Alzheimer: nuova tecnica contro la fuga di ricordi

19 Settembre 2019 | Autore:
Alzheimer: nuova tecnica contro la fuga di ricordi

Una cuffia che rilascia onde elettromagnetiche indolori aiuta a combattere la progressiva degenerazione delle cellule cerebrali. In Italia, 600mila malati.

Dalla ricerca notizie incoraggianti contro l’Alzheimer. Una sorta di cuffietta che rilascia onde elettromagnetiche indolori sembra essere utile a contrastare la fuga di ricordi. NeuroEM Therapeutics ha annunciato i risultati di uno studio clinico in aperto, che mostra addirittura un’inversione del deterioramento cognitivo nei pazienti Alzheimer dopo soli 2 mesi di trattamento con il nuovo dispositivo indossabile, per il trattamento domiciliare.

I risultati dimostrano che il dispositivo si è rivelato sicuro in tutti e otto i pazienti con malattia di Alzheimer da lieve a moderata analizzati, e l’utilizzo ha portato a un miglioramento delle prestazioni cognitive in sette soggetti. Lo studio è pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease.

Il trattamento era già stato testato con successo su topi modello della malattia. Per questo piccolo studio clinico sull’uomo, i ricercatori hanno utilizzato lo stesso trattamento (due volte al giorno per 1 ora) attraverso la cuffia Memorem*. Il dispositivo emette onde elettromagnetiche indolori in una particolare sequenza. «Nessuno dei pazienti voleva restituire il dispositivo all’Università della Florida del Sud dopo la fine dello studio», commenta Gary Arendash, Ceo di NeuroEM Therapeutics. Ora, l’azienda sta pianificando uno studio pilota per testare la cuffia su 150 pazienti.

In Italia, oltre un milione di persone soffre di demenza. Tra queste, almeno 600mila hanno il morbo di Alzheimer, una malattia neurodegenerativa che distrugge progressivamente le cellule del cervello. Ed il continuo invecchiamento della popolazione fa temere che questi numeri siano destinati ad aumentare, a meno che non si dia maggiore spazio alla ricerca.



2 Commenti

  1. Molto interessante. Grazie perché ci fornite aggiornamenti su queste innovazioni. Sarebbe un miracolo per tutti i malati di Alzheimer. Avevo una parente che ne soffriva. Non sapete quanto era difficile da bambina essere prima accolta a braccia aperte e poi doverle ricordare chi ero… E’ una delle malattie più difficili da affrontare per i propri cari. C’è chi non riesce neppure a “ricordare” le cose più semplici, come i gesti della vita quotidiana e perciò hanno bisogno di continua assistenza, altrimenti rischiano di peggiorare le loro condizioni.

  2. Il ricordo è ciò che ci tiene legati al passato e, a volte, è ciò che ci dà la carica per affrontare al meglio il futuro. I pazienti di Alzheimer, con l’avanzare della malattia, ne vengono privati poco a poco e questo è terribile per chi gli sta intorno.

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