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Allontanamento volontario dalla casa coniugale

22 Settembre 2019
Allontanamento volontario dalla casa coniugale

Lasciare la moglie e i figli e andare via di casa: quando la violazione del dovere di coabitazione è vietata e quando, invece, c’è una giusta causa. 

Andare via di casa e non voler tornare mai più: è questo il cosiddetto abbandono del tetto coniugale o, volgarmente, l’allontanamento volontario dalla casa coniugale. Cosa succede in questi casi? Si può lasciare la famiglia se ci sono figli minorenni? E se i figli sono ormai autonomi? Ad alcune di queste domande ha fornito risposta la Cassazione con una recente pronuncia [1]. È l’occasione per tornare su un tema sempre ricercato dalle coppie in crisi.

Si può andare via di casa prima della separazione?

Il matrimonio è fondato sulla convivenza. Anche quando non si va d’accordo, quindi, non si può sbattere la porta e andare a vivere altrove. I problemi vanno risolti dentro casa e, se non è possibile, ci si deve separare prima di allontanarsi dalla famiglia. L’allontanamento è, infatti, un’autorizzazione che, se non viene dall’altro coniuge, solo il giudice può dare. E, difatti, leggendo la sentenza di separazione, si nota che una delle espressioni riportate nel verbale è la seguente: «Il giudice autorizza le parti a vivere separatamente…».

Cosa si rischia in caso di allontanamento volontario dalla casa coniugale?

La cosa più scontata che può succedere se si va via di casa per sempre è la richiesta di addebito in caso di separazione. In pratica, il coniuge abbandonato può rivolgersi al tribunale e, nel chiedere la separazione, far addebitare la colpa all’ex. Questo implica, però, solo la perdita del diritto al mantenimento (sempre ammesso che chi va via ha il reddito più basso) e dei diritti successori (sempre ammesso che chi viene abbandonato muoia prima della separazione).

L’abbandonato, però, ha anche un’altra arma: la denuncia penale. Difatti, se questi è rimasto senza reddito o comunque con risorse economiche insufficienti per andare avanti o per mantenere i propri figli, l’abbandono del tetto coniugale è anche reato, quello di inadempimento ai doveri familiari.

Dopo quanto tempo l’abbandono si considera reato?

La giurisprudenza ha chiarito che l’abbandono del tetto coniugale si configura solo quando c’è la volontà di non far più ritorno. Quindi, la pausa di riflessione di qualche giorno non fa scattare alcun reato, né l’addebito per la separazione.

Si può andare via di casa per una buona ragione?

La giurisprudenza ritiene anche che, se l’abbandono non è la causa della crisi coniugale, ma un effetto determinato da un evento precedente – ad esempio una violenza o un tradimento – esso non comporta l’addebito. Ma spetta a chi viene abbandonato l’onere della prova: questi deve cioè dimostrare non solo l’allontanamento, ma anche che è stato questo a determinare la crisi della coppia e non cause pregresse [1]. Se tale prova viene fornita, l’altro coniuge dovrà difendersi dimostrando, invece, una crisi già in atto al momento dell’abbandono.

Lettera di allontanamento dalla casa coniugale

Non potrà giustificare l’allontanamento il fatto di aver lasciato una lettera e dei soldi sul tavolo. Questo comportamento non è, infatti, sufficiente a giustificare la condotta.

Abbandono casa coniugale e assegnazione

Se chi abbandona la casa ha anche con sé dei figli minori, nel caso di successiva separazione può comunque sperare di ottenere la collocazione dei bambini presso di sé e l’assegnazione della casa coniugale. Con l’effetto che l’abbandonato dovrà andare via dall’appartamento per lasciarlo all’ex che se n’è andato via. L’assegnazione della casa, infatti, non è né un premio né un mantenimento: è una misura di sostegno della prole, per garantire a questa di continuare a vivere sotto lo stesso tetto in cui è cresciuta. Dunque, non conta il fatto che chi ottenga la casa sia anche lo stesso coniuge che si è macchiato dell’allentamento dal tetto coniugale.

Allontanamento casa coniugale e cambio serratura

Se il coniuge abbandona la casa, l’altro non può cambiare la serratura. Non almeno fino a quando non è intervenuto il giudice ad assegnargli la casa. Questo perché il partner potrebbe sempre far ritorno – non è dato infatti sapere, sin dall’inizio, se il suo allontanamento è solo momentaneo – e, in quel caso, sarebbe spossessato dei propri beni.


note

[1] Cass. ord. n. 23284/19 del 18.09.2019.


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