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Nullità notifica vecchia residenza

17 Ottobre 2019 | Autore:
Nullità notifica vecchia residenza

Notificazione: cos’è e come funziona? Come si può notificare un atto? Qual è la differenza tra nullità e inesistenza della notifica? Sanatoria: si può fare?

Nel mondo del diritto, la notifica (o notificazione) è un atto con cui si porta a conoscenza di un soggetto un determinato documento. Con la notifica, in pratica, si comunica a uno o a più persone il contenuto di uno specifico documento, col fine di far produrre, da quel momento, precisi effetti giuridici. Ad esempio, la notifica alla controparte processuale di una sentenza del giudici civile fa decorrere da quell’istante il termine breve di trenta giorni per poter proporre impugnazione; la notifica dell’atto di precetto serve per far scattare i dieci giorni dopo i quali l’istante può procedere con esecuzione forzata; e così via. il problema, però, è che, per essere valida, la notificazione deve essere fatta presso la residenza o il domicilio del destinatario. Cosa succede se la notifica è fatta alla vecchia residenza? C’è nullità?

Su questo caso si è espressa, anche recentemente, la giurisprudenza della Corte di Cassazione, chiarendo quali sono i criteri da seguire affinché la notifica possa dirsi perfetta. Si tratta di un problema di non poco conto, visto che, come appena spiegato, alla notifica è attribuita un’importanza decisiva da parte della legge: se la notificazione fosse sbagliata, verrebbe invalidato tutto ciò che è fatto conseguentemente. Se l’argomento ti interessa e ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è la notificazione e il problema della nullità della notifica fatta alla precedente residenza.

Notificazione: cos’è?

Come anticipato nell’introduzione, la notificazione è lo strumento previsto dalla legge affinché si possano comunicare, con piena valenza giuridica, atti o documenti a terze persone. La notifica, dunque, è una comunicazione formale alla quale la legge riconosce un particolare valore: quello di far decorrere determinati effetti giuridici dal giorno del compimento della notifica stessa.

La notificazione, se andata ha buon fine, presuppone una conoscenza legale dell’atto notificato: il destinatario della notifica, infatti, a meno che la stessa non sia nulla o inesistente, non potrà dimostrare (se non in casi eccezionali) di non aver avuto conoscenza del documento che gli è stato comunicato.

Proprio perché la notifica riveste un ruolo fondamentale nel diritto, soprattutto in ambito processuale, la legge prevede i modi attraverso cui è possibile farla. Te ne parlerò nel prossimo paragrafo.

Notifica: come si fa?

La notificazione, perché possa sortire i suoi effetti, e cioè quello di portare legalmente a conoscenza una persona circa il contenuto di un determinato atto, deve essere fatta nei modi tassativamente indicati dalla legge.

Esistono diverse modalità di notifica: la più nota è senza dubbio quella a mezzo ufficiali giudiziari. In ambito processuale, il modo tipico con cui viene reso noto a un soggetto il contenuto di un atto è quello della consegna al destinatario di una copia del documento stesso effettuata da un ufficiale giudiziario.

La notificazione a mezzo ufficiali giudiziari è la più sicura, in quanto l’ufficiale giudiziario si incarica della notifica dopo aver controllato la conformità della copia (da dare al destinatario) all’atto originale.

Questa modalità di notifica non è l’unica possibile: quando la legge lo consente, la notificazione può essere fatta anche “in proprio” mediante mezzi differenti. Ad esempio, la legge [1] che disciplina la locazione degli immobili urbani stabilisce che, per far valere la prelazione urbana, occorre effettuare le dovute notificazioni a mezzo ufficiale giudiziario. La giurisprudenza, tuttavia, ha pacificamente ammesso che la notifica possa avvenire anche con mezzi idonei a fornire la prova dell’invio e della ricezione della comunicazione: da tanto deriva la piena legittimità di strumenti quali la raccomandata con avviso di ricevimento, la posta elettronica certificata o il fax.

Anche per le notificazioni in ambito processuale sono ammesse modalità diverse da quelle dell’ufficiale giudiziario: gli avvocati possono validamente notificare ricorsi e atti di citazione mediante la propria posta elettronica certificata, purché il destinatario abbia un indirizzo pec risultante dai pubblici registri.

A quale indirizzo va fatta la notificazione?

Affinché la notifica possa andare a buon fine occorre che essa sia fatta all’indirizzo giusto. Mettiamo il caso che tu decida di notificare un atto di citazione al tuo vicino a causa degli schiamazzi notturni che provengono dal suo appartamento; giunto il giorno fissato per l’udienza, la controparte non si presenta perché hai fornito al tuo avvocato un indirizzo sbagliato e, dunque, la notificazione non è andata a buon fine. In un caso del genere, il giudice non potrà procedere in contumacia, ma dovrà ordinare la rinotifica, altrimenti il contraddittorio non si potrà validamente instaurare.

Ecco: perché la notifica sia regolare, occorre che venga fatta all’indirizzo di residenza del destinatario, oppure nel luogo presso cui domicilia (ad esempio, presso il suo avvocato). Per essere certi della residenza, il modo più sicuro è farne richiesta direttamente presso il Comune ove la persona risiede, in modo tale da non avere dubbi: ed infatti, anche se il soggetto in questione vivesse di fatto altrove, potresti giustificare al giudice la correttezza della notificazione esibendo il certificato rilasciato dall’ufficio anagrafe del Comune.

Cosa succede se la notifica è fatta alla vecchia residenza?

Mettiamo il caso che la notifica di un atto processuale venga fatta alla precedente residenza del destinatario: cosa succede? Cosa accade se la notificazione è fatta alla vecchia residenza? La notifica è nulla?

La risposta giunge direttamente dalla Corte di Cassazione [2]: la notifica fatta presso la vecchia residenza del destinatario è nulla, ma non inesistente; da ciò deriva la possibilità che la nullità si sani nel caso in cui, ad esempio, il destinatario decida ugualmente di costituirsi in giudizio.

Per comprendere quanto appena affermato bisogna capire la distinzione tra nullità e inesistenza della notifica (per un maggiore approfondimento, ti rinvio alla lettura dell’articolo Casi di nullità e inesistenza della notifica).

Nullità della notifica: quando?

La notifica è nulla quando vengono violate le regole relative alla persona alla quale deve essere consegnata la copia (e più in generale le regole del procedimento di notificazione), o quando vi è incertezza assoluta sulla persona che ha preso la copia o sulla data [3].

Ad esempio, una notifica è nulla se consegnata a persona diversa dal destinatario che non sia convivente di quest’ultimo o che, comunque, non sia legittimata alla ricezione, ovvero quando la notifica è fatta con mezzi diversi da quelli indicati dalla legge (ad esempio dall’avvocato in proprio quando non ricorrono le condizioni).

In buona sostanza, dunque, è nulla la notifica se vi è un rapporto di collegamento tra il luogo e il soggetto destinatario: si pensi al plico consegnato, anziché a casa, nel luogo di lavoro o nel domicilio delle vacanze del destinatario.

Inoltre, è nulla la notifica se vi è un collegamento tra il soggetto consegnatario del plico e l’effettivo destinatario: si immagini l’atto consegnato al familiare non convivente, trovato dal postino nell’abitazione del destinatario.

Inesistenza della notifica: quando?

La notifica è inesistente quando non è possibile individuare alcun collegamento tra il destinatario dell’atto e il soggetto o luogo presso il quale esso è notificato: pensa, ad esempio, all’atto consegnato a persona totalmente estranea al reale destinatario, oppure ad un indirizzo non affatto riconducibile allo stesso, ecc.

Più nello specifico, secondo la giurisprudenza di legittimità [4], l’inesistenza della notificazione è configurabile, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come notificazione. Tali elementi consistono:

  • nell’attività di trasmissione svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato;
  • nella fase di consegna, intesa come raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione previsti dall’ordinamento (in virtù dei quali, cioè, la stessa debba comunque considerarsi eseguita), restando, pertanto, esclusi soltanto i casi in cui l’atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, così da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa

La notifica alla vecchia residenza è nulla o inesistente?

Secondo la Corte di Cassazione, dunque, la notificazione effettuata presso la vecchia residenza è nulla, ma non inesistente, perché il luogo in cui si è abitato prima di trasferirsi conserva comunque un collegamento col soggetto destinatario, tanto più se in quel posto v’è ancora qualcuno che vi abita e che ha un rapporto di parentela col destinatario stesso. In altre parole, tutte le volte in cui c’è (o c’era) una relazione tra persona e destinatario o tra luogo e destinatario, allora la notifica può dirsi nulla.

Chiarito questo aspetto, non ci resta che vedere quale sia la differenza concreta tra una notifica nulla e una inesistente. In altre parole: appurato che la notificazione alla vecchia residenza è nulla, cosa si può fare? È possibile sanare l’invalidità della notificazione nulla? È quello che ti spiegherò nel prossimo paragrafo.

Si può sanare una notifica nulla?

La notifica nulla può essere sanata se il notificante dimostra che l’atto è comunque giunto a conoscenza del destinatario. Per esempio, la legge richiede che la notifica venga consegnata, in assenza del diretto interessato, al familiare convivente, e ciò perché si presume che quest’ultimo, per via dei rapporti intercorrenti con il destinatario, si prenda carico di consegnargli la busta. Cosa che, invece, potrebbe non fare un parente alla lontana o una persona solo occasionalmente presente nell’immobile (ad esempio, un ospite).

Tuttavia, se la parte che ha disposto la notifica riesce a dimostrare che colui che ha ricevuto materialmente l’atto ne ha informato il destinatario, non c’è ragione di ritenere che la notifica sia da ripetere: essa avrebbe raggiunto il suo scopo e, quindi, la nullità viene sanata.

Allo stesso modo, la notifica al domicilio del mare, anziché presso la residenza, potrebbe essere ugualmente valida se si dimostra che il destinatario del plico ne ha preso comunque possesso perché durante il periodo in cui è stata fatta la notificazione egli si trovava effettivamente al mare.

Ancora, è sanata la notifica nulla allorquando il destinatario, pur avendo ricevuto una notifica nulla di una citazione, si costituisca comunque in causa; lo stesso avviene nel caso del contribuente che faccia opposizione a una cartella esattoriale ricevuta secondo modalità non previste dalla legge, così dimostrando di averne avuto conoscenza.

Nel caso di notifica presso la vecchia residenza, la nullità potrebbe essere sanata dimostrando che l’atto è stato consegnato ad un parente del destinatario il quale, trovandosi a vivere ancora nell’immobile, ha accettato l’atto assumendosi l’incarico di trasmetterlo al destinatario medesimo.

La notificazione inesistente, al contrario, non è soggetta a sanatoria, in quanto un atto non esistente per il diritto non può mai essere sanato.


note

[1] Art. 3, lett. g), n. 431/1998.

[2] Cass., ord. n. 4529/2019.

[3] Art. 160 cod. proc. civ.

[4] Cass., ord. n. 24834/2017.


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