unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in contrasto tra loro. Questo formale distacco rende impossibile addebitare alla controparte – seppur membro del condominio – la sua quota di spese millesimali».

Chi si oppone alla causa deve partecipare alle spese legali?

Ultimo aspetto da trattare è l’eventuale dissenso manifestato da qualche condomino al giudizio che possa per questi implicare l’esonero alla condanna alle spese legali.

Quando l’assemblea mette a votazione la questione sulla partecipazione a un processo c’è sempre chi, di parere contrario, preferisce evitare il tribunale. Ebbene, chi vota “no” alla causa deve pagare le spese legali nel caso in cui il condominio risultante sconfitto venga condannato?

Esiste un solo modo per non vedersi addebitare la propria quota millesimale di spese legali: esprimere in modo manifesto il proprio dissenso alle liti. Si tratta di una dichiarazione che deve essere portata a conoscenza dell’amministratore con raccomandata a.r. o manifestata in assemblea, che serve per separare la responsabilità del condomino da quella del condomìnio. In questo modo, il primo non dovrà partecipare alle spese legali per il giudizio in caso di soccombenza. In buona sostanza, l’amministratore, nel dividere l’importo determinato dal giudice con la condanna alle spese processuali, dovrà escludere i condòmini che hanno manifestato il dissenso alle liti.


note

[1] Cass. ord. n. 4259/18 del 21.02.2018.

[2] Cass. sent. n. 13885/14 del 18.06.2014.


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