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Banche: cos’è l’adeguata verifica della clientela?

26 Marzo 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 26 Marzo 2018



L’adeguata verifica consente al professionista di stabilire per chi sta realmente lavorando e a cosa sono destinate le prestazioni richiestegli dal cliente 

Come a tutti noto, il riciclaggio consiste nel rimettere in circolazione nell’economia legale denaro derivante da attività illecite. La disciplina di contrasto a questo fenomeno, fino allo scorso giugno era tutta contenuta all’interno di un decreto del 2007 [1]. A partire dallo scorso 4 luglio, invece, il documento a cui tutti gli operatori devono fare riferimento è il decreto del 2017 [2] che in attuazione della cosiddetta IV direttiva [3] detta misure volte a salvaguardare il sistema economico e finanziario e guida la condotta degli operatori.

Il decreto attuativo della direttiva, infatti, introduce alcune novità non solo con riferimento ai soggetti chiamati ad adempiere gli obblighi in materia di antiriciclaggio, ma anche con riguardo agli obblighi che questi devono adempiere. Gli strumenti di origine comunitaria, infatti, costituiscono un metodo molto importante per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento di attività illecite e di terrorismo.

Antiriciclaggio: chi sono i destinatari degli obblighi?

I destinatari degli obblighi antiriciclaggio, in presenza di alcuni segnali, devono adottare misure rafforzate ed effettuare controlli rigorosi. La normativa antiriciclaggio interessa un’ampia platea di destinatari. Tra questi incontriamo:

  • intermediari bancari e finanziari;
  • professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro);
  • notai e avvocati;
  • revisori legali e società di revisione;
  • agenti immobiliari;
  • mediatori civili;
  • prestatori di servizi di gioco.

Gli adempimenti richiesti a questi soggetti, la cui intensità varia in relazione alle diverse situazioni, si concretizza nell’identificazione e nella verifica dell’identità del cliente al momento del conferimento dell’incarico e poi nel controllo della sua condotta durante l’esecuzione del rapporto. Il sistema dell’antiriciclaggio, infatti, in sintesi si fonda su:

  • identificazione del cliente e verifica dell’identità in base a documenti;
  • ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo;
  • controllo nel corso del rapporto e segnalazione delle operazioni sospette.

Adeguata verifica della clientela: la banca

Come detto, i soggetti professionali chiamati a collaborare sul fronte della lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo sono numerosi. In ordine agli intermediari bancari, l’adeguata verifica è destinata a consentire di stimare quali rischi possono derivare dalle operazioni poste in essere dal cliente. Ovviamente l’indagine – e dunque l’intensità della verifica – muta sotto il profilo oggettivo in considerazione del prodotto selezionato dal cliente. Per fare un esempio, un conto di deposito a basso rendimento richiede una verifica delle informazioni di base nonché l’origine dei soldi in arrivo e la frequenza prevista di depositi e prelievi.

Ogni intermediario in generale può stabilire le modalità con cui intende raccogliere le informazioni necessarie per adempiere l’obbligo di verifica.

Adeguata verifica della clientela: le misure

La verifica della clientela può essere semplificata o rafforzata al ricorrere di particolari requisiti soggettivi o oggettivi. Infatti, nel graduare l’entità dell’indagine i soggetti obbligati devono tenere in considerazione determinati fattori. In relazione al soggetto:

  • la natura giuridica del cliente;
  • la principale attività svolta;
  • l’area geografica di residenza.

In relazione all’operazione posta in essere:

  • la tipologia dell’operazione;
  • le modalità di svolgimento dell’operazione;
  • l’area geografica di destinazione del prodotto o della prestazione.

Adeguata verifica clientela: il fattore geografico

Come è facile dedurre, la verifica rafforzata della clientela viene svolta in presenza di un elevato rischio di riciclaggio. In queste ipotesi gli intermediari bancari (e in generale tutti i professionisti obbligati) devono tener conto di diversi fattori di rischio tra cui quelli di natura geografica.

note

[1] D. Lgs. n. 231/2007.

[2] D. Lgs. 90/2017.

[3] Direttiva Ue 2015/849.

Autore immagine: Pixabay.com


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