Su chi grava l’Irpef in Italia?

18 Settembre 2019 | Autore:
Su chi grava l’Irpef in Italia?

Quali sono i contribuenti che pagano di più di imposta sul reddito delle persone fisiche?

L’Irpef è un conto da 164 miliardi che grava sulle spalle di pochi. Il gettito fiscale complessivo diminuisce, ma aumenta quello dell’Irpef, che grava sempre di più su ben determinate categorie di contribuenti, minando in prospettiva anche la capacità di finanziamento del nostro sistema di welfare. Questo quanto emerso dall’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate presentato oggi a Roma nel corso di un convegno promosso in collaborazione da Itinerari Previdenziali e Cida – Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità.

Giunta alla sua sesta edizione, l‘indagine realizza su base annuale un’analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi Irpef, di quelle aziendali relative all’Irap e delle imposte dirette: l’obiettivo, oltre a fotografare lo stato della macchina fiscale, è quello di verificare la sostenibilità di medio-lungo periodo del sistema di protezione sociale italiano che, per pensioni, sanità e assistenza, è costato nel 2017 453.487 miliardi complessivi assorbendo, oltre ai contributi sociali quando previsti, anche tutte le imposte dirette, prioritariamente Irpef e Irap, nonché un’ulteriore quota di imposte indirette.

Mentre il totale dei redditi 2017 dichiarati tramite i modelli 770, Unico e 730 è ammontato a 838,226 miliardi di euro, quasi 5 in meno rispetto agli 842,977 miliardi del 2016, con una riduzione dello 0,56%, il gettito Irpef generato, al netto del bonus da 80 euro, è stato pari a 164,701 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 163,378 del 2016. Su 60,48 milioni di cittadini residenti in Italia a fine 2017 sono solo poco più di 30,67 milioni quelli hanno versato almeno un euro di Irpef.

Con redditi da zero fino a 7.500 euro, la pubblicazione individua 4,12 milioni di dipendenti che, di fatto, hanno un’Irpef negativa; seguono 4,15 milioni di lavoratori con redditi dichiarati tra i 7.500 e 15.000 euro e che, per via di
deduzioni, detrazioni e del cosiddetto ‘bonus Renzi‘ hanno comunque un’imposta negativa e sono dunque a carico degli altri contribuenti. I dichiaranti tra 15mila e 20mila euro sono quasi 3 milioni e pagano un’Irpef media di 1.237 euro.

“Il discorso – commenta Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e ricerche Itinerari Previdenziali – è ampio e complesso. Sicuramente in un quadro ancora più esaustivo andrebbero considerate imposte indirette, Iva e accise, ma il vero punto è: sarebbe ad esempio giusto ridurre allo stesso modo e a tutti questi lavoratori l’Irpef? Sarebbe
davvero una scelta equa e sostenibile? I numeri suggerirebbero di no visto che, dati alla mano, i veri tartassati dal fisco sembrano essere innanzitutto i dichiaranti dai 35mila euro dichiarati in su, che pagano l’Irpef per un valore che va da 10mila a oltre 28mila euro. Al di sotto, c’è invece chi già beneficia della solidarietà delle altre fasce di contribuenti, che di fatto ne sostengono la spesa per protezione sociale”.



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