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Versamento di contanti per regali di matrimonio

19 Settembre 2019 | Autore:
Versamento di contanti per regali di matrimonio

Il Fisco può fare dei controlli sui soldi ricevuti dagli sposi? Quando bisogna lasciarne traccia?

Sei stato invitato al matrimonio del tuo migliore amico che, però, convive già da tempo ed ha tutta la casa arredata. Ti poni il problema di che cosa regalargli: forse è meglio la classica busta con i soldi e lasciare che siano gli sposi a decidere che cosa farsene. Lo stesso puoi pensare se a convolare a nozze è tuo figlio: anziché rischiare di regalargli una cosa inutile, ti metti d’accordo con lui per dargli dei soldi che lo aiutino a pagare le spese dell’evento. Ora, la questione è: si può fare un versamento di contanti per regali di matrimonio o ci sono dei limiti stabiliti dal Fisco?

Chi sostiene che la classica busta con dentro i soldi non sia più lecita, si sbaglia di grosso. A meno che voglia fare il mecenate e fare un versamento di contanti come regalo di matrimonio al di sopra della soglia dei 3.000 euro, limite oltre il quale bisogna fare un assegno o un bonifico. Che sarebbe, comunque, molto gradito dagli sposi.

Una cifra del genere sarebbe tipica dei genitori proprio per quell’eventualità che dicevamo prima: la voglia di partecipare alle spese del ricevimento. Altrimenti, i versamenti in contanti per regali di matrimonio non superano normalmente i 300 euro (a volte qualcosa di più se al banchetto partecipa una famiglia numerosa o se le nozze sono di un certo livello). Nulla vieta, quindi, di omaggiare gli sposi con qualche biglietto da 100 euro in contanti.

Contanti per regali di matrimonio: entro quale limite?

Come anticipato, i regali di matrimonio non sono un’eccezione alle regole che valgono sull’uso dei contanti e che consentono di trasferire denaro non tracciabile fino a 2.999,99 euro. Un centesimo in più, cioè 3.000 euro, ti obbligherebbe a fare un bonifico bancario o postale oppure a fare un assegno non trasferibile (la norma sulla non trasferibilità scatta per importi superiori ai 1.000 euro). Considerando, come si diceva prima, che le buste regalate agli sposi contengono normalmente poche centinaia di euro, nulla vieta di consegnare dei contanti.

Contanti per regali di matrimonio: se si supera la soglia?

Può capitare, però, che qualcuno – di solito i genitori dello sposo o della sposa – voglia fare un regalo di matrimonio più consistente, per aiutare a comprare qualcosa per la casa o a pagare le spese delle nozze. In questo caso, e se si supera la soglia dei 2.999,99 euro, c’è bisogno dell’assegno o del bonifico. Se la cifra viene accreditata per l’acquisto di un bene specifico (ad esempio un mobile, la macchina, il pranzo delle nozze), si parla di donazione indiretta. Non c’è bisogno del notaio, purché ci siano queste due condizioni:

  • una causale del bonifico che riporti la finalità della donazione (per esempio: contributo acquisto macchina);
  • la precisazione sull’atto di acquisto del fatto che il bene è stato pagato in toto o in parte con i soldi ricevuti dalla donazione, indicando le generalità della persona che ha fatto il regalo.

Contanti per regali di matrimonio: il Fisco può controllare?

Non è da escludere che il Fisco voglia qualche chiarimento sui regali di matrimonio in contanti. Non tanto dalla persona che li ha donati, purché nel rispetto della soglia di cui abbiamo parlato, quanto dagli sposi. L’Agenzia delle Entrate, infatti, non è invitata al tuo matrimonio, non sa nemmeno che ti sposi, e se vede che, di colpo, muovi più soldi di quelli che normalmente guadagni potrebbe avviare un controllo attraverso il redditometro.

Occorrerà, a questo punto, provare che quei soldi provengono da regali di nozze. A quel punto, non ci saranno problemi. Purché, però, si presenti al Fisco una prova documentale, come le ricevute dei bonifici o degli assegni nel caso in cui tu abbia ricevuto delle somme importanti.

Ti starai chiedendo, però, se anche le varie buste con importi più ridotti, messe tutte insieme, possono diventare un problema. Come abbiamo detto, non c’è l’obbligo di giustificare ogni singolo regalo di qualche centinaio di euro. Ma 50 buste da 200 euro l’una fanno 10mila euro. In questo caso, conviene versare i soldi il giorno dopo il matrimonio o, comunque, non appena sia possibile farlo. In questo modo sarà più semplice dimostrare al Fisco che sono tutti soldi provenienti da regali per le tue nozze.

A tal proposito, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha annullato un accertamento fiscale nei confronti di una contribuente alla quale il Fisco contestava dei versamenti fatti sul conto corrente della figlia, che si era sposata un anno prima del controllo delle Entrate [1]. Determinanti sono state le dichiarazioni degli invitati, i quali hanno dimostrato che tali versamenti corrispondevano ai contanti per i regali del matrimonio.

La testimonianza nel processo tributario è valida?

C’è da precisare, comunque, che da una parte esiste un divieto di utilizzare una testimonianza in un processo tributario [2], in quanto ritenute poco attendibili da un contribuente in favore di un altro. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che tali dichiarazioni, pur non trattandosi di prove testimoniali, hanno un valore probatorio di mero elemento indiziario che, comunque, deve essere tenuto in considerazione da parte del giudice [3].


note

[1] Comm. Tributaria Milano sent. n. 8508/2015.

[2] Art. 7 Dlgs. n. 546/1992.

[3] Cass. sez. trib. Sent. n. 767/2011.


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