I cattivi pagatori riceveranno un sms prima di essere segnalati

20 Settembre 2019 | Autore:
I cattivi pagatori riceveranno un sms prima di essere segnalati

Il nuovo codice di condotta per le imprese creditizie prevede la possibilità di inviare il preavviso di segnalazione in centrale anche via sms.

D’ora in poi, chi non rimborsa le rate di prestiti e mutui sarà preavvisato anche attraverso gli sms prima di essere iscritto. È stato, infatti, approvato il nuovo Codice [1] in materia di segnalazione nelle centrali rischi dei cattivi pagatori. Prima di essere segnalati riceveranno un sms che gli preannuncerà l’iscrizione.

Il messaggino di testo che sarà inviato sul telefono riguarderà il primo ritardo nei pagamenti delle rate, quello che fa scattare la segnalazione del moroso come cattivo pagatore. Sarà un’alternativa ai normali canali di comunicazione attualmente utilizzati, come la lettera raccomandata o la pec.

Il regolamento è stato proposto dalle associazioni dei Sic (Sistemi di informazione creditizia) ed ha avuto il via libera dal Garante privacy. Sostituisce il precedente, che risale al 2005, un’epoca in cui la messaggistica istantanea non era diffusa come oggi e non c’era neppure il recente Regolamento europeo [2] al quale tutti gli operatori ed imprese che trattano dati personali devono adeguarsi.

I sistemi di informazioni creditizie, come la Crif, sono delle banche dati in cui vengono inseriti tutti i dati di prestiti, finanziamenti, mutui, leasing e noleggi a lungo termine e dunque rientrano pienamente in questa normativa.

L’sms è stato inserito nelle possibilità di comunicazione valida perché è un sistema tracciabile, in cui il sistema del gestore del traffico telefonico conserva le informazioni essenziali sull’invio e sulla ricezione. Quindi, si può verificare anche successivamente, in caso di contestazioni, se è stato inviato e ricevuto oppure no.

Il numero di telefono al quale inviarlo dovrà essere fornito dal destinatario della comunicazione, che dovrà esprimere il proprio consenso sin dal momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento. Se non lo farà, non sarà possibile inviargli sms e per questo tipo di comunicazioni dovranno essere seguiti i canali di posta tradizionale.

Se il cliente dispone anche di una piattaforma di home banking il preavviso con sms si aggiungerà ad un alert, un avviso che sarà presente sul sito quando ci si collega nell’area riservata. Il cliente potrà anche scegliere di ricevere la notizia dell’ eventuali preavviso di segnalazioni attraverso la posta elettronica, indicando una propria casella email.

Una volta inviato l’sms, la comunicazione del preavviso di segnalazione sarà valida e si presumerà conosciuta dal destinatario a meno che egli non provi di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne conoscenza. Il preavviso è necessario altrimenti la segnalazione è illegittima, va cancellata e scatta anche il diritto al risarcimento. Quello che cambia adesso è che gli istituti erogatori hanno a disposizione una forma in più per inviarlo e i clienti per riceverlo.

Ora, le nuove norme sono immediatamente operative: si tratta di regole volute e predisposte dagli stessi istituti che erogano crediti al consumo, che si sono impegnati ad osservarle. Il riconoscimento del Garante le fa diventare un modello vincolante da seguire, anche perché discostarsene significa non rispettare un modello di condotta volontariamente assunto.

Tra le altre novità del provvedimento, c’è quella della conservazione delle informazioni positive per 60 mesi, un periodo più lungo rispetto a prima, in modo che il soggetto possa far valere nei confronti degli istituti di credito questi aspetti positivi della sua storia finanziaria. Rimangono, invece, invariati i termini massimi di conservazione delle informazioni su ritardi nei pagamenti: fino a 12 mesi dal momento della regolarizzazione per i ritardi non superiori a due rati o mesi, fino a 24 mesi per quelli superiori. I mancati pagamenti rimangono in archivio fino ad un massimo di 36 mesi dalla scadenza del contratto o fino a 60 mesi dalla data di scadenza finale del rapporto.

note

[1] Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 163 del 12 settembre 2019 «Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti».

[2] Regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo.


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