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Staccarsi dal contatore acqua condominiale

18 Settembre 2019
Staccarsi dal contatore acqua condominiale

Diritto al contatore individuale: la ripartizione della bolletta idrica deve avvenire per millesimi, per numero di persone ad appartamento o in base ai consumi?

L’amministratore del tuo condominio divide i costi della bolletta dell’acqua secondo millesimi. Così prevede la tabella allegata al regolamento di condominio e così si è sempre fatto da quando esiste l’edificio. Senonché, per quanto il tuo appartamento sia uno dei più grandi del palazzo, all’interno vi abiti solo tu e le tue esigenze idriche sono di certo inferiori a quelle degli altri condomini. In alcuni appartamenti, più piccoli del tuo, vivono quattro o cinque persone ed il consumo di acqua non può che essere maggiore. Peraltro, durante i mesi estivi, sei solito viaggiare e la casa resta disabitata. Ti sembra, quindi, ingiusto pagare così tanto e finanziare la spesa degli altri condomini. Hai così deciso di staccarti dal contatore dell’acqua condominiale e munirti di un tuo contatore individuale, in modo da dimostrare all’amministratore e all’assemblea che il tuo consumo non è pari all’importo che paghi. In questo modo, speri che si possano modificare i criteri di ripartizione della spesa. Si tratta di una legittima pretesa alla quale, però, proprio chi consuma di più si è sempre opposto: un contatore collegato a ciascun appartamento ribalterebbe, infatti, i criteri di divisione della bolletta, facendo spendere di più chi, sino ad oggi, ha contribuito in minima parte alla spesa comune.

Cosa prevede la legge a riguardo? È possibile staccarsi dal contatore dell’acqua condominiale se il regolamento e l’assemblea dispongono diversamente?

La questione è stata affrontata di recente dal tribunale di Milano [1] che, con una sentenza assai interessante, ha stabilito come va misurato consumo di acqua con il contatore individuale nel condominio. Vediamo cosa è stato detto in tale pronuncia.

Diritto al contatore dell’acqua individuale

Possiamo sostenere che esiste un vero e proprio diritto al contatore individuale dell’acqua [2]. Secondo la giurisprudenza, la ripartizione a contatore è imposta dalle norme vigenti che prevedono, anzi, come obbligatoria l’installazione di contatori individuali, soprattutto per le attività produttive o del terziario. I condomini dei privati non fanno eccezione. Le stesse norme dell’Unione europea consigliano, al fine di una maggiore razionalizzazione del consumo idrico, un contatore per ciascun appartamento [3].

Anche la Cassazione è di questo avviso. Lo si intuisce da una sentenza di qualche anno fa [4] ove si stabilisce che la ripartizione delle spese per la bolletta dell’acqua comune deve avvenire in base ai “contatori di sottrazione” installati in ogni singola unità abitativa e, solo in assenza di questi, in base ai valori millesimali [5]. È, pertanto, viziata, anzi nulla per intrinseca irragionevolezza, la delibera assembleare, assunta a maggioranza, che, adottato il diverso criterio di riparto per persona in base al numero di coloro che abitano stabilmente nell’unità immobiliare, esoneri dalla contribuzione i condomini i cui appartamenti siano rimasti vuoti nel corso dell’anno.

Il contatore singolo è, quindi, la regola; se il condominio non ne dispone, bisogna procedere alla ripartizione secondo millesimi.

Ne consegue che i criteri di ripartizione per millesimi di proprietà o l’eventuale altro criterio specificato nel regolamento di condominio sono applicabili solo «in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare».

Per installare un contatore dell’acqua individuale c’è bisogno del permesso dell’assemblea?

Da quanto abbiamo appena detto, risulta chiaro che non è necessaria alcuna preventiva delibera condominiale che autorizzi l’installazione di un contatore collegato al singolo appartamento. È, infatti, legittima la posa del contatore individuale d’acqua in alternativa al consumo presuntivo in base ai millesimi. L’installazione di singoli contatori per la misurazione dell’acqua, con conseguente addebito dei costi in base ai consumi effettivi, non solo è del tutto legittima ma, alla luce della normativa nazionale e comunitaria, addirittura doverosa e, pertanto, non è nemmeno necessaria alcuna preventiva delibera condominiale autorizzativa della posa medesima.

Che succede se il regolamento contrattuale prevede la divisione in basi ai millesimi?

Resta da vedere cosa potrebbe succedere se il regolamento di condominio, approvato all’unanimità, stabilisca una ripartizione della bolletta dell’acqua in base ai millesimi. Secondo la sentenza del tribunale di Milano, tale previsione soccomberebbe dinanzi alla disciplina pubblicistica, che prevale su quella di stampo condominiale. Peraltro, le norme dell’Unione Europea – tra cui appunto quelle sull’installazione del contatore individuale – hanno prevalenza sulle norme nazionali o locali eventualmente contrastanti e, di conseguenza, anche sui regolamenti di condominio benché approvati all’unanimità (cosiddetti «regolamenti contrattuali») [6].

Risultato: staccarsi dal contatore dell’acqua condominiale e dotarsi di un proprio contatore individuale, collegato al proprio appartamento, è un diritto di ogni condomino e l’assemblea non può impedirlo.


note

[1] Trib. Milano, sent. del 3.05.2019.

[2] Si veda in proposito l’art. 5 Legge 5 gennaio 1994 n. 36 e successive modifiche. In particolare, la Legge sul Servizio Idrico Integrato (n. 36/1994 come modificata dal Decreto Legislativo n. 152/1999) prevede come obbligatoria l’installazione di contatori individuali, soprattutto per le attività produttive o del terziario.

[3] Direttiva Ue n. 75/33.

[4] Cass. sent. n. 17557/2014.

[5] Art. 1123 cod. civ.

[6] La natura pubblicistica è data dal fatto che la Legge 5 gennaio 1994 n. 36: la sua emanazione è in ragione della competenza dello Stato in materia ambientale, nello specifico del risparmio idrico

Il D.P.C.M. 4 marzo 1996 (Disposizioni in materia di risorse idriche – ecologia) prevede l’obbligo di misurazione dei consumi idrici e richiama anche la direttiva comunitaria n. 75/33. Detta normativa, nel suo complesso, sempre al fine di conseguire il risparmio idrico, specifica, inoltre, che deve essere prevista l’installazione di “contatori differenziati” per le attività produttive e del settore terziario.


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2 Commenti

  1. Buon giorno,l’amministratore del mio condominio ripartisce le spese dell’acqua in base al numero di occupanti e divide 120 euro per ogni singolo per cui una famiglia di 4 persone come la mia paga all’anno 480 euro a mio avviso e del tutto iniquo e non corrisponde al reale consumo .dopo diverse insistenze di istallazione da parte mia di distacco pagando a spese mie dei lavori in casa sono stato respinto puntualmente .Durante l’anno in corso mi ha imposto di chiedere all’assemblea l’approvazione ,ma un condominio grande come il mio fatto di circa 100 condomini non ha raggiunto la maggioranza grazie anche all’introduzione dell’amministratore che e’ il primo ad opporsi esordendo alla riunione dicendo che non era daccordo in quanto poteva creare un precedente come posso procedere grazie

  2. distaccamento contatore idrico, l’acquedotto mi ha segnalato dove posizionare i contatori,si appoggia al condomino acantoposso fare la nicchia , il muro esterno e condominiale o e privato? .

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