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Epidemia per virus sconosciuto: un sesto del mondo morirebbe in 36 ore

18 Settembre 2019
Epidemia per virus sconosciuto: un sesto del mondo morirebbe in 36 ore

Allarme Oms: siamo impreparati a una pandemia. Farebbe 80 milioni di morti. Ebola e Sars dimostrano come il genere umano sia impreparato alle epidemie.

Un virus dell’influenza di origine sconosciuta, ma di proporzioni simili ad una pandemia, tale da diffondersi in tutto il mondo in 36 ore, ucciderebbe fino a 80 milioni di persone, scatenando panico, destabilizzando la sicurezza nazionale e danneggiando l’economia mondiale. È lo scenario catastrofico, ma “non impossibile”, che potrebbe avverarsi in un giorno non molto lontano, ma di fronte al quale i governi e le organizzazioni internazionali sarebbero del tutto impreparati.

È la denuncia che emerge dalla prima relazione annuale del ‘Global Preparedness Monitoring Board’, commissione indipendente di esperti istituita dalla Banca mondiale e dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) dopo la prima crisi di Ebola nel 2014-2015 in Africa occidentale.

Gli esperti avvertono, infatti, che ci sono “rischi sempre maggiori di epidemie, ma il mondo è impreparato”, e citano malattie a rischio epidemico quali “Ebola, influenza e Sars, sempre più difficili da gestire di fronte all’aumento dei conflitti, di Stati fragili e delle migrazioni. La crisi climatica, l’urbanizzazione e la mancanza di servizi igienico-sanitari e idrici adeguati – ammoniscono – sono terreno fertile per focolai catastrofici e in rapida diffusione”.

“Per troppo tempo, gli approcci dei leader mondiali alle emergenze sanitarie sono stati caratterizzati dall’alternarsi di panico e disinteresse”, ha denunciato Gro Harlem Brundtland, ex primo ministro norvegese e co-chairman del Board insieme al direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus e a Elhadj As Sy, Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa.

“È giunto il momento di intervenire e agire con urgenza. Ciò deve includere maggiori finanziamenti a livello comunitario, nazionale e internazionale per prevenire la diffusione dei focolai. È inoltre necessario che i leader adottino misure proattive per rafforzare i meccanismi di coordinamento tra i governi e le società per rispondere rapidamente a un’emergenza”.

Gli esperti citano, ad esempio, l’attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove la mancanza di fiducia tra le comunità e le autorità ha minato gli sforzi di risposta, confrontandola con l’Uganda, dove le autorità sanitarie pubbliche e i rappresentanti della comunità locale avevano già in atto un piano quando il virus ha attraversato il confine: i casi nel Paese sono stati così rapidamente isolati e rilevati, riducendo ulteriori infezioni.

“La fiducia tra le comunità e le istituzioni è la chiave per una risposta di emergenza, ma è quasi impossibile costruire la fiducia nel bel mezzo di una crisi”, ha sostenuto As Sy. Per questo “bisogna farlo prima. Non possiamo presentarci una volta che una crisi sanitaria colpisce. Dobbiamo essere lì prima, durante e dopo”.

“Ebola, colera, morbillo: i più gravi focolai di malattia di solito si verificano nei luoghi con i sistemi sanitari più deboli”, ha detto il direttore generale Oms. “Come leader delle nazioni, delle comunità e delle agenzie internazionali, dobbiamo assumerci la responsabilità della preparazione alle emergenze e seguire le lezioni che queste ci stanno insegnando. Dobbiamo aggiustare il tetto prima che arrivi la pioggia”, conclude.



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1 Commento

  1. Qui si parla di virus sconosciuto, ma sapete quante cose che ci fanno male e sono conosciute e le industrie alimentari ce le propinano tutti i giorni in tutte le salse?! E poi le creme, i cosmetici di marca che tutti noi conosciamo, perché si è convinto che “più spendi e più la qualità è migliore”. Cavolate! Qui, la cosmesi, le industrie farmaceutiche ed alimentari ci stanno rovinando! Perché la gente che mangia prodotti provenienti dalle proprie coltivazioni sta meglio e vive più a lungo?! Cosa pensate! Che hanno l’elisir di lunga vita?! No! Mangiano sano!Non si intossicano di prodotti confezionati

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