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Renzi e la fuga da Forza Italia: nasce un nuovo polo di centro?

18 Settembre 2019 | Autore:
Renzi e la fuga da Forza Italia: nasce un nuovo polo di centro?

Primi addii a Berlusconi, che potrebbe giocarsi la carta dell’alleanza con Italia Viva. Si sta per creare una nuova area contro Salvini e contro la sinistra?

È talmente furbo (politicamente parlando, si intende) che cercare di capire quale sia il vero obiettivo di Matteo Renzi con la sua fuoriuscita dal Pd e la nascita del suo nuovo partito Italia Viva diventa davvero complicato. Già nel 2014 la sua astuzia lo portò a Palazzo Chigi dopo avere chiesto all’allora premier (del Pd) Enrico Letta di farsi in là e di lasciargli il posto, mandando, di fatto, in soffitta la sua figura politica.

Renzi, nel frattempo, si era preso la segreteria del Partito democratico, di quella stessa forza politica che ha appena lasciato insieme ad una manciata di parlamentari per dare vita ad Italia Viva. Ad oggi si contano già 13 senatori che hanno sposato la causa renziana. Verrebbe da pensare che la vittima sacrificale di questo gesto sia lo stesso Pd dell’oggi segretario Nicola Zingaretti. Non si esclude che il partito del Nazareno paghi un prezzo nel medio termine. Ma non sarà il solo.

Si fanno sempre più insistenti, infatti, le voci di una feritoia in Forza Italia dalla quale alcuni deputati e senatori starebbero per uscire con destinazione Italia Viva. Alla fine, «Forza Italia», «Viva l’Italia», «Italia Viva», che cosa cambia? Cambia per Silvio Berlusconi, già a corto di consensi. Qualcuno di questi parlamentari ha già nome e cognome: è il caso della senatrice Donatella Conzatti, alla sua prima legislatura con gli azzurri, che oggi ha ufficializzato il suo addio a Berlusconi per passare a Italia Viva. L’ex Cavaliere, quando aveva sentito queste voci, aveva detto: «Non ci credo». Ecco, ora, come San Tommaso, può toccare direttamente la ferita del suo partito e ricredersi.

L’ipotesi è quella di vedere sfilare verso la corte di Renzi la parte più centrista di Forza Italia, quelli, cioè che soffrirebbero una futura eventuale alleanza con la Lega e con Fdi e che potrebbero identificarsi nella nuova creatura renziana, volutamente venuta alla luce al centro. Si creerebbe, in questo modo, un polo da non sottovalutare, che potrebbe ricevere un importante consenso da chi oggi non vuole rivedere Salvini al Governo, considera Berlusconi politicamente pensionabile e non si identifica con le posizioni di Pd e di Movimento 5 Stelle. Sarebbero queste le vere vittime di Italia Viva.

A meno che il Cavaliere (che in fatto di furbizia politica non ha nulla o quasi da imparare da Renzi) non tiri fuori dal cilindro una delle sue sorprese. Questa volta, potrebbe stupire la platea tendendo di nuovo la mano a Renzi, come già fece per il famoso «patto del Nazareno» del 2014. Non una fusione, ma un’alleanza a beneficio numerico di entrambi.

Ad avvalorare questa possibilità, i timori espressi da uno che Forza Italia l’ha già lasciata per creare anch’egli un nuovo partito, cioè il capo del neonato Cambiamo, Giovanni Toti. Forse il Governatore della Liguria sente odore di concorrenza nel vedere i disillusi forzisti avviarsi verso Renzi anziché verso di lui. E, probabilmente, per quello che sente il bisogno di mettere le mani avanti: «Abbraccio tra Renzi e Forza Italia? Spero di no – commenta Toti – e che non ci siano nostalgie nazareniche una volta applicate alla riforma della Costituzione e un’altra volta applicate al governo del Paese”. Per l’ex esponente azzurro, «il progetto politico di Renzi occupa un pezzo dello schieramento politico italiano che è concorrente con molti di noi, che rappresenta un ceto moderato, produttivo. Che non si rassegna al declino dell’Italia, cioè a quegli italiani che si svegliano la mattina, si rimboccano le maniche e credono nel Paese. Quindi è un competitore dall’altra parte del confine”.



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